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Il divieto di nuove autorizzazioni Ncc per oltre cinque anni ha gravemente limitato l’offerta di autoservizi pubblici non di linea, compromettendo il diritto alla mobilità dei cittadini

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 10-bis, comma 6, del decreto-legge n. 135 del 2018, che ha imposto un divieto di rilascio di nuove autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente (Ncc) sino alla piena operatività del registro informatico nazionale delle imprese titolari di licenza taxi e di autorizzazione Ncc. Tale divieto, durato oltre cinque anni, ha permesso “all’autorità amministrativa di alzare una barriera all’ingresso dei nuovi operatori”, danneggiando gravemente “la possibilità di incrementare la già carente offerta degli autoservizi pubblici non di linea”.

La recente adozione del decreto n. 203 del 2024 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che stabilisce la piena operatività del registro informatico a partire da 180 giorni dalla sua pubblicazione, non ha influenzato il giudizio, poiché le censure erano basate sulla configurazione strutturale della disposizione legislativa stessa.

La Corte ha sottolineato come la norma censurata abbia permesso all’autorità amministrativa di bloccare l’ingresso di nuovi operatori Ncc attraverso una serie di rinvii, compromettendo “in modo sproporzionato l’interesse della cittadinanza e dell’intera collettività”. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) aveva evidenziato come l’ampliamento dell’offerta di servizi pubblici non di linea fosse necessario per rispondere a una domanda elevata e insoddisfatta, specialmente nelle aree metropolitane dove il trasporto pubblico di linea e il servizio taxi non coprono adeguatamente i bisogni di mobilità della popolazione.

Andrea Romano, presidente di MuoverSì Federazione Ncc e Mobilità, ha chiesto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di convocare un tavolo di concertazione per una nuova legge quadro sul trasporto pubblico non di linea. Romano ha criticato duramente la legge 12-2019 e gli attuali decreti attuativi del ministro Salvini, definendoli punitivi verso decine di migliaia di operatori e aziende Ncc. Ha inoltre evidenziato come la sentenza della Corte abbia messo in luce l’esistenza di una domanda elevata e insoddisfatta di trasporto pubblico non di linea e l’incapacità del servizio taxi di coprire i bisogni di mobilità, causando un grave pregiudizio all’interesse della cittadinanza.

La federazione Ncc si è dichiarata pronta a collaborare con il governo e la politica per creare una nuova legge-quadro che garantisca il pieno diritto alla mobilità per cittadini, turisti e imprese, dotando l’Italia di regole moderne e adeguate.

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(con fonte AdnKronos)

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