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Rapporto sulle entrate tributarie e contributive 2019. Forte flessione per la Francia

E’ stato pubblicato il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive Italiane nel periodo gennaio-maggio 2019 redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5 della legge di contabilità e finanza pubblica (legge 31 dicembre 2009, n. 196).

Le entrate tributarie e contributive nei primi cinque mesi del 2019 evidenziano nel complesso un aumento dell’1,4% (+3.727 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Il dato tiene conto dell’aumento dell’1,0% (+1.720 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive del 2,1% (+2.007 milioni di euro).
L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 luglio scorso.

Le entrate tributarie del bilancio dello Stato (incassi).
Le entrate tributarie del bilancio dello Stato incassate nel periodo ammontano a 156.653 milioni di euro in aumento di 1.442 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2018 (+0,9 per cento). In flessione le imposte dirette (-15 milioni di euro, 0,0 per cento) mentre le imposte indirette registrano un aumento (+1.457 milioni di euro, +1,9 per cento). Su queste ultime incide principalmente la variazione positiva del gettito dell’IVA (+1.630 milioni di euro, pari al +3,4 per cento).

Le entrate contributive.
Gli incassi contributivi nei primi cinque mesi del 2019 sono risultati pari a 97.969 milioni di euro, in aumento di 2.007 milioni (+2,1 in termini percentuali) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

Le entrate contributive dell’INPS risultano pari a 90.442 milioni di euro, registrando un aumento del 2,9 per cento rispetto al 2018 (+2.575 milioni di euro). Tale risultato è ascrivibile, principalmente, alla crescita delle entrate contributive del settore privato (+4,9 per cento), mentre le gestioni del settore pubblico osservano una diminuzione dello 0,6 per cento. Quest’ultimo risultato risente del pagamento, nel mese di maggio 2018, degli arretrati contrattuali corrisposti a seguito del rinnovo di alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro relativi al triennio 2016-2018 e, in particolare, di quello del comparto Istruzione e Ricerca. Depurata da tale fattore, la dinamica delle entrate contributive delle gestioni del settore pubblico risulta in linea con gli andamenti osservati nei mesi precedenti.
I premi assicurativi dell’INAIL ammontano a 4.489 milioni di euro, segnando una riduzione di 531 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. Gli incassi del mese corrente incorporano il versamento della prima rata dei premi assicurativi – slittato dal mese di febbraio al mese di maggio ai sensi di quanto disposto dall’articolo 1, comma 1125 della legge 145/20181 – nonché gli effetti della revisione del sistema tariffario disposta dalla sopra citata legge (comma 1121 e seguenti).
Le entrate contributive degli Enti privatizzati a tutto il mese di maggio risultano pari a 3.038 milioni di euro, in lieve diminuzione rispetto al corrispondente dell’anno precedente (-37 milioni di euro).

 

Panoramica delle Entrate tributarie in Europa gennaio – maggio 2019

Nei primi cinque mesi del 2019 l’andamento delle entrate tributarie presenta una significativa variabilità tra i Paesi, come già osservato nel corso del 2018.
Aumenta il gettito tributario del Portogallo (+9,8%) che mostra un tasso di variazione tendenziale superiore alla media del 2018.
Positiva risulta la dinamica del gettito tributario del Regno Unito, con un aumento tendenziale del 4,7%.
Per la Francia si osserva una flessione (-16,7%), in linea con la dinamica osservata dallo scorso anno.
La Germania mostra un rallentamento della dinamica positiva osservata nel 2018. Le entrate
tributarie dei primi cinque mesi del 2019, infatti, mostrano una lieve variazione positiva (+1,9%) rispetto al medesimo dato dello scorso anno.
In Irlanda il gettito segna un incremento tendenziale (+5,7%), confermando la costante crescita da marzo 2014.
La Spagna registra una lieve variazione positiva (+0,4%), evidenziando un rallentamento rispetto allo scorso anno.

Il gettito IVA nei primi cinque mesi del 2019 in Europa

Si evidenzia un incremento per il Portogallo (+9,1%), l’Irlanda (+5,7%), il Regno Unito (+4,5%), l’Italia (+4%), la Germania (+3,6%) e la Spagna (+0,2%); una flessione per la Francia (-13,1%).
Analogamente agli andamenti registrati per il totale del gettito tributario, disomogeneità tra i vari Paesi si osservano anche in relazione all’andamento dell’IVA: la forbice tra la flessione registrata in Francia (-13,1%) e la crescita osservata in Portogallo (+9,1%) è pari a 22,2 p.p..
In particolare, cresce a un ritmo superiore alla media del 2018 il gettito IVA di Portogallo (+9,1%) e Italia (+4%).
In flessione invece le entrate IVA della Francia (-13,1%) che mostra una inversione di tendenza rispetto allo scorso anno.
Il Regno Unito (+4,5%), l’Irlanda (+5,7%) e la
Germania (+3,6%) mostrano un incremento tendenziale, in linea con l’andamento medio del 2018.

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