Incendio Crans-Montana, cosa è chiaro e cosa resta da chiarire sulla tragedia nel bar
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L’incendio Crans-Montana ha causato circa 40 morti e 115 feriti nella notte di Capodanno nel bar Le Constellation, nel Canton Vallese. Le autorità indagano sulle cause ed escludono al momento la pista dell’attentato
L’incendio Crans-Montana scoppiato nella notte di Capodanno nel bar “Le Constellation”, nella località sciistica vallesana, ha provocato una delle più gravi tragedie avvenute in Svizzera negli ultimi anni. Il bilancio provvisorio parla di circa 40 morti e 115 feriti, molti dei quali in condizioni gravissime a causa delle ustioni riportate.
Il rogo si è sviluppato intorno all’1.30 di notte all’interno del locale, che disponeva di circa 300 posti a sedere ed era particolarmente affollato per i festeggiamenti di fine anno. Secondo quanto riferito dalla Polizia cantonale del Vallese, l’evento viene trattato come un incidente e non come un attentato.
Le autorità descrivono l’incendio Crans-Montana come un evento improvviso e di estrema violenza, riconducibile a un fenomeno noto come flashover. Si tratta di una rapida transizione da un incendio localizzato a un incendio generalizzato, durante la quale l’accumulo di calore, fumo e gas combustibili porta all’accensione simultanea di numerosi materiali presenti nell’ambiente. In tali condizioni, le possibilità di sopravvivenza sono estremamente ridotte, anche per chi interviene con dispositivi di protezione.
A seguito dell’allarme, l’Organizzazione Cantonale di Soccorso Vallese ha mobilitato un ingente dispiegamento di mezzi: dieci elicotteri, quaranta ambulanze e oltre 150 operatori sanitari. I feriti più gravi sono stati trasferiti nei principali centri grandi ustionati del Paese, in particolare negli ospedali universitari di Zurigo e Losanna.
Il presidente svizzero Guy Parmelin ha espresso pubblicamente il suo ringraziamento ai soccorritori e ha sottolineato la solidarietà internazionale ricevuta. Diversi Paesi, tra cui Italia, Francia e Germania, si sono detti disponibili ad accogliere pazienti e a fornire supporto alle autorità elvetiche. In segno di lutto, le bandiere del Palazzo Federale sono state esposte a mezz’asta per cinque giorni.
Resta ancora da chiarire l’origine dell’incendio. È stata aperta un’indagine penale e gli inquirenti stanno valutando diverse ipotesi sulla sequenza degli eventi che hanno portato alla devastazione del locale. Sono stati ascoltati numerosi testimoni e sequestrati telefoni cellulari, ora al vaglio degli investigatori.
Le identità delle vittime non sono state ancora rese note. Secondo il presidente del Canton Vallese, Mathias Reynard, il processo di identificazione richiederà tempo, anche a causa della presenza di numerosi cittadini stranieri tra i presenti. L’obiettivo delle autorità è restituire le salme alle famiglie nel più breve tempo possibile, fornendo risposte chiare e complete sulle circostanze della tragedia.
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(con fonte AdnKronos)
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