Israele pronta a radere al suolo Gaza City, Onu dichiara carestia
Tel Aviv approva i piani militari per Gaza City. L’Onu certifica la prima carestia in Medio Oriente. Tensione diplomatica con il sindaco di Barcellona
Katz: “Hamas pagherà, Gaza City come Rafah” – Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz (in foto) ha annunciato di aver approvato i piani dell’Idf per una nuova offensiva su Gaza City. L’obiettivo dichiarato è “sconfiggere Hamas” e forzare la liberazione degli ostaggi. Katz ha avvertito che “le porte dell’inferno si apriranno presto per gli assassini e stupratori di Hamas” e che Gaza City rischia di subire la stessa sorte di Rafah e Beit Hanoun, distrutte nei mesi scorsi dai raid israeliani.
Onu: carestia di origine umana a Gaza – L’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), organismo sostenuto dalle Nazioni Unite, ha certificato lo stato di carestia a Gaza City e nelle aree circostanti, parlando di una crisi “di origine umana e inaccettabile”. Oltre 500mila persone vivono già in condizioni “catastrofiche” di insicurezza alimentare (Fase 5, il livello massimo), mentre più della metà della popolazione affronta una situazione di emergenza (Fase 4).
Secondo il rapporto, tra agosto e settembre quasi un terzo della popolazione di Gaza – circa 641mila persone – rischia di trovarsi in condizioni di fame estrema. L’Ipc avverte che i dati potrebbero essere sottostimati, poiché non includono le aree più difficili da raggiungere come il nord della Striscia e Rafah.
Israele respinge le accuse: “Rapporto fabbricato” – Tel Aviv ha respinto duramente il documento dell’Ipc, definendolo “distorto” e “basato su bugie di Hamas”. Secondo il Cogat, l’ente israeliano che coordina le attività umanitarie nella Striscia, Israele continua a far entrare convogli di aiuti e a rispettare il diritto internazionale. Il ministero degli Esteri ha accusato l’Ipc di aver “abbassato i criteri” per dichiarare la carestia e ha ribadito che “non c’è carestia a Gaza”, citando i 100mila camion di aiuti entrati in due anni di conflitto e un “calo dei prezzi dei beni alimentari”.
L’Ipc ha risposto sottolineando che la metodologia applicata – basata sulla malnutrizione nei bambini sotto i cinque anni – è consolidata da oltre dieci anni e usata anche in Sudan.
Bombardamenti e vittime – Le operazioni militari israeliane continuano senza sosta. Secondo fonti mediche citate da al-Jazeera, solo a Gaza City sarebbero morte 24 persone dall’alba di oggi, per un totale di almeno 30 vittime in tutta la Striscia.
Israele vieta l’ingresso al sindaco di Barcellona – Sul fronte diplomatico, Israele ha negato l’ingresso al sindaco di Barcellona, Jaume Collboni, atteso oggi nel Paese per una visita istituzionale. Secondo l’Autorità israeliana per la popolazione e l’immigrazione, il visto è stato revocato per “diffamazione di Israele” e per la sua “partecipazione al boicottaggio del Paese”.
Collboni avrebbe dovuto visitare lo Yad Vashem e incontrare l’Autorità palestinese a Ramallah. La decisione segue la scelta del consiglio comunale di Barcellona, a maggio, di interrompere i rapporti con il governo israeliano e sospendere l’accordo di amicizia con Tel Aviv, in attesa del rispetto del diritto internazionale.
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(con fonte AdnKronos)
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