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Primo Piano

Tutte le news sul conflitto in Ucraina di oggi 19 maggio




20.41 – Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha messo in guardia dal pericolo di ”una grave crisi alimentare, soprattutto nel Sud del mondo”, come risultato della guerra in Ucraina. ”Per essere chiari, la responsabilità di questo ricade solamente sulla Russia”, ha affermato nel corso di una conferenza stampa all’Aia con il primo ministro olandese Mark Rutte.

20. 33 – “Oggi è l’85esimo giorno di guerra. Io e il comando militare ci troviamo nello stabilimento Azovstal”. Lo dichiara in un video pubblicato da vari media ucraini il vice comandante del reggimento Azov, Sviatoslav Palamar, smentendo le voci che lo davano per arreso alle forze russe. “È in corso una determinata operazione, di cui non rivelo i dettagli”, ha aggiunto Palamar.

20.15 – ”Il Senato americano ha votato lo stanziamento di 40 miliardi di dollari in aiuti militari e umanitari per l’Ucraina. Siamo grati ai senatori e a tutti gli americani per il loro supporto e l’enorme contributo al ripristino della sicurezza mondiale”. Lo ha scritto il consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak, su Twitter. ”Le armi sono il miglior diplomatico e il miglior interprete nel linguaggio che la Russia capisce”, ha aggiunto.

19.57 – Non si fa attendere l’apprezzamento di Volodymyr Zelensky per le ultime notizie che arrivano dagli Usa. “Plaudo all’approvazione da parte del Senato Usa dell’Additional Ukraine Supplemental Appropriations Act, 2022. Quaranta miliardi di dollari sono un contributo significativo degli Stati Uniti per il ripristino della pace e della sicurezza in Ucraina, Europa e nel mondo – scrive in un tweet il presidente ucraino – Attendiamo la firma del provvedimento da parte del presidente Usa”.

19.41 – La Russia usa il cibo come un’arma, per cercare di far cedere il popolo ucraino. E le sanzioni non c’entrano nulla con la crisi alimentare globale, di cui Mosca è responsabile. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Antony Blinken.

19.25 – Il capo degli Stati Maggiori Riuniti Usa, Mark Milley, e il capo di Stato Maggiore russo, Valery Gerasimov, si sono parlati per la prima volta dal 24 febbraio, dall’invasione russa dell’Ucraina. Lo riporta la Cnn citando le notizie confermate dal portavoce del generale Milley, colonnello Dave Butler.

19.08 – Le forze russe continuano ad attaccare Hirske nella regione di Luhansk. Il bilancio è di 1 morto e tre feriti. Nonostante gli attacchi è stato possibile evacuare 17 persone di cui 4 bambini. Ad affermarlo su Telegram è il Governatore della regione di Luhansk, Serhii Haidai.

18.57 – “Le truppe russe hanno intensificato le operazioni offensive e d’assalto nella direzione di Donetsk”. Lo fa sapere lo Stato maggiore delle forze armate ucraine nel consueto punto militare. L’offensiva a Donetsk, tramite “aerei, artiglieria e mortai”, è finalizzata, spiega lo Stato maggiore, “a migliorare la situazione tattica in alcune aree”.

18.42 – La Finlandia è pronta a discutere con la Turchia delle preoccupazione che Ankara nutre circa la sua richiesta di adesione alla Nato. Lo ha dichiarato il presidente finlandese Sauli Niinisto dopo un incontro alla Casa Bianca con il presidente americano Joe Biden.

18.38 – La Bielorussia ha comprato alla Russia missili Iskander e sistemi missilistici di difesa antiaerea S-400. “Ci siamo accordati con Putin. Abbiamo comprato gli Iskander e gli S-400 che ci servono”, ha detto il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, citato dall’agenzia di stato bielorussa BeLta. “Ora il nostro esercito è totalmente diverso”, ha aggiunto, in dichiarazioni durante un incontro con Gleb Nikitin, governatore della regione russa di Nizhny Novgorod.18.27 – “Sanzioni europee e privazione dei privilegi personali: la fine ingloriosa dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder. Alla fine, devi sempre pagare il prezzo. Il disprezzo del proprio popolo e della propria storia è il destino di ogni lobbista del regime di Putin in Europa”. Ad affermarlo in un tweet è il consigliere del Presidente ucraino Volodymir Zelensky, Mykhailo Podolyak.

