Attacco dei coloni israeliani ferisce quattro attivisti stranieri. Netanyahu chiede la grazia
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Quattro volontari colpiti nell’attacco dei coloni israeliani vicino a Gerico
Quattro attivisti internazionali – tre italiani e un canadese – sono rimasti feriti in un attacco dei coloni israeliani avvenuto all’alba a Ein al-Duyuk, nei pressi di Gerico, in Cisgiordania. Secondo fonti sul terreno, confermate dalla Farnesina, nessuno dei tre italiani presenti è in condizioni gravi, anche se tutti sono stati portati all’ospedale di Gerico per essere sottoposti ai controlli medici necessari.
Le autorità palestinesi hanno assistito gli attivisti, ancora molto scossi per quanto accaduto, prima delle dimissioni. Il Consolato italiano a Gerusalemme ha seguito ogni fase dell’emergenza, mantenendo un contatto costante con le autorità locali e con i connazionali coinvolti.
Le dinamiche dell’attacco dei coloni israeliani
Secondo l’agenzia Wafa, un gruppo di una decina di assalitori, tutti incappucciati, avrebbe fatto irruzione nella casa dove si trovavano gli attivisti, aggredendoli fisicamente e sottraendo telefoni e passaporti. Un’aggressione violenta e organizzata, che riaccende l’attenzione sulla crescente tensione in Cisgiordania e sulle ripetute denunce riguardo alle azioni dei coloni.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, informato dal console italiano, ha confermato che gli italiani feriti non sono in condizioni critiche e ha ribadito la ferma condanna del governo italiano: ha richiamato anche la recente nota congiunta firmata da Italia, Francia, Germania e Regno Unito, che denunciava proprio le violenze dei coloni nell’area.
Netanyahu chiede la grazia: un nuovo fronte politico
Parallelamente, sul fronte politico israeliano, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha presentato al presidente Isaac Herzog una richiesta formale di grazia. Come riportato da fonti locali, la domanda sarebbe articolata in un documento di 111 pagine preparato dall’avvocato Amit Hadad e accompagnato da una lettera firmata dallo stesso Netanyahu.
La presidenza ha definito la richiesta “straordinaria”, vista la portata delle implicazioni istituzionali e giudiziarie. Il Dipartimento per le Grazie del ministero della Giustizia raccoglierà ora i pareri delle autorità competenti prima di sottoporre la valutazione finale al presidente Herzog. Netanyahu è imputato per corruzione, frode e abuso di fiducia in un processo in corso dal 2020, la cui conclusione appare ancora lontana.
Nei giorni scorsi il premier aveva dichiarato di non avere intenzione di chiedere la grazia per non dare l’impressione di ammettere colpevolezza. A sollecitare un perdono era stato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
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(con fonte AdnKronos)
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