Piano Ue contro i droni non autorizzati: nuove misure di sicurezza
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La Commissione Europea presenta una strategia comune per contrastare le minacce legate ai sorvoli illegali e agli attacchi ibridi
Un piano Ue contro i droni non autorizzati, è al centro della nuova strategia lanciata dalla Commissione Europea dopo i numerosi episodi di sorvoli illegali registrati in diversi Stati membri. L’obiettivo è costruire un approccio comune per contrastare le minacce alla sicurezza legate all’uso illecito dei droni.
Presentando l’iniziativa insieme ai commissari Magnus Brunner (Interno) e Apostolos Tzitzikostas (Trasporti), la vicepresidente della Commissione con delega alla Sovranità tecnologica e alla sicurezza, Henna Virkkunen, ha sottolineato come l’ambiente di sicurezza europeo sia profondamente cambiato. Secondo Virkkunen, oggi qualsiasi tecnologia può essere trasformata in uno strumento offensivo e l’Europa deve rafforzare la propria capacità di risposta unitaria.
Il piano Ue contro i droni non autorizzati nasce anche dall’esperienza del conflitto in Ucraina e dai recenti episodi di attacchi ibridi contro infrastrutture critiche, violazioni dello spazio aereo, interruzioni delle attività aeroportuali e rischi di collisioni con velivoli civili. Secondo la Commissione, un utilizzo doloso dei droni può incidere direttamente sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche, dei porti, delle frontiere esterne, dei trasporti e degli spazi pubblici.
La strategia prevede il rafforzamento della preparazione europea attraverso capacità di rilevamento più avanzate, risposte collettive più rapide e un aumento della prontezza difensiva. Tra le misure operative rientrano il sostegno all’innovazione industriale, l’incremento della produzione tecnologica e la creazione di un Forum industriale dedicato ai droni e ai sistemi antidrone, denominato D-tect Forum.
Un altro pilastro del piano Europeo contro i droni non autorizzati riguarda l’aggiornamento delle regole sulle operazioni dei droni attraverso un Pacchetto per la sicurezza dei droni. L’obiettivo è consentire l’identificazione e il tracciamento dei dispositivi, mantenendo al tempo stesso tutele per operatori civili e amatoriali. È prevista inoltre una valutazione coordinata dei rischi legati alle catene di approvvigionamento delle tecnologie per droni e sistemi antidrone, con la creazione di una “cassetta degli attrezzi” europea sul modello di quella sviluppata per il 5G.
La rete 5G rappresenta infatti uno degli strumenti chiave per il rilevamento e il tracciamento dei droni ostili. Secondo la Commissione, i droni collegati alla rete potranno essere identificati e neutralizzati rapidamente, mentre quelli non collegati potranno essere individuati sfruttando le antenne come radar distribuiti, integrati con sistemi di calcolo avanzati e software basati sull’intelligenza artificiale.
Il piano prevede anche il rafforzamento della cooperazione tra Stati membri attraverso la nomina di coordinatori nazionali, appalti congiunti per sistemi antidrone e lo sviluppo di software europei sovrani di comando e controllo per usi civili e militari. Bruxelles intende inoltre valutare la creazione di squadre di reazione rapida antidrone a supporto dei Paesi in caso di emergenza.
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(con fonte AdnKronos)
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