Il polpo: un tesoro del mare per la salute e la ricerca medica
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Ricco di proteine e nutrienti, il polpo non solo è un alimento sano, ma potrebbe anche essere la chiave per combattere l’Alzheimer, grazie a una sostanza presente nella sua saliva
I proverbi marinari siciliani non furono mai buttati a caso. “Ogni calata u purpu”, tradotto in madrelingua, vuol dire che “ogni calata in mare tira su un polpo”. Utilizzato come metafora per la persona che lo mangia, significa che è fortunata e felice. Infatti il polpo (quello comune è l’octopus vulgaris) oltre ad essere un mollusco marino intelligente, ne abbiamo cominciato ad apprezzare le molteplici proprietà e i benefici che offrono per la salute. La carne del polpo è un alimento nutriente e salutare, ricco di proteine facilmente digeribili contengono tutti gli aminoacidi essenziali, che il corpo umano non può produrre automaticamente.
Contiene minerali come il ferro utile per la formazione dei globuli rossi e la prevenzione dell’anemia, il rame importante nella produzione del collagene e nella protezione delle cellule dallo stress ossidativo, il selenio importante per la salute del sistema immunitario e la prevenzione dei danni causati dai radicali liberi, lo zinco importante per la salute del sistema immunitario e per la fertilità, vitamine B12 che ha un ruolo chiave nella produzione dei globuli rossi e nella salute del sistema nervoso e la vitamina B3 che ha un ruolo nell’apporto energetico del corpo. Gli acidi grassi omega – 3 (acido eicosapentaenoico, acido docosaesaenoico) i quali svolgono un ruolo importante nella salute del cuore (aiuta a ridurre le malattie cardiovascolari) e del cervello (possono migliorare la funzione cerebrale e ridurre il rischio del declino cognitivo).
Recenti ricerche scientifiche effettuate nella saliva del polpo (polpo rosso – maya) hanno evidenziato che uno dei componenti la saliva , inibisce la formazione beta-amiloide chiamata placca, che impedisce la comunicazione tra i neuroni ed è associata con l’Alzheimer. Questa sostanza eviterebbe l’ulteriore sviluppo di questa placca nei pazienti che hanno già l’Alzheimer. Mentre in un corpo sano ha un’azione preventiva. La sostanza che potrebbe essere usata contro il morbo di Alzheimer è estratta dalle ghiandole salivari dei polpi, che sono localizzate tra i visceri.
Ovviamente per ottenere un farmaco dalla saliva di questo mollusco, ci vorranno anni di ricerca e sperimentazione per essere certi della sicurezza del farmaco e assicurarsi che non produca effetti avversi nell’uomo.
Alfonso Piscopo
Dir. Veterinario asp Agrigento
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