18.16 – Il governatore filo russo di Kherson, Vladimir Saldo, ha dichiarato che questa regione entrerà a far parte della Russia. “Ora siamo in un territorio controllato dalle forze armate, in futuro ci trasformeremo in un soggetto della Russia, saremo la regione di Kherson della federazione russa”, ha detto Saldo su Telegram.

ORE 18.07 – Le bombe sganciate dall’esercito russo sulle acciaierie Azovstal di Mariupol nell’ultimo mese equivalgono a 714 tonnellate di tritolo. Lo rende noto su Telegram l’agenzia ucraina ‘Ukrinform’.

ORE 17.50 – Le autorità ucraine affermano che il tentativo russo arruolare nell’esercito gli abitanti della città occupata di Izium è fallito. Abbiamo informazioni che c’è stato un tentativo di mobilitazione forzata “che è fallito. Dicevano alla gente di scegliere fra andare in Russia o entrare nell’esercito russo. Non ci sono informazioni che qualcuno si sia presentato volontario per entrare nell’esercito”, ha detto Oleh Syniehubov capo dell’amministrazione militare ucraina della regione di Kharkiv, citato da Ukrinform.

ORE 17.42 – Mosca ha espulso quattro diplomatici sloveni “in risposta ai passi ostili” intrapresi da Lubiana. Lo ha riferito laTass, spiegando che l’incaricato d’affari sloveno è stato convocato all ministero degli esteri dove gli è stato comunicato che lo staff dell’ambasciata dovrà essere ridotto di quattro unità. I diplomatici dovranno partire entro dieci giorni.

ORE 17.39 – “Continuano le forze russe ad attaccare senza fermarsi. A Severodonetsk, dopo attacchi mirati a zone residenziali, si contano 12 morti e più di 40 feriti”. Ad affermarlo su Telegram è Serhii Haidai, il governatore della regione di Luhansk.

ORE 17.30 – Saranno le persone che vivono nelle zone dell’Ucraina e occupate dai russi a decidere del loro destino. Lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov citato dall’agenzia stampa Interfax. “Senza che siano loro a determinare come debbano continuare a vivere e con chi, non si può fare nulla”, ha affermato Peskov. Il mese scorso si era parlato di un possibile referendum a Kherson sulla proclamazione di una repubblica autonoma. Poi le autorità imposte dagli occupanti hanno detto di voler chiedere l’annessione alla Russia. Gran parte degli abitanti ha intanto lasciato la città.

ORE 17. 21 – L’analista militare russo che lunedì aveva sorpreso tutti con le sue dichiarazioni pessimistiche sulla guerra in Ucraina ha fatto marcia indietro. L’ex colonnello Mikhail Khodaryonok è comparso ieri sera nella stessa trasmissione televisiva “60 minuti”, offrendo un quadro completamente diverso. Il talk show era stato intitolato per l’occasione “Successi delle forze aeree e spaziali russe”.

ORE 17.16 – ”Di fronte all’aggressione la Nato non è diventata più divisa o più debole, ma è più unita e più forte” per ”affrontare la sfide del nostro tempo e il futuro che ci aspetta”. Lo ha dichiarato il presidente americano Joe Biden nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca con la premier svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinisto.

ORE 17.03 – Gli Stati Uniti sostengono la candidatura della Svezia e della Finlandia nella Nato. Lo ha dichiarato il presidente americano Joe Biden nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca con la premier svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinisto. “Sono orgoglioso di accogliere e offrire il forte sostegno degli Stati Uniti per le richieste di due grandi democrazie”, ha detto Biden.

ORE 16.52 – Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg si è detto certo di poter arrivare ad una “soluzione rapida” per l’adesione di Svezia e Finlandia, malgrado il veto turco. Vi sono contatti con i paesi coinvolti per affrontare “le preoccupazioni di sicurezza” e sbloccare la situazione, ha assicurato, confermando contatti con Ankara.

