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Un Lungo Scontro in Vista

L’attacco israeliano nel sud della Striscia di Gaza si preannuncia come una campagna protratta nel tempo. Fonti degli Stati Uniti, riportate dalla Cnn, indicano che questa operazione potrebbe estendersi per diverse settimane, evolvendo a gennaio 2024 in una fase di minore intensità, con attacchi mirati per colpire obiettivi specifici di Hamas.

L’Apprensione di Washington per le perdite civili

Un membro dell’amministrazione di Joe Biden ha espresso preoccupazione per lo sviluppo dell’attacco. La Casa Bianca ha comunicato in maniera decisa ad Israele che l’utilizzo di strategie che causino vittime civili non sarà accettato, richiedendo un’immediata riduzione del danno alle persone non coinvolte. Il segretario alla Difesa, Lloyd Austin, ha sottolineato la necessità di proteggere i civili. Pur mantenendo il sostegno americano, Austin ha messo in guardia dall’evolversi di una vittoria tattica in una sconfitta strategica se non si dà priorità alla sicurezza delle persone comuni.

Il Confronto di Obiettivi

Nonostante la pressione degli Stati Uniti, Israele mantiene Hamas come bersaglio primario, puntando a evitare eventuali repliche di attacchi come quello del 7 ottobre. Tuttavia, secondo fonti ufficiali americane, raggiungere questo obiettivo entro la fine dell’anno sembra irrealistico; per questo motivo si pensa che il conflitto possa prolungarsi anche nei primi mesi del prossimo anno.

La Posizione Decisa di Biden

Il presidente Biden ha ribadito la posizione degli Stati Uniti, puntando il dito contro Hamas per la rottura della tregua. Ha esortato al rilascio immediato delle giovani donne tenute in ostaggio, denunciando con veemenza le violenze sessuali perpetrate durante gli attacchi del 7 ottobre.

Piano Contro Hamas di non facile attuazione

L’obiettivo dichiarato di distruggere Hamas annunciato dal premier Benjamin Netanyahu appare ancora lontano. Il Washington Post ha esaminato la complessità del quadro, prendendo in considerazione quattro aspetti chiave: territori, soldati, tunnel e missili. Funzionari della sicurezza israeliana affermano che almeno 5.000 membri di Hamas sono stati uccisi. Tuttavia, le operazioni delle forze di difesa israeliane (IDF) non sembrano aver minato significativamente la struttura militare di Hamas, stimata attualmente in 30.000 unità. Nonostante i bombardamenti che hanno devastato gran parte di Gaza City, Hamas mantiene ancora il controllo di alcune roccaforti chiave. Richard Hecht, portavoce dell’esercito israeliano, sottolinea la necessità di tempo per penetrare queste aree. Circa un terzo di Gaza City rimane al di fuori del controllo israeliano, con alcune aree particolarmente fortificate. Sebbene gran parte della città sia stata colpita, l’accesso a roccaforti cruciali di Hamas richiede uno sforzo considerevole.

Le Pressioni e le Vittime Civili

Le pressioni internazionali per minimizzare le vittime civili potrebbero influenzare il corso delle operazioni nel sud, mentre Israele cerca di garantirsi il sostegno degli Stati Uniti. Le perdite umane sono state devastanti, con migliaia di palestinesi, inclusi molti bambini, tra le vittime.

Prospettive sul Futuro: decapitare la Leadership

È probabile che le operazioni dell’IDF nel sud si modifichino, puntando su una campagna di minore intensità. Le sfide nel conteggio delle perdite sono complesse, soprattutto considerando la presenza di militanti uccisi nei tunnel. Israele mira a indebolire la leadership di Hamas, concentrandosi sulla rimozione di figure chiave come Yahya Sinwar. L’obiettivo non è solo il numero di soldati, ma anche l’autorità e il controllo che detengono sulla Striscia di Gaza.

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(con fonte AdnKronos)

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