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Mentre non si riesce a trovare una agenzia di pompe funebri disposta a celebrare i funerali di Navalny, il dissidente Oleg Orlov è stato condannato a Mosca a 2 anni e 6 mesi di colonia penale

Numerose sedi in Russia si rifiutano di ospitare la cerimonia d’addio per Alexei Navalny, il dissidente deceduto in carcere. Le agenzie funebri private e pubbliche, così come siti commerciali e sale funebri, hanno respinto la richiesta della squadra di Navalny.

Difficoltà nell’Organizzare la Cerimonia

La portavoce Kira Yarmysh ha dichiarato che molte sedi affermano che i loro spazi sono già occupati, mentre altre rifiutano addirittura di menzionare il nome di Navalny. La ricerca di una sala adatta per la cerimonia si è dimostrata problematica.

Il Cremlino nicchia ed evita di rispondere sull’argomento

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato di non avere informazioni sulla situazione. In risposta a presunti piani di scambio di prigionieri, incluso Navalny, Peskov ha suggerito di rivolgersi direttamente a Roman Abramovich per ulteriori dettagli.

Condanna di Oleg Orlov: Un’altra Voce Contro il Regime Russo

Oleg Orlov, esponente di spicco di Memorial, è stato condannato a due anni e sei mesi di colonia penale. La sentenza è stata emessa dal tribunale Golovinsky di Mosca. Orlov, attivista per i diritti umani, è accusato di discredito delle forze militari russe e odio verso i valori tradizionali.

La Storia di Oleg Orlov: Una Vita di Impegno contro la Guerra e la Dittatura

Oleg Orlov ha dedicato la sua vita alla lotta contro la guerra e la dittatura. Dagli anni Ottanta, ha protestato contro la repressione del movimento Solidarnosc in Polonia e l’invasione sovietica dell’Afghanistan. La sua attivismo ha incluso la distribuzione di volantini e la partecipazione a discussioni di Memorial.

Insieme al collega Alekandr Cherkasov, biologo e fisico trasformati in giuristi sul campo, Orlov ha documentato le violazioni dei diritti umani, in particolare da parte delle forze militari russe. Il loro approccio scientifico mira a mettere alla prova le informazioni, evitando di essere ostaggio di una parte o dell’altra.

Proseguire la Battaglia nonostante le difficoltà

Dopo la morte di Alexei Navalny e la condanna di Orlov, Cherkasov sottolinea con chiarezza la pericolosità della situazione. Confrontandola a una lunga e pericolosa battaglia, Cherkasov paragona Orlov a un cavaliere che continua a combattere contro un avversario terribile, nonostante le sfide.

Impegno di Memorial nelle Zone di Conflitto

L’organizzazione Memorial, in cui lavorano entrambi, è stata attiva nelle zone di conflitto dall’Unione Sovietica in poi. Dalla Transnistria al Tagikistan, dalla Cecenia al Nagorno Karabakh, Memorial ha documentato sparizioni forzate, torture e violazioni dei diritti umani, contribuendo a dare un nome alle vittime e sfidando l’impunità.

Sparizioni forzate in Russia: tutte impunite

Nonostante le sanzioni, definita “l’imposta per l’impunità,” la Russia non ha intrapreso indagini significative o apportato cambiamenti strutturali per prevenire tali crimini. La legge russa protegge ancora i responsabili delle sparizioni forzate, considerate un crimine contro l’umanità, senza prescrizione.

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(con fonte AdnKronos)

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