ORE 16.40 – “Ci aspettiamo dai nostri partner israeliani un atteggiamento più equilibrato e obiettivo sugli sviluppi in Ucraina”. A dirlo è il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov, citato dalla Tass all’indomani della decisione israeliana di inviare a Kiev un primo carico di elmetti e giubbotti antiproiettile.

ORE 16.35 – Il presidente americano Joe Biden ha ricevuto alla Casa Bianca la premier svedese Magdalena Andersson e il presidente finlandese Sauli Niinisto all’indomani della loro richiesta formale di adesione alla Nato. Ieri Biden ha datto sapere che non vedeva l’ora di “lavorare con il Congresso degli Stati Uniti e i nostri alleati della Nato per portare rapidamente Finlandia e Svezia nella più forte alleanza difensiva della storia”.

ORE 16.22 – Sono almeno 3.811 i civili uccisi in Ucraina dallo scorso 24 febbraio, dall’inizio dell’invasione russa. L’ultimo bilancio dell’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani segnala anche 4.278 civili rimasti feriti. Fra le oltre 3.800 vittime ci sono 255 bambini.

ORE 16.10 – Le compagnie energetiche europee che si adeguano al meccanismo imposto dalla Russia per pagare le forniture di gas, che prevede una “conversione” in rubli mediante “conti speciali” presso Gazprombank, “rischiano di violare le sanzioni” imposte dall’Ue alla Russia per la guerra in Ucraina. A dirlo è stata la stessa presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, durante il collegio dei commissari tenutosi a Bruxelles il 27 aprile scorso, riporta il verbale consultato dall’Adnkronos.

ORE 15.59 – Trentasette persone sono evacuate da Sievierdonetsk in mezzo a pesanti bombardamenti. Lo riferisce il Governatore della regione di Luhansk, Serhiy Haidai. Cinque erano bambini. Secondo Haidai, scrive ‘The Kyiv Independent’, l’evacuazione è stata “molto difficile” a causa dei pesanti bombardamenti senza sosta su Sievierdonetsk da parte della Russia.

ORE 15.45 – “Più di 6 milioni e 200mila ucraini sono stati costretti a fuggire all’estero a causa della guerra”. Lo ha detto – riferisce su Telegram il Ministero degli Interni ucraino – il viceministro Mary Hakobyan, durante la conferenza internazionale “Solidarietà dell’Ue con l’Ucraina: protezione delle persone in fuga dalla guerra”. “Secondo gli ultimi dati, 6.223.821 ucraini sono fuggiti dalla guerra e più di 5 milioni (5.358.079) si sono trasferiti nell’Unione europea”, ha detto il viceministro degli Interni. “Il maggior numero di persone (3.357.984) – ha proseguito – si è trasferito in Polonia e almeno la metà vi rimane. Più di 1,2 milioni di cittadini ucraini si sono già registrati per la protezione temporanea nell’Unione europea”.

ORE 15.37 – “L’Ucraina ha informato oggi l’Agenzia internazionale per l’energia atomica che i nuovi incendi nell’area vicino alla centrale nucleare di Chernobyl non rappresentano una minaccia radioattiva per la popolazione” e che i livelli di dose gamma nelle vicinanze della centrale nucleare “non superavano i livelli di riferimento”. Lo comunica il direttore generale dell’Aiea Rafael Mariano Grossi che, sulla base dell’esperienza precedente, fa sapere che tali incendi potrebbero portare a un aumento molto piccolo della concentrazione radioattiva nell’aria e che l’Aiea concorda con la valutazione ucraina secondo cui non sussiste un pericolo per la salute umana.

ORE 15.14 – “La Russia chiede la revoca delle sanzioni per lo sblocco dei porti ucraini, ricattando il mondo con la crisi alimentare. Comportamento tipico di un paese terrorista che prende degli ostaggi e chiede un elicottero pieno di dollari. Non ci sono sciocchi. Se chiedono la revoca delle sanzioni, dobbiamo stringere il cappio”. Ad affermarlo in un tweet è il consigliere del Presidente ucraino Volodymir Zelensky, Mykhailo Podolyak.

