Accolto il ricorso della difesa dei Riva: i giudici di Taranto sarebbero stati “parti offese”. Europa Verde denuncia l’ennesima ferita inflitta a una città già martoriata dall’inquinamento
La Corte di Assise di Appello di Taranto, sezione distaccata della Corte di Appello di Lecce, ha annullato la sentenza di primo grado che, il 31 maggio 2021, aveva condannato i vertici dell’ex Ilva, inclusi Fabio e Nicola Riva, figli del defunto Emilio Riva, insieme a ex dirigenti e politici, per il disastro ambientale legato allo stabilimento siderurgico di Taranto. Accolta la richiesta della difesa, che ha sottolineato come i giudici tarantini non avessero la serenità necessaria per giudicare, essendo anch’essi parte offesa nel procedimento. Il processo d’appello sarà ora trasferito a Potenza.
La decisione ha scatenato reazioni di sdegno. Angelo Bonelli, portavoce nazionale di Europa Verde, ha dichiarato: “Sono esterrefatto! Questa non è giustizia. Taranto, già devastata dal disastro sanitario e ambientale, subisce un’altra ferita. I dati parlano chiaro: il 93% della diossina e il 67% del piombo immessi in atmosfera in Italia provenivano dall’Ilva“. Bonelli ha ricordato come, nel 2010, venne imposto il divieto di pascolo entro un raggio di 20 km dallo stabilimento, a causa della gravità dell’inquinamento. “Questa sentenza non rappresenta un atto di giustizia, ma una profonda ferita per chi ha già pagato con la propria vita e salute“, ha concluso.
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(con fonte AdnKronos)