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Israele: Bibi stravince, il vecchio leone è sempre in sella

Contrariamente alle previsioni di prima del voto che si è tenuto ieri in Israele, il premier uscente Benjamin Netanyahu, ha incassato una vittoria importante sul suo rivale Gantz. Bibi è ancora in sella nonostante l’accusa di corruzione e l’incriminazione voluta dalla magistratura israeliana. Ora deve trovare alla “sua” destra altri alleati per governare

Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo Likud hanno vinto le terze elezioni che si sono tenute in Israele in meno di un anno. Gli exit poll trasmessi dalle reti televisive israeliane, gli davano un solo seggo in meno per avere la maggioranza del governo in parlamento (insieme agli altri partiti di destra e ultraortodossi).

I tre principali canali televisivi israeliani hanno poi pubblicato delle proiezioni che indicavano Netanyahu e il Likud (insieme ad altri partiti affini) con due seggi meno della maggioranza assoluta. Comunque sia, la vittoria di Bibi sul suo rivale è netta e rinvigorisce il vecchio leone che su Twitter ha ringraziato gli israeliani: “E’ la più grande vittoria della mia vita. Gli israeliani si fidano di noi perché sanno che abbiamo dato loro i migliori dieci anni della storia di Israele”.

Importante l’appoggio al piano di pace di Trump

Un risultato importante raggiunto anche grazie all’appoggio dato al piano di pace presentato dal presidente Trump: Netanyahu aveva dichiarato che in caso di vittoria, avrebbe annesso le comunità ebraiche in Giudea, Samaria e Valle del Giordano.

In attesa dei dati definitivi

Mancano ancora i risultati ufficiali, anche per via del conteggio dei voti degli elettori in quarantena per il covid-19, ma non dovrebbero esserci grandi sorprese: il Likud al momento ha 36 seggi contro i 32 di Blu e Bianco di Gantz. Poi troviamo l’exploit della Lista Unica araba con 15 seggi, Shas con 10, Utj 7 così come Labor-Gesher-Meretz e Yisrael Beiteinu ed infine Yamina 6.

Possibile scenario

Netanyahu dovrà per forza di cose strizzare l’occhio agli ultraortodossi di Shas e United Torah Judaism (Utj), oltre che alla formazione ultranazionalista di destra Yamina, sperando comunque in qualche transfuga per avere quei due voti necessari per governare senza problemi.

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