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Leonardo propizierà la pace tra Italia e Francia?

Nel maggio 1517 Leonardo da Vinci giunse in Francia, nel Castello della Loira presso Amboise, ospite del Re Francesco I, che lo onorò col titolo di “premier peintre, architecte, et mécanicien du roi”, con una pensione di 5.000 scudi. Leonardo era semiparalizzato e i suoi brevi anni francesi sono i più sereni, oltre che gli ultimi, della sua vita. Leonardo si spense nel castello di Ambroise il 2 maggio 1519, esattamente cinquecento anni fa.
Per onorarne la memoria, e per rinsaldare delle relazioni diplomatiche giunte per la seconda volta in un paio di mesi vicine ad un impensabile e incredibile punto di rottura, il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si incontra oggi con il suo omologo francese Emmanuel Macron. Mattarella è accompagnato dal Ministro della Cultura Alberto Bonisoli e per prima cosa visiterà la cattedrale di Notