Milano, indagine su presunti intrecci tra politica e grandi progetti urbanistici: al centro San Siro e scali ferroviari
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La Procura di Milano indaga su quasi trenta progetti di rigenerazione urbana tra i municipi cittadini. Tra i coinvolti, l’ex presidente della Commissione paesaggio, il manager di J+S e l’assessore all’Urbanistica, sotto la lente presunti accordi con grandi gruppi immobiliari e finanziari
La Procura di Milano ha aperto un’indagine su una serie di grandi progetti urbanistici — vecchi e nuovi — che interessano l’intera area metropolitana. Dall’area di San Siro al riuso degli scali ferroviari, fino ai nodi strategici delle future “porte” della città, sono quasi trenta i progetti sotto esame, oggetto di scambi riservati e accordi da verificare.
Secondo gli inquirenti, ci sarebbe il rischio di una corruzione diffusa, capace di aggirare le regole edilizie in nome di una rigenerazione urbana non sempre trasparente. A guidare le operazioni, secondo le indagini, un intreccio di relazioni tra tecnici, politici e grandi gruppi immobiliari.
Chat, documenti e strategie: i rapporti tra Marinoni, Pella e Tancredi
Al centro dell’indagine, le comunicazioni tra Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione per il Paesaggio, e Federico Pella, manager e socio della società di ingegneria J+S. Le chat acquisite dalla Guardia di Finanza mostrano un presunto coinvolgimento diretto dell’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tancredi, considerato una figura chiave per facilitare accordi con soggetti come Unipol, Redo, Coima, Hines, Carfin, Rfi, Atm, EuroMilano e altri.
Tra le aree interessate: il Pirellino P39, i Piani integrati di intervento (Pii) sugli scali ferroviari, il Villaggio Olimpico, Arena Santa Giulia, Rogoredo, l’ex Trotto a San Siro, via Ripamonti e via Treves.
San Siro tra gli epicentri dell’indagine
Anche il progetto di ristrutturazione dello stadio Meazza e del quartiere San Siro compare nell’inchiesta. Le carte segnalano l’interesse della J+S, società specializzata in impianti sportivi, che avrebbe ricevuto da Massimo Caputi — figura di spicco della finanza immobiliare — un incarico per la ristrutturazione delle Scuderie de Montel, di fronte allo stadio.
Secondo le carte, Marinoni e Pella sarebbero stati in attesa di ogni dichiarazione del sindaco Giuseppe Sala o di Tancredi sul destino dello stadio, per capire come “insinuarsi” nei futuri affari legati alla demolizione o trasformazione del Meazza o alla costruzione dei nuovi impianti a Rozzano e San Donato.
Un’indagine solo all’inizio
Nonostante i numerosi riferimenti a strategie condivise e accordi riservati, la procura chiarisce che non ci sono al momento evidenze di reati. Tuttavia, con oltre 400 pagine di richiesta di misure cautelari, l’indagine è destinata ad ampliarsi e chiarire i rapporti tra politica, urbanistica e grandi interessi immobiliari in una Milano sempre meno inclusiva, come scrivono i magistrati.
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(con fonte AdnKronos)
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