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Israele: Netanyahu chiede immunità contro sua incriminazione

Presentata richiesta di immunità parlamentare dal premier israeliano Benjamin Netanyahu dall’incriminazione voluta dal procuratore generale dello Stato con la Stella di David, Avichai Mandelblit

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto l’immunità dall’azione penale nei tre casi di corruzione in cui è accusato, e per il quale è stato formalmente incriminato, di corruzione, frode e violazione della fiducia. La richiesta è stato presentata al parlamento israeliano proprio oggi, visto che stava per scadere il tempo che aveva a disposizione per invocarla.

Forte della rinnovata leadership del Likud chiede l’immunità

Netanyahu ha detto ai deputati israeliani di avere intenzione di guidare il paese “per molti anni ancora”, forte del mandato ampio ricevuto dagli elettori del suo partito il Likud, che lo ha riconfermato con percentuali bulgare come leader.

Le accuse di Bibi contro i magistrati

Da sempre Bibi ha dichiarato che quanto la magistratura sta facendo nei suoi confronti lo considera come un golpe: “Quello che mi viene organizzata contro di me è una corte marziale sul campo ingannando il popolo”.

I motivi della richiesta del premier

Netanyahu ha rincarato la dose durante una trasmissione televisiva di questa sera a Gerusalemme e chiarito i motivi della richiesta dell’immunità: “La legge sull’immunità ha esattamente lo scopo di proteggere gli eletti, da procedimenti giudiziari inventati e che nella loro intenzione sovvertono la volontà del popolo. La legge intende garantire che chi viene scelto democraticamente possa servire i cittadini secondo la volontà del popolo, non la volontà dei magistrati”.

La decisione sull’accettare o meno spetta al comitato della Camera che non è stato formato

La richiesta di Netanyahu dovrà essere esaminata dalla commissione della Knesset. Se la richiesta viene approvata in commissione, viene inviata ai 120 deputati per discuterla e votarla. Ma questo Comitato non è stato formato per lo stallo politico in cui versa il paese dal dopo elezioni di aprile (tre volte al voto in un anno senza che si riuscisse a formare un governo).

Sospensione di qualunque provvedimento nei suoi confronti

La richiesta di Bibi quindi, non esistendo di fatto il Comitato non può essere valutata, questo significa che in attesa che questo possa accadere nel dopo elezioni del prossimo 2 marzo, comunque il premier israeliano beneficia della sospensione da qualsiasi procedimento nei suoi confronti. Dall’opposizione sperano di poter formare invece in fretta e furia questo Comitato per evitare che il primo ministro possa approfittarne. Impresa alquanto difficile

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