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Gli Stati Uniti sono profondamente preoccupati per la distruzione della diga di Kakhovka in Ucraina, nella regione di Kherson, e temono che ci possano essere molte vittime. Le inondazioni hanno costretto migliaia di persone a lasciare le proprie case, mettendo a rischio la vita di molti civili in una zona già colpita duramente dalla guerra. Secondo il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale, John Kirby, gli Stati Uniti non hanno ancora una conclusione definitiva sulla causa della distruzione della diga, ma i danni significativi sono stati causati da un’esplosione. Fonti di intelligence statunitensi attribuiscono la responsabilità del disastro alla Russia.

Le autorità ucraine hanno segnalato danni e non hanno riportato vittime nelle prime ore dopo l’evento, ma mancano ancora informazioni sulla situazione nei territori occupati. I media statunitensi fanno riferimento a immagini satellitari che mostrano danni strutturali precedenti all’esplosione, sollevando la possibilità che il crollo possa essere stato causato da un problema di manutenzione della diga, che è stata controllata dai russi per mesi.

Le testimonianze dei militari ucraini presenti nella zona della diga sostengono che nessuno sul lato russo è stato in grado di fuggire durante il collasso. Il capitano Andrei Pidlisnyi ha affermato che i russi avevano truppe e abitazioni civili sulla sponda sinistra, che è stata allagata per impedire un’eventuale avanzata delle forze armate ucraine. Si ritiene che l’azione potrebbe aver sorpreso alcune unità russe, tenuta segreta da altri reparti di Mosca.

Mentre Kiev e Mosca si accusano reciprocamente, gli Stati Uniti cercano di raccogliere informazioni sulla situazione e condannano la distruzione deliberata di infrastrutture civili, sottolineando che ciò viola le leggi di guerra. La situazione rimane fluida e gli Stati Uniti continuano a seguire da vicino gli sviluppi e a offrire sostegno all’Ucraina.

Diga di Kakhovka distrutta: Ucraina e Russia si scambiano accuse mentre i leader mondiali lanciano l’allarme

L’esplosione che ha distrutto la diga di Kakhovka sul fiume Dnipro ha scatenato un duro scambio di accuse tra Ucraina e Russia, mentre i leader mondiali sollevano preoccupazioni per una possibile catastrofe umanitaria e ambientale.

Decine di migliaia di persone sono state evacuate e le autorità russe nella parte meridionale dell’Ucraina occupata hanno dichiarato lo stato di emergenza. Tuttavia, molti in Occidente puntano il dito contro Mosca. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha affermato che si tratta di un’aggressione da parte russa per fermare l’offensiva ucraina a difesa del proprio Paese.

Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha definito il crollo della diga di Kakhovka “un’altra conseguenza devastante dell’invasione russa dell’Ucraina”. Tuttavia, ha aggiunto di non avere accesso a informazioni indipendenti sulle cause del disastro. Guterres ha chiesto che gli attacchi ai civili e alle infrastrutture civili cessino e ha affermato che le agenzie dell’ONU stanno collaborando con Kiev per fornire assistenza critica, come acqua potabile e compresse per la purificazione dell’acqua.

Durante una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il capo dell’ufficio presidenziale di Kiev, Andriy Yermak, ha chiesto che la Russia perda il suo seggio nell’organismo. L’Ucraina ha anche presentato un’istanza presso la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite, accusando la Russia di terrorismo di Stato. L’ambasciatore ucraino alle Nazioni Unite, Sergiy Kyslytsya, ha descritto l’esplosione come un “atto di terrorismo ecologico e tecnologico” e ha accusato la Russia di genocidio contro gli ucraini.

Dall’altra parte, l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, ha affermato che l’incidente è stato un “sabotaggio deliberato intrapreso da Kiev” e dovrebbe essere considerato un crimine di guerra o un atto di terrorismo. Secondo il Ministero degli Esteri russo, l’esplosione è stata un’azione pianificata e mirata dell’esercito ucraino come parte della sua controffensiva. Mosca sostiene che la rottura della diga danneggerebbe l’agricoltura e l’ecosistema nella regione di Kherson e avrebbe ripercussioni sull’approvvigionamento idrico della Crimea.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto le accuse del Cremlino, paragonando l’azione all’uso di un’arma di distruzione di massa. Ha definito l’evento come il più grande disastro ambientale causato dall’uomo in Europa negli ultimi decenni e ha dichiarato che la Russia è colpevole di brutale ecocidio. Zelensky ha chiesto una reazione globale e ha affermato che la Russia deve lasciare il territorio ucraino ed essere ritenuta pienamente responsabile del suo terrore.

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(con fonte AdnKronos)

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