ORE 15.11 – Il Tribunale distrettuale Pechersk di Kiev ha emesso un mandato di arresto per l’ex presidente Viktor Yanukovich, attualmente latitante. Lo rende noto la Procura generale ucraina, spiegando che la corte “ha scelto la misura restrittiva della detenzione per l’ex presidente, sospettato di aver organizzato contrabbando illegale attraverso il confine di Stato dell’Ucraina”.

ORE 14.45 – L’Australia trasferirà all Ucraina altri 20 mezzi corazzati ‘Bushmaster’. inoltre le forze armate Ucraine riceveranno 14 veicoli corazzati del tipo M113 e 60 kit medici oltre ad attrezzature per misurare il livello di radiazioni. Lo rende noto il centro stampa del ministero della Cultura e della Politica dell’Informazione dell’Ucraina.

ORE 14.18 – L’Oms chiede un sicuro accesso a Mariupol, Kherson e altre zone occupate dai russi in Ucraina per portare aiuti sanitari. E’ quanto ha chiesto il capo dell’Organizzazione mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus in una telefonata con il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. “Ho parlato con il ministro degli Esteri Lavrov sulla partecipazione russa alle questioni sanitarie globali, il lavoro con l’Oms e la situazione sanitaria in Ucraina. Ho chiesto un accesso sicuro a Mariupol, Kherson, il sud di Zaporizhzhia e altre aree assediate per portare aiuti sanitari. I civili vanno protetti”, ha scritto il capo dell’Oms su Twitter.

ORE 14 – La Commissione Europea cambia ‘wording’ sulla questione dell’apertura di un conto in rubli presso Gazprombank, cosa chiesta dalla Russia alle compagnie energetiche europee che acquistano il gas naturale da Gazprom. Ora aprire un conto ‘K’ denominato nella valuta russa secondo l’esecutivo Ue non è “consigliabile”. Due giorni fa la posizione era più netta: “Qualsiasi cosa che vada oltre l’apertura di un conto presso Gazprombank nella valuta prevista dal contratto va oltre” il quadro di sanzioni contro la Russia adottato dall’Ue, avevano detto i portavoce. Quindi, se l’altroieri per la Commissione aprire un conto in rubli comportava in sé e per sé una violazione delle sanzioni, oggi non è necessariamente così.

ORE 13.47 – Ci sarebbe anche Sviatoslav Palamar, vice comandante del Battaglione Azov, tra i difensori ucraini che nelle scorse ore hanno lasciato l’acciaieria Azovstal arrendendosi alle forze russe. Lo ha riferito il sito del ‘Kyiv Post’, citando media filo-russi. Secondo Mosca, sono in tutto 1.730 i soldati ucraini dell’Azovstal che si sono arresi alle forze russe in questi giorni, 771 dei quali lo hanno fatto nelle ultime 24 ore.

ORE 13.40 – Stamattina a Bakhmut, nella regione di Donetsk, i soccorritori del Servizio per le Emergenze nazionale ucraino hanno salvato 6 persone, di cui 1 bambino, da sotto le macerie di un appartamento. In precedenza, un attacco missilistico russo aveva colpito il palazzo di 5 piani, oltre a un edificio amministrativo, e distrutto in parte un’altra casa. Lo rende noto il Servizio per le Emergenze nazionale ucraino.

ORE 13.28 – La Polonia difenderà la Svezia e la Finlandia in caso di attacco durante il processo di adesione dei due Paesi alla Nato. Lo ha assicurato il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki. “Considero l’adesione di Svezia e Finlandia all’Alleanza Atlantica un segnale importante per la sicurezza in Europa”, ha affermato a Varsavia prima di chiarire che “a fronte di un possibile attacco durante il processo, la Polonia verrà in loro aiuto”. Fino a quando la decisione non sarà ratificata dai 30 Paesi che attualmente formano la Nato, Svezia e Finlandia non potranno essere ritenersi dentro l’alleanza. Ciò implica che durante il processo non hanno diritto alla tutela garantita dall’articolo 5 del Trattato.

