Il destino di Bashar al-Assad: Nessuna traccia dell’ex presidente siriano in Russia
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Bashar al-Assad, deposto presidente siriano, si troverebbe a Mosca, ma la sua presenza rimane avvolta nel mistero. Nessuna foto o video ufficiale lo mostra, mentre la Russia cerca di mantenere un basso profilo sulla sua permanenza
Da cinque giorni Bashar al-Assad sarebbe in Russia, probabilmente a Mosca, ma senza alcuna apparizione pubblica né della sua famiglia. Secondo quanto riportato dalla CNN, Assad potrebbe trovarsi nell’esclusivo quartiere di Moscow City, noto per i suoi grattacieli lussuosi e per le residenze di alto livello, dove la famiglia Assad ha acquistato, secondo un’inchiesta del 2019 di Global Witness, almeno 19 appartamenti per un valore di circa 40 milioni di dollari.
L’operazione di esfiltrazione di Assad dalla Siria resta segreta. Stando alle fonti del Guardian e di Bloomberg, agenti dell’intelligence russa avrebbero orchestrato la sua fuga, tenendola nascosta persino al fratello del dittatore. L’obiettivo era evitare che Assad finisse nelle mani dei ribelli, come accadde a Muammar Gheddafi nel 2011. Il leader siriano è giunto in Russia con un aereo senza transponder per evitare di essere rintracciato.
La Russia, un rifugio sicuro per Assad
Tra le poche opzioni di fuga disponibili, la Russia si è rivelata la destinazione preferita da Assad, rispetto all’Iran. Anche se i rapporti personali con Vladimir Putin sono rimasti freddi, Mosca offre stabilità geopolitica e non cederà facilmente alle richieste di estradizione.
Il legame tra la famiglia Assad e la Russia è solido da tempo. Hafez, il figlio maggiore di Bashar, ha studiato all’Università statale di Mosca e ha completato il suo dottorato a fine novembre, in concomitanza con l’assalto dei ribelli siriani su Aleppo, che ha segnato la fine del regime siriano durato oltre cinquant’anni.
Oltre a garantire sicurezza ad Assad, la Russia offre anche assistenza medica alla sua famiglia. La moglie di Bashar, Asma, sta infatti affrontando una battaglia contro la leucemia diagnosticata lo scorso maggio.
Un futuro lontano dalla ribalta
Gli esperti ritengono che Assad manterrà un profilo basso per il resto della sua vita, simile a quello dell’ex presidente ucraino Viktor Yanukovych, che vive in una residenza protetta a Mosca dal 2014, dopo la sua cacciata durante la Rivoluzione di Maidan. Nonostante i beni nascosti in conti offshore stimati in circa 2 miliardi di dollari, è improbabile che Assad ritorni in politica o rientri in Siria.
Il regime alawita di Assad ha sempre trovato nella Russia un alleato più congeniale rispetto all’Iran, soprattutto per la sua posizione laica e i rapporti storici. Tuttavia, per ora, il destino di Bashar al-Assad sembra quello di una vita in esilio, lontano dalla ribalta internazionale, sotto l’ombra protettiva del Cremlino.
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(con fonte AdnKronos)
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