Albania al voto tra Rama e Berisha: sfida segnata da accuse di corruzione e ambizioni europee
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Il premier uscente punta al quarto mandato, mentre l’opposizione si compatta sotto lo slogan trumpiano
L’Albania torna oggi alle urne per un’elezione che vede ancora una volta contrapposti il primo ministro socialista Edi Rama e lo storico leader democratico Sali Berisha. Secondo i pronostici, Rama si avvia verso un quarto mandato consecutivo, mentre l’opposizione tenta il tutto per tutto con una coalizione inedita, l’“Alleanza per una magnifica Albania”.
Il premier uscente ha costruito la sua campagna su due pilastri: la lotta alla corruzione e l’ingresso nell’Unione Europea. Uno slogan su tutti – “Albania 2030 nella Ue” – ha fatto da filo conduttore, rilanciato in un evento simbolico lo scorso mese a Tirana, con le dodici stelle della bandiera europea a rappresentare i dodici distretti del Paese.
Sul fronte opposto, Berisha – 80 anni, ex premier ed ex presidente – ha cercato di riunire tutte le forze di opposizione, adottando una retorica nazionalista ispirata al “Make Albania Great Again”, slogan mutuato da Donald Trump. Non a caso, tra i suoi consulenti figura Chris LaCivita, stratega della campagna dell’attuale presidente Usa. Nonostante il rilascio dagli arresti domiciliari, Berisha resta sotto processo per corruzione, così come il suo principale alleato Ilir Meta, tuttora detenuto.
A rendere meno scontata la consultazione potrebbe essere il voto della diaspora: circa 250 mila cittadini registrati all’estero potrebbero incidere sul risultato finale.
Attualmente il Partito socialista di Rama detiene 76 seggi in Parlamento, cinque oltre la soglia della maggioranza assoluta. Oltre ai due storici partiti, si affacciano nuove formazioni: Levizja Bashke a sinistra e la lista centrista Mundesia, guidata dall’ex deputato democratico Agron Shehaj. Entrambe puntano a intercettare l’elettorato deluso dalle vecchie leadership.
Secondo i sondaggi, il sostegno popolare all’adesione all’Unione Europea resta alto, con quattro albanesi su cinque favorevoli. Rama ha ribadito che “le porte dell’Europa sono finalmente aperte” dopo l’apertura di 16 capitoli negoziali sui 35 previsti dal percorso di adesione. Ma la corruzione, denunciata su entrambi i fronti politici, resta la vera incognita per il futuro del Paese.
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(con fonte AdnKronos)
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