ORE 13.10 – “I finlandesi e gli svedesi devono capire che noi con loro affronteremo una battaglia diretta solo nel caso in cui avremo una guerra con la Nato. E se ci sarà una guerra con la Nato, non sarà una guerra con aerei senza pilota ma sarà una guerra nucleare. E a noi non importa quanti paesi distruggere, se saranno 28 oppure 32. Loro lo devono ben capire. Noi abbiamo di tutto. E basterà pure per 32 paesi. Una cosa sono i 300 milioni di abitanti negli Usa, dove forse qualcuno teoricamente potrebbe sopravvivere. Ma i finlandesi quanti sono, 5 milioni o più? Non hanno alcuna chance. Loro questo lo devono capire”. Così Aleksei Zhuravlev, ex membro della Duma e attuale presidente del partito russo Rodina, al programma tv del giornalista filoputiniano Vladimir Solov’ëv.

ORE 12.31 – Le lettere ‘Z’ e ‘Y’ “non sono dei simboli (marcatori) ufficiali militari e non comportano un significato particolare” tuttavia “tali simboli nel dato periodo sono riconoscibili e positivamente accolti dai militari e dai cittadini della Federazione Russa, dalle Repubbliche Popolari di Donetsk, Luhansk e da molti altri”. Lo afferma in un documento il ministero della Difesa russo, pubblicato da diversi media, firmato da S. Gusev, vice del capo del dipartimento generale della dirigenza politico militare della forze armate della Federazione Russa. La precisazione, si legge nel documento, “è emanata in merito al chiarimento del significato dei simboli ‘Z’ e ‘V e del motivo del loro utilizzo sui mezzi militari delle forze armate russe durante lo svolgimento dell’operazione speciale “.

ORE 12.27 – Il mondo attraversa oggi una profonda crisi antropologica, una crisi di senso a cui la Chiesa ha il dovere di rispondere in modo adeguato ed efficace”. Lo sottolinea il Papa in un messaggio ai partecipanti al Convegno Internazionale “Adamo, dove sei?” La questione antropologica oggi, organizzato in occasione del 50esimo anniversario di fondazione dell’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana.

ORE 12.09 – La Turchia ha informato i suoi alleati della Nato che dirà no all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza e non intende cambiare la sua posizione. Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, citato dall’agenzia di stampa Anadolu. “Non vogliamo fare due volte lo stesso errore. Perciò continueremo con decisione la nostra politica al riguardo. Abbiamo detto ai nostri partner che diremo no all’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato”, ha detto Erdogan in un discorso ai giovani.

ORE 12.02 – Di fronte alla guerra in Ucraina l’Unione Europea deve fare “scelte coraggiose” come “vietare il gas e il petrolio russo nell’Ue, perché non possiamo continuare a finanziare de facto le atrocità russe commesse contro i nostri concittadini europei”. Lo dice la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, inaugurando l’ottocentesimo anno accademico dell’Università di Padova.

ORE 11.51 – “La mancata apertura dei porti in Ucraina è una dichiarazione di guerra alla sicurezza alimentare globale”. Lo ha dichiarato il direttore del Programma alimentare mondiale David Beasley nel corso di un incontro sul tema della sicurezza alimentare presso le Nazioni Unite. “È assolutamente essenziale consentire l’apertura di questi porti – ha spiegato – perché non si tratta solo dell’Ucraina. Si tratta dei più poveri tra i poveri del mondo che, mentre parliamo, sono sull’orlo della fame”.

ORE 11.49 – La Russia è pronta a tornare al tavolo dei negoziati con l’Ucraina se Kiev si dichiarerà disponibile a farlo. Lo ha sottolineato il vice ministro degli Esteri di Mosca, Andrei Rudenko, citato dall’agenzia Interfax. “Non siamo stati noi a interrompere il processo negoziale, ma sono stati i nostri partner ucraini a metterlo in pausa. Non appena si diranno disponibili a tornare al tavolo dei negoziati, ovviamente risponderemo affermativamente. La cosa principale è che ci sia qualcosa di cui discutere”, ha affermato Rudenko.

ORE 11.42 – Secondo giorno di missione in Ucraina per il ‘ministro degli Esteri’ Vaticano mons. Paul Richard Gallagher. Il presule, ieri, ha incontrato a Leopoli i vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina. Nella cattedrale di San Giorgio, l’arcivescovo Gallagher è stato accolto dal vescovo Volodymyr Hrutsa, vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Lviv, accompagnato dai sacerdoti.

