Salute, prescrizione valida 12 mesi: cosa cambia davvero per i pazienti
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La nuova prescrizione valida 12 mesi e i certificati di malattia da remoto entrano nel quadro del decreto Semplificazioni 2025, con tempi e regole ancora da definire
Le novità introdotte dal decreto Semplificazioni 2025 stanno attirando grande attenzione, soprattutto per la prescrizione valida 12 mesi e per la possibilità di ottenere certificati di malattia a distanza. Nonostante l’entusiasmo iniziale, molte disposizioni non sono ancora operative, come chiarito dalla Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg).
Silvestro Scotti, segretario nazionale Fimmg, spiega che gli studi medici sono stati sommersi dalle telefonate dei pazienti convinti che la prescrizione valida 12 mesi fosse già attiva. In realtà, la norma entrerà in vigore entro 90 giorni dal 18 dicembre, tempo necessario per i decreti attuativi che definiranno anche gli aggiornamenti informatici necessari. Lo stesso vale per le nuove regole sui certificati di malattia rilasciati tramite televisita.
Secondo Scotti, la prescrizione valida 12 mesi rappresenta un vantaggio evidente per i malati cronici, ma richiede un equilibrio tra comodità e monitoraggio clinico. Il medico dovrà valutare l’andamento della malattia, l’aderenza alla terapia e i dati di dispensazione dei farmaci. Per questo motivo è in corso un lavoro di integrazione tra piattaforme informatiche dei medici di famiglia e delle farmacie, così da identificare con precisione i pazienti idonei a una prescrizione di lunga durata.
L’obiettivo è costruire un modello di cooperazione digitale che migliori il controllo delle patologie croniche e rafforzi l’aderenza terapeutica. La prescrizione valida 12 mesi, sottolinea Scotti, non deve in alcun modo trasformarsi in un “abbandono”: ogni estensione, che sia a 3, 6, 9 o 12 mesi, dovrà rientrare in un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale (Pdta) e avere motivazioni cliniche chiare.
Per quanto riguarda il certificato di malattia a distanza, il decreto prevede la telecertificazione, ma servirà un accordo in Conferenza Stato-Regioni promosso dal ministro della Salute. Finché il confronto non sarà concluso, restano valide le regole attuali: il medico deve verificare di persona le condizioni del paziente. Anche con l’introduzione della televisita resteranno immutate le norme antifrode, con sanzioni severe per chi rilascia o utilizza certificati falsi.
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(con fonte AdnKronos)
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