Zelensky nel Giorno dell’Indipendenza: “Nessuna resa a Mosca”
Il presidente ucraino lega la nascita dello Stato alla resistenza di oggi. Da Washington Trump chiede la fine della “carneficina senza senso”
Il discorso a Kiev – Nel 34° anniversario dell’Indipendenza, Volodymyr Zelensky ha ribadito che il futuro dell’Ucraina non passerà da compromessi con Mosca. “Ciò che sarà del nostro futuro dipende solo da noi ed è solo questione di tempo prima che l’Ucraina riunisca le sue terre occupate”, ha dichiarato davanti all’inviato speciale di Donald Trump, Keith Kellogg, arrivato a Kiev per le celebrazioni. Il presidente ucraino ha escluso ogni concessione, invocando una “pace giusta” e senza “vergogna del compromesso”.
Il messaggio di Trump – Dagli Stati Uniti è arrivata una nuova lettera del presidente americano che ha invitato Zelensky a mettere fine a quella che ha definito “una carneficina senza senso”. Ma il percorso verso i negoziati appare incerto: l’ipotesi di un vertice diretto tra Vladimir Putin e Zelensky resta al momento congelata.
Lo stallo del negoziato – Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che Putin è disponibile a incontrare Zelensky “solo se ci sarà un’agenda sostanziale, e oggi non lo è affatto”. Secondo Lavrov, durante l’incontro in Alaska tra Putin e Trump erano emersi punti di convergenza, tra cui lo stop all’adesione dell’Ucraina alla Nato e la discussione sulle questioni territoriali. Ma Zelensky, ha sottolineato il capo della diplomazia russa, “ha detto no a tutto, perfino all’abolizione delle leggi che vietano l’uso della lingua russa”.
La posizione di Washington – Il vicepresidente JD Vance, che aveva ammonito Zelensky a “comportarsi bene”, ha invece espresso fiducia nei progressi diplomatici dopo l’Alaska. “I russi hanno mostrato per la prima volta in tre anni e mezzo una certa flessibilità”, ha detto, giudicando possibile un percorso verso l’accordo. Vance ha precisato che le garanzie di sicurezza per Kiev saranno discusse solo a guerra conclusa e che Mosca avrà un ruolo limitato nella fase successiva.
Il vicepresidente ha ribadito inoltre che gli Stati Uniti non invieranno truppe a terra in Ucraina, ma continueranno a sostenere Kiev con pressioni diplomatiche ed economiche. “C’è ancora molto spazio per la negoziazione”, ha affermato, sottolineando che la fine del conflitto dipenderà dalla capacità di Russia e Ucraina di trovare un terreno comune.
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(con fonte AdnKronos)
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