ORE 11.40 – La Croce rossa internazionale registra l’identità dei soldati ucraini che lasciano l’Azovstal, inclusi i feriti, come richiesto dalle parti, ma non segue il trasferimento dei prigionieri di guerra nei punti in cui sono trattenuti, si legge in un comunicato della Icrc.

ORE 11.22 – “La nube oscura della guerra è calata sull’Europa dell’Est, avvolgendo poi direttamente o indirettamente il mondo intero”. Il Papa ha dato nuovamente voce al suo dolore ricevendo in Vaticano un gruppo di ambasciatori in occasione delle Lettere credenziali.

ORE 11.17 – L’Ucraina non vuole essere trattata come una candidata all’Ue di “seconda classe”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, dopo che il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha dichiarato che non ci dovranno essere “scorciatoie” sul processo di adesione dell’Ucraina.

ORE 11.06 – Sono in tutto, secondo Mosca, 1.730 i soldati ucraini dell’Azovstal che si sono arresti alle forze russe in questi giorni. “Nelle ultime 24 ore, 771 soldati del battaglione nazionalista Azov si sono arresi. In totale, dal 16 maggio scorso, sono 1.730 i militanti ad averlo fatto, inclusi 80 feriti”, ha reso noto il ministero della Difesa in Russia.

ORE 11.05 – Altri due soldati russi, a processo in Ucraina, si sono dichiarati colpevoli di crimini di guerra. Lo riporta Sky News, spiegando che stamane sono apparsi in tribunale Aleksandr Bobykin e Aleksandr Ivanov. Entrambi sono accusati di aver bombardato con missili Grad zone dell’Ucraina abitate da civili.
Ieri il sergente Vadim Shysimarin, primo soldato russo a farlo, si era dichiarato colpevole di crimini di guerra in Ucraina. Shysimarin è accusato di aver ucciso a colpi di arma da fuoco un civile disarmato di 62 anni nei giorni successivi all’inizio dell’invasione.

ORE 10.23 – No a “scorciatoie” per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. E’ quanto ha sottolineato il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, dichiarando di “non essere favorevole” alla rapida adesione del Paese al Blocco europeo. “Il fatto che non ci sia una scorciatoia sulla strada per l’adesione all’Ue (dell’Ucraina, ndr) è per dovere di equità nei confronti dei sei Paesi dei Balcani occidentali” che da tempo chiedono di entrare nel blocco europeo.

ORE 9.58 – L’intensità dei bombardamenti nel Donbass non sta diminuendo. La scorsa notte, le truppe russe hanno colpito anche la regione di Dnipropetrovsk. Lo riferiscono le amministrazioni militari e civili regionali, secondo cui in particolare la comunità di Zelenodolsk è stata colpita più volte da razzi ‘Gradiv’ e ‘Hurricanes’. Negli attacchi sono state distrutte più di 10 case, mentre non è noto il numero di feriti.

ORE 9.47 – Due comandanti del battaglione Azov sono stati inseriti in Russia nella lista dei ricercati. Lo ha reso noto il ministero degli Interni. Si tratta di Sergey Velichko, 28 anni, e di Konstantin Nemichev, di 26. Entrambi sono originari di Kharkiv. Il Comitato inquirente ha accusato in contumacia Velichko e Nemichev di complicità in un attentato alla vita di almeno otto soldati russi nella regione di Kharkiv.

ORE 9.40 – “Durante la mia recente visita negli Stati Unti ho chiesto al presidente Biden sostegno per un’iniziativa condivisa che sblocchi milioni tonnellate di grano bloccato nel Sud dei porti dell’Ucraina. In altre parole che queste navi che portano questo grano siano lasciate passare e i porti sminati. In altre parole tutte le parti in causa dovrebbero aprire una parentesi di collaborazione per evitare una crisi umanitaria che farebbe morire milioni di persone nella parte più povera del mondo”. Così il premier Mario Draghi in aula al Senato.

