Negoziati tra Stati Uniti e Iran al centro del viaggio di Netanyahu a Washington
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Teheran avverte la Casa Bianca sulle pressioni esterne mentre il premier israeliano vola negli Usa per incontrare Trump
I negoziati tra Stati Uniti e Iran al centro del viaggio di Netanyahu a Washington segnano una fase delicata negli equilibri diplomatici in Medio Oriente. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, ha dichiarato che Teheran sta negoziando con Washington e che la Casa Bianca dovrebbe agire senza pressioni esterne, citando in particolare Israele, accusato di non tenere conto degli interessi regionali e statunitensi.
Le dichiarazioni arrivano nel giorno della partenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu per gli Stati Uniti. Secondo un funzionario israeliano citato dal Times of Israel, il viaggio ha l’obiettivo di influenzare i colloqui in corso tra Washington e Teheran. In origine la visita era prevista entro la fine del mese, ma sarebbe stata anticipata su richiesta americana, segnale della preoccupazione per la possibile evoluzione dei negoziati.
Per Israele, qualsiasi accordo con Teheran dovrebbe impedire all’Iran di sviluppare capacità nucleari militari, eliminare la possibilità di arricchimento dell’uranio e includere restrizioni sui missili balistici e sul sostegno alle milizie armate nella regione. Netanyahu ha chiarito che questi punti rappresentano principi fondamentali per la sicurezza israeliana e, secondo il premier, per la stabilità internazionale.
I negoziati tra Stati Uniti e Iran al centro del viaggio di Netanyahu a Washington si inseriscono in un contesto diplomatico già in movimento. La scorsa settimana funzionari statunitensi e iraniani hanno tenuto colloqui in Oman, giudicati positivi da entrambe le parti. Teheran ha ipotizzato possibili concessioni sulle scorte di uranio arricchito, ribadendo però il rifiuto di discutere il programma missilistico e il sostegno alle milizie nel Medio Oriente.
Parallelamente, Ali Larijani, capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, è arrivato in Oman per incontri con il sultano Haitham bin Tariq e con il ministro degli Esteri omanita Badr bin Hamad al-Busaidi. I colloqui riguardano gli sviluppi regionali e internazionali e la cooperazione economica tra Teheran e Muscat.
Sul piano militare, le autorità iraniane mantengono una linea di fermezza. Il comandante dell’aeronautica militare Bahman Bahmard ha dichiarato che le forze aeree sono pronte a reagire a eventuali attacchi, sottolineando l’esperienza maturata durante i recenti scontri con Israele. In occasione dell’anniversario della Rivoluzione islamica, l’esercito iraniano ha ribadito che risponderà con decisione a qualsiasi minaccia.
In questo scenario, i negoziati tra Stati Uniti e Iran al centro del viaggio di Netanyahu a Washington rappresentano uno snodo strategico per i futuri assetti geopolitici della regione e per l’equilibrio tra sicurezza, deterrenza militare e diplomazia internazionale.
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(con fonte AdnKronos)
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