Trump annuncia 30-50 milioni di barili di petrolio dal Venezuela
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Il presidente Usa rivendica il controllo dei proventi della vendita del greggio, mentre Washington frena sulle elezioni e aumentano le tensioni con Russia e Cuba
Trump annuncia 30-50 milioni di barili di petrolio dal Venezuela, destinati agli Stati Uniti e venduti a prezzo di mercato, con i proventi che resteranno sotto il diretto controllo della presidenza americana. L’annuncio è arrivato tramite un messaggio pubblicato su Truth Social, nel quale Donald Trump ha spiegato di aver incaricato il Segretario all’Energia Chris Wright di avviare immediatamente il piano. Il greggio, definito “autorizzato e di alta qualità”, sarà trasportato via nave e scaricato direttamente nei porti statunitensi.
Secondo Trump, le entrate saranno utilizzate “a beneficio del popolo del Venezuela e degli Stati Uniti”, mentre l’industria petrolifera americana potrebbe avviare operazioni su larga scala nel Paese sudamericano entro 18 mesi. Il presidente ha parlato di investimenti ingenti da parte delle compagnie statunitensi, che potrebbero essere recuperati attraverso i ricavi o con rimborsi da parte dell’amministrazione americana. Un Venezuela nuovamente produttivo, ha aggiunto, contribuirebbe a mantenere bassi i prezzi dell’energia negli Stati Uniti.
Sul fronte politico, Trump ha escluso che si possano tenere nuove elezioni in Venezuela entro i prossimi 30 giorni, sostenendo che il Paese debba prima essere “rimesso in piedi”. Una posizione che entra in contrasto con la Costituzione venezuelana, che prevede il voto entro un mese in caso di assenza permanente del presidente. Caracas continua tuttavia a considerare Nicolás Maduro come legittimo capo dello Stato, nonostante l’arresto da parte delle forze statunitensi. La vicepresidente Delcy Rodríguez ha intanto assunto l’incarico di presidente ad interim su mandato della Corte Suprema.
Le tensioni internazionali restano elevate anche sul piano militare. La Russia ha inviato navi della propria marina per scortare una petroliera sotto bandiera russa, sospettata dagli Stati Uniti di aver violato sanzioni internazionali. Washington valuta un possibile sequestro dell’imbarcazione, mentre Mosca rivendica il rispetto del diritto marittimo e denuncia un’attenzione eccessiva da parte di Stati Uniti e Nato.
Parallelamente, gli Stati Uniti starebbero esercitando pressioni sul governo ad interim venezuelano per l’espulsione di ufficiali e consiglieri provenienti da Cina, Russia, Cuba e Iran. Il segretario di Stato Marco Rubio avrebbe inoltre sollecitato la riapertura del commercio petrolifero con Washington, ipotizzando una parziale liberalizzazione del settore per favorire il ritorno delle compagnie americane.
Nel frattempo, il governo ad interim ha proclamato sette giorni di lutto nazionale per i militari uccisi durante l’operazione che ha portato alla cattura di Maduro. Secondo le autorità locali, le vittime sarebbero almeno 24, mentre fonti cubane parlano anche di perdite tra le forze di sicurezza dell’Avana impegnate nel Paese.
In questo quadro, Trump annuncia 30-50 milioni di barili di petrolio dal Venezuela come primo tassello di una strategia che punta a ridisegnare gli equilibri energetici e politici dell’area, con ricadute potenzialmente rilevanti sui rapporti internazionali e sui mercati.
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(con fonte AdnKronos)
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