ORE 9.34 – Hanno lasciato l’acciaieria Azovstal, a Mariupol, oltre la metà dei combattenti ucraini che vi erano asserragliati. Lo ha annunciato Denis Pushilin, leader dell’autoproclamata repubblica filo-russa di Donetsk (Dpr), citato dall’agenzia Tass. Secondo le autorità russe e della Dpr, sono circa 960 i difensori di dell’acciaieria che si sono arresi finora. I feriti sarebbero stati ricoverati, mentre – secondo Kiev – gli altri sarebbero stati portati in un centro di detenzione a Olenivka, nel territorio controllato dai separatisti filo-russi.

ORE 9.32 – “L’Italia si muoverà con i partner europei e gli alleati per cercare ogni possibile opportunità di mediazione ma dovrà essere l’Ucraina e nessun altro a decidere quale pace accettare, anche perchè una pace che non fosse accettabile per l’Ucraina non sarebbe neanche sostenibile”. Così il premier Mario Draghi al Senato.

ORE 9.30 – “L’espulsione di 24 diplomatici italiani è un atto ostile che ricalca decisioni simili prese nei confronti di altri paesi e che rispondono alla decisione di espellere diplomatici russi dall’Italia e da altri paesi Ue”. Così il premier Mario Draghi al Senato. Ma “è essenziale mantenere aperti canali di dialogo con i russi, soltanto da questi canali è possibile aprire un negoziato”.

ORE 9.29 – “L’espulsione di 24 diplomatici italiani è un atto ostile che ricalca decisioni simili prese nei confronti di altri paesi e che rispondono alla decisione di espellere diplomatici russi dall’Italia e da altri paesi Ue”. Così il premier Mario Draghi al Senato. Ma “è essenziale mantenere aperti canali di dialogo con i russi, soltanto da questi canali è possibile aprire un negoziato”.

ORE 9.19 – Ammonterebbero a 28.500 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente.
Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 28.500 uomini, 1.254 carri armati, 3.063 mezzi corazzati, 595 sistemi d’artiglieria, 199 lanciarazzi multipli, 93 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 203 aerei, 167 elicotteri, 2.157 autoveicoli, 13 unità navali e 455 droni.

ORE 9.10 – “Non ci offrite un cessate il fuoco – E’ impossibile senza il totale ritiro delle forze russe”, ha scritto in un tweet il consigliere del Presidente ucraino Volodymir Zelensky, Mikhailo Podolyak. “L’Ucraina non è interessata a un nuovo ‘Minsk’ (il riferimento è agli accordi di pace sottoscritti nella capitale della Bielorussia nel 2014 e nel 2015 mai attuati, ndr) e alla ripresa della guerra nel giro di pochi altri anni”, ha aggiunto. “Fino a che la Russia non è disposta a liberare completamente i territori occupati, i nostri negoziatori sono le armi, le sanzioni e i soldi”, ha quindi sottolineato”.

ORE 8.52 – Nelle ultime settimane Mosca ha licenziato diversi alti ufficiali che avrebbero commesso gravi errori durante le fasi iniziali dell’invasione dell’Ucraina. Lo scrive l’intelligence britannica, citando tra i ‘silurati’ il generale Serhiy Kisel, “sospeso per non essere riuscito a conquistare Karkhiv”, ed il vice ammiraglio Igor Osipov, che comandava la Flotta russa nel Mar Nero e il cui licenziamento sarebbe dovuto all’affondamento dell’incrociatore Moskva, mentre il capo di Stato maggiore russo, Valeriy Gerasimov, è “probabilmente” al suo posto, “ma non è chiaro se ha ancora la fiducia del presidente Putin”.

ORE 8.16 – “Penso che a questo stadio sia importante stare calmi, avere discussioni con la Turchia e con tutti gli altri Paesi membri, rispondendo a domande che possono esserci e correggendo eventuali malintesi. Ogni problema può essere risolto con la discussione e la buona volontà”. Lo ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera la premier della Finlandia, Sanna Marin, commentando le resistenze della Turchia riguardo l’ingresso del suo Paese nella Nato.

ORE 8.15 – Sono 231 i bambini uccisi e 427 quelli rimasti feriti in ucraina dal 24 febbraio, giorno dell’inizio della guerra con la Russia. Lo rende noto l’ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero di vittime si registra nelle regioni di Donetsk, di Kiev, di Kharkiv e di Chernihiv.

