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Elon Musk continua la sua crociata contro i media. Nell’ultimo tweet che ha prodotto il patron di Tesla li definisce “una macchina in cerca di click travestita da macchina in cerca di verità”. L’imprenditore americano sta attraversando un periodo complicato nel rapporto con la stampa e con l’opinione pubblica e ha scelto di affrontarlo alimentando una sistematica campagna, rigorosamente via Twitter, per screditare l’attendibilità di giornali e siti internet.

Ieri, aveva lamentato l’eccesso di attenzione nei suoi confronti, sostenendo che “sfortunatamente, gli articoli triviali” su di lui “generano molti click” e che avrebbe risposto focalizzando i suoi sforzi “nel fare cose utili per la civilizzazione”. Musk si riferisce alle notizie, vere o presunte che siano, sulla sua vita privata e sulle sue relazioni sentimentali. Oggi insiste, generalizzando e assolutizzando il suo concetto: non sono solo gli articoli su di lui, sono i media, tutti, “macchine in cerca di click”.

Mettendo da parte il gossip, o la cronaca rosa, c’è un tema che ha una rilevanza economica, perché riguarda le scelte di uno dei più importanti e influenti imprenditori al mondo, e politica. Il personaggio Elon Musk, che spesso sono proprio i tweet e le continue risposte con chi su Twitter lo sollecita, o lo provoca, a contribuire a far emergere, rischia di oscurare l’imprenditore Elon Musk e il futuro delle sue aziende, Tesla, SpaceX e Neuralink. I tweet di Musk contro i media, che peraltro collezionano milioni di like a proposito di ricerca dei click, diventano un tema perché interrogano sulle reali intenzioni dell’imprenditore visionario. L’attenzione ai media e alla comunicazione non è solo la conseguenza di uno sfogo estemporaneo. Anche perché l’esposizione mediatica di Elon Musk non è una novità delle ultime settimane. C’è altro e riguarda una strategia più articolata.

Lo dimostra la gestione dell’affaire Twitter, con un’offerta lanciata e poi sostanzialmente rinnegata, interamente vissuta tra un cinguettio e l’altro, e ora finita nelle pieghe di un complicato contenzioso legale. La tentazione di conquistare il social network per costruire una comunicazione integralmente indipendente dalla mediazione della stampa è una delle ragioni che lo ha spinto ad andare oltre i suoi stessi reali interessi economici. Con la professione di fede nella assoluta libertà di espressione, e la volontà di eliminare ogni forma di censura, che oggi, evidentemente, stridono con l’utilizzo di Twitter mirato a censurare una stampa ridotta a “macchina in cerca di click”.

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