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Ambiente

Animali selvatici, esotici e domestici, cosa cambia con le nuove leggi

Più tutela degli animali e della salute pubblica e prevenzione di epidemie e pandemie. Stop all’importazione di pipistrelli, detenzione di ragni velenosi e riproduzione di tigri e leoni e altri animali esotici in Italia. In attesa del nuovo Governo, il ministro della Salute Speranza emana la “lista positiva” che darà il secondo “giro di vite” necessario contro maltrattamenti e diffusione delle zoonosi. Oggi 27 settembre entrano in vigore le tre leggi che riguardano gli animali, esotici e selvatici, i decreti legislativi 134, 135 e 136 del 5 agosto 2022 pubblicati il 12 settembre sulla Gazzetta Ufficiale e in vigore da oggi. Ecco i principali contenuti.

La lista positiva e la lista negativa. Il decreto legislativo n.135 prevede agli articoli 4 e 5 l’emanazione di due decreti ministeriali attuativi: il decreto ministeriale previsto dall’articolo 5 è in capo al ministro della Salute che entro il 27 ottobre dovrà redigere la cosiddetta ‘lista positiva’, come già adottata o in via d’adozione in altri sei Paesi Ue, che deve stilata in base al rischio sanitario, per la biodiversità o alla compatibilità con la detenzione in cattività per ragioni comportamentali, fisiche, biologiche, etologiche. La lista positiva, contrariamente all’attuale situazione, includerà solo le poche specie animali che potranno ancora essere commerciate e detenute in Italia.

L’altro decreto ministeriale, disposto con l’articolo 4, dovrà invece vedere la luce entro il 27 marzo 2023 a firma del ministro della Transizione Ecologica, e stilerà la cosiddetta ‘lista negativa’ che amplierà il numero di specie già vietate, dai primati ai grandi felini come tigri e leoni, ad altri grandi mammiferi come elefanti, e poi insetti, rettili e anfibi velenosi, urticanti, tossici, “tutte specie che costituiscano pericolo per la salute e per l’incolumità pubblica o per la biodiversità nonché gli ibridi tra esemplari delle predette specie e di altre specie selvatiche o forme domestiche e le loro successive generazioni”.

Le nuove norme prevedono inoltre che chi detiene uno degli animali delle specie vietate, non potrà farlo riprodurre ma potrà tenerlo fino alla fine della sua vita naturale. I possessori dovranno denunciarne la presenza in Prefettura entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del ministro della Transizione ecologica che conterrà la cosiddetta ‘lista negativa’. I negozi hanno tempo fino al 27 settembre 2023 per la messa in regola, gli animali dovranno essere identificati e gli operatori formati.

I circhi e le mostre faunistiche viaggianti non potranno far riprodurre gli animali delle specie vietate dalla lista negativa e non potranno acquisirne altri. È prevista l’applicazione di queste norme di protezione degli animali anche agli ibridi, a prescindere dalle generazioni di incrocio. Saranno quindi vietate le ‘chimere’ come i ligre (incrocio tra leone e tigre), i savannah (incroci tra gatti domestici e gattopardi-serval), o tra diverse sottospecie di tigri, oggi i più presenti nei circhi italiani.

In caso di violazioni è sempre disposta la confisca degli animali, e quindi potranno essere sempre salvati, “anche se non è pronunciata condanna penale o non è stata applicata una sanzione amministrativa pecuniaria”, nonché è previsto l’arresto fino a sei mesi o ammenda da 20mila a 150mila euro. Chi commercerà illegalmente specie protette sarà sanzionato “salvo che il fatto costituisca più grave reato” grazie all’integrazione dell’articolo 727-bis del Codice penale con “l’arresto da due a otto mesi e con l’ammenda fino a 10mila euro”.

Viene realizzata un’unica anagrafe nazionale di cani e gatti nonché delle strutture e degli operatori che li detengono a qualsiasi titolo e tutti gli altri animali – anche quelli ex “da reddito” – dovranno essere identificati e registrati nella Banca Dati Nazionale anche per realizzare maggiori e più efficaci controlli sulle loro condizioni e le strutture che li ospitano. Prevista identificazione obbligatoria e certificazione veterinaria degli animali in vendita anche via internet.

Queste tre leggi rappresentano, per la Lav, un importante primo cambiamento per gli animali, per gli esotici e selvatici. “Parliamo di quasi 5 milioni di vite che ogni anno secondo i dati ufficiali, vengono attualmente commerciati e detenuti in cattività in gabbie, teche, vaschette, garage e sgabuzzini delle case degli italiani – fa sapere la Lav – È un risultato importante, un grande traguardo raggiunto con la campagna #acasaloro e che potrà essere ancora migliore con il decreto attuativo del ministro della Salute da emanare entro un mese da oggi”.

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(AdnKronos)

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