I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe hanno danneggiato 1.828 istituzioni educative, delle quali 171 sono andate completamente distrutte.

ORE 8.14 – Il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria in data odierna ha eseguito nr. 2 decreti di congelamento emessi dal Comitato di Sicurezza Finanziaria nei confronti della Pjsc United Aircraft corporation, una societa russa inserita nella black list della Ue.

Le risorse economiche colpite dal provvedimento in quanto riconducibili, direttamente e/o indirettamente alla lista, ammontano a circa 150 milioni di euro e consistono in parte del capitale sociale della Superjet International S.p.A., con sede in Venezia, e in nr. 5 velivoli.

ORE 8 – La Polonia trasferirà 25.000 tonnellate di benzina dalle sue riserve al mercato ucraino a partire dal prossimo 23 maggio. Lo ha detto alla radio polacca, il vice primo ministro ucraino Yulia Sviridenko, ricordando che prima della guerra l’Ucraina riceveva il 97% del carburante da Russia e Bielorussia, ma ora queste fonti di approvviggionamento non sono disponibili. Inoltre, secondo il vice primo ministro, la carenza di carburante risente della distruzione della raffineria di Kremenchug.

ORE 7.55 – Un civile è rimasto ucciso in un “attacco nemico” sferrato all’alba contro il villaggio russo di Tyotkino, vicino al confine con l’Ucraina. Lo ha annunciato il governatore russo della regione colpita, Roman Starovoit, precisando che nei bombardamenti sono stati colpiti diversi edifici, tra cui una fabbrica di alcolici.

“Un altro attacco nemico a Tyotkino, avvenuto all’alba, purtroppo si è concluso in tragedia”, ha dichiarato su Telegram, pubblicando alcune immagini che mostrano edifici danneggiati.

ORE 7.45 – La reazione russa all’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato sarà commisurata alla presenza militare dell’Alleanza nei territori di questi due Paesi, ma in ogni caso la sicurezza della Federazione Russa sarà “assicurata”. Lo ha affermato Valentina Matvienko, presidente del consiglio della Federazione Russa, la Camera Alta del Parlamento, in un’intervista al quotidiano Izvestia.

“In termini militari la reazione della Russia sarà proporzionata e adeguata alla presenza della Nato nei territori di questi due Stati, a che tipo di armi verranno schierate. Ma posso garantire che la sicurezza della Russia sarà sicuramente assicurata”, ha dichiarato.

ORE 7.30 – “Vediamo che nel terzo mese di guerra su vasta scala, la Russia sta cercando di trovare la sua ‘arma meravigliosa’: tutto questo mostra chiaramente il completo fallimento dell’invasione”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Vladimir Zelensky, nel suo consueto discorso notturno nel quale ha commentato l’utilizzo di armi laser in Ucraina, confermato dalle autorità russe. Mosca ha “paura di ammettere che sono stati commessi errori catastrofici ai più alti livelli militari e politici”, ha proseguito Zelensky.

Nei giorni scorsi il vice primo ministro russo, Yury Borisov, ha confermato che “i primi prototipi” di armi laser, che causano “la distruzione fisica del bersaglio”, sono già “utilizzati” in Ucraina. L’arma si chiama Zadira.

ORE 7.15 – Bloccando le esportazioni di grano dall’Ucraina, la Russia sta usando la fame come arma di guerra. A muovere l’accusa è stata la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, nel corso di un incontro alle Nazioni Unite a New York.

“La Russia sta conducendo questa guerra con altre armi terribili e potenti: fame e privazione. Bloccando i porti ucraini, distruggendo silos, strade e ferrovie, la Russia ha lanciato una guerra del grano, alimentando una crisi alimentare globale”, ha detto Baerbock.

“Lo sta facendo in un momento in cui milioni di persone sono già minacciate dalla fame, in particolare in Medio Oriente e Africa, a causa degli effetti devastanti della crisi climatica, della pandemia di Covid e dei conflitti che imperversano nelle loro stesse regioni”, ha aggiunto.

(AdnKronos)

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