Salute
Batterio intestinale Dysosmobacter welbionis: alleato contro malattie metaboliche
Studio internazionale con partecipazione italiana rileva il ruolo protettivo del batterio per il fegato e il metabolismo
Potrebbe essere un batterio intestinale l’inaspettato alleato nella prevenzione e nella gestione delle malattie metaboliche. A rivelarlo è uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Gut, che ha visto la partecipazione di ricercatori italiani del Cnr-Ispaam di Portici, dell’Università Tor Vergata di Roma e dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia).
Il microrganismo individuato, Dysosmobacter welbionis, gioca un ruolo centrale nel proteggere la salute del fegato e nel prevenire possibili disturbi metabolici. La ricerca, coordinata dalle università belghe Cattolica di Louvain e Wel Research Institute di Wavre, ha analizzato la presenza del batterio in soggetti sani e in pazienti con disfunzioni epatiche associate a problemi metabolici.
Secondo lo studio, la presenza di Dysosmobacter welbionis è legata a un quadro di buona salute metabolica ed epatica. Il batterio trasforma il mio-inositolo, composto naturale presente in frutta, legumi, cereali e frutta secca, in acido butirrico, noto per i suoi effetti benefici su malattie metaboliche. Questo meccanismo apre la strada allo sviluppo di probiotici mirati in grado di prevenire disturbi come fegato grasso, obesità e diabete di tipo 2.
“L’analisi ha evidenziato che l’assenza o la ridotta presenza di Dysosmobacter welbionis è tipica di soggetti con steatosi epatica o fibrosi avanzata; viceversa, la sua presenza è associata a un miglioramento dei disturbi metabolici”, spiega Antonio Dario Troise, coordinatore per il Cnr-Ispaam. La novità principale riguarda la capacità del batterio di convertire il mio-inositolo in acido butirrico, una funzione unica rispetto ad altri batteri intestinali che trasformano la molecola in acido acetico o propionico.
Andrea Scaloni, ricercatore Cnr-Ispaam coinvolto nello studio, sottolinea come l’ampia analisi metagenomica abbia confermato che Dysosmobacter welbionis possiede una “via metabolica unica” per trasformare il mio-inositolo alimentare in acido butirrico, distinguendolo dagli altri commensali intestinali.
La significativa presenza del batterio nell’intestino di soggetti sani, insieme al suo legame con la salute metabolica ed epatica, ne fa un candidato ideale per lo sviluppo di probiotici di nuova generazione. Test su modelli animali con fegato grasso hanno dimostrato miglioramenti significativi nella glicemia e nella funzionalità epatica.
“La fermentazione del mio-inositolo da parte di Dysosmobacter welbionis e la conseguente produzione di acido butirrico potrebbero rivoluzionare l’approccio alle interazioni dieta-microbiota-ospite e guidare nuovi protocolli alimentari e terapeutici per la prevenzione e la gestione delle malattie metaboliche”, conclude Scaloni.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
