I sintomi precoci del morbo di Parkinson: i segnali che precedono il tremore
-
Alberto Trentini e Mario Burlò sono in Italia dopo la liberazione VIDEO
-
Overnight explosions in Caracas hit military area, widespread power outages reported VIDEO
-
Attacco Usa in Nigeria contro l’Isis, Trump: “Risposta al massacro di cristiani” VIDEO
-
Frana a Cormons: disperso un giovane e un’anziana sotto le macerie VIDEO
Dalla perdita dell’olfatto ai disturbi del sonno REM, fino a stipsi e ipotensione: i campanelli d’allarme che possono comparire anni prima dei sintomi motori
Il tremore è da sempre considerato il segnale più riconoscibile del Parkinson, ma non è necessariamente il primo a manifestarsi. I sintomi precoci del morbo di Parkinson, infatti, possono comparire molti anni prima delle alterazioni del movimento e coinvolgere funzioni che non riguardano direttamente la sfera motoria. È quanto emerge da numerosi studi citati dal Washington Post e dagli esperti di neurologia che da tempo invitano a superare una visione riduttiva della malattia.
«Ci sono aspetti del Parkinson che non riguardano il movimento», spiega Rachel Dolhun, neurologa della Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research. «Per molto tempo abbiamo pensato a questa malattia come a un disturbo del movimento, ma oggi sappiamo che colpisce l’intero organismo in modi diversi».
Il Parkinson è uno dei disturbi neurologici più diffusi al mondo e, secondo le stime, i casi potrebbero superare i 25 milioni entro il 2050. Solo il 10-15% è legato a fattori genetici, mentre nella maggior parte dei pazienti la causa resta sconosciuta. Le terapie attuali consentono di gestire i sintomi, ma non esiste una cura definitiva. Per questo, riconoscere i sintomi precoci del morbo di Parkinson assume un ruolo centrale per intervenire tempestivamente e migliorare la qualità della vita.
La malattia danneggia progressivamente i neuroni che producono dopamina, sostanza fondamentale per il controllo del movimento. Quando compaiono i sintomi motori, fino al 70% dei neuroni della substantia nigra, area cerebrale chiave per il movimento volontario, risulta già compromesso. È nella fase prodromica, che può iniziare anche dieci o vent’anni prima, che si collocano alcuni segnali oggi oggetto di crescente attenzione scientifica.
Perdita dell’olfatto
La riduzione o perdita della capacità di percepire gli odori viene spesso attribuita a raffreddori o infezioni virali. Tuttavia, oltre il 90% delle persone con Parkinson sperimenta un declino progressivo dell’olfatto, che può iniziare anche decenni prima dei sintomi motori. «Stimiamo che la perdita dell’olfatto possa comparire fino a 20 anni prima della diagnosi», spiega Ronald Postuma, professore di neurologia alla McGill University. Chi sviluppa questo disturbo ha un rischio circa cinque volte maggiore di ammalarsi in futuro.
Disturbi del sonno REM
Durante la fase REM il corpo è normalmente in uno stato di paralisi muscolare. In alcune persone, però, questa inibizione viene meno e i sogni vengono “messi in scena” con movimenti improvvisi. Le ricerche indicano che tra il 50 e il 70% dei soggetti con disturbi comportamentali del sonno REM sviluppa successivamente il Parkinson.
Stipsi cronica
La stitichezza persistente colpisce circa due terzi delle persone affette da Parkinson e può precedere la diagnosi di molti anni. Studi recenti hanno individuato accumuli di proteine anomale nei neuroni dell’intestino. Una meta-analisi ha evidenziato che chi soffre di stipsi ha un rischio doppio di sviluppare la malattia rispetto a chi ha una funzione intestinale regolare.
Ipotensione ortostatica
Il calo di pressione quando ci si alza in piedi, con conseguenti capogiri o svenimenti, può essere legato a molte cause. Quando però ha un’origine neurologica, nel 50% dei casi è associato allo sviluppo del Parkinson o di patologie correlate, come sottolinea Postuma, pur con evidenze meno solide rispetto ad altri indicatori.
Singolarmente, questi segnali non permettono di formulare una diagnosi certa. Possono essere legati a condizioni diverse e non necessariamente gravi. La presenza combinata di più sintomi precoci del morbo di Parkinson, però, rende opportuno un confronto con il medico. «Quando alcuni di questi disturbi si sommano, il rischio aumenta in modo significativo», osserva Kelly Mills, direttrice del Parkinson’s Disease and Movement Disorders Center della Johns Hopkins Medicine. Senza allarmismi, una valutazione specialistica può fare la differenza.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
-
News23 ore agoTriplice omicidio nel Messinese: tre cacciatori trovati morti a Montagnareale
-
Primo Piano23 ore agoRiforma giustizia Tar boccia ricorso, si voterà il 22 e 23 marzo
-
News12 ore agoTerremoti nella notte in Italia: scosse in Sicilia e Abruzzo
-
News9 ore agoRitardi e cancellazioni dei treni 29 gennaio 2026: disagi da nord a sud



You must be logged in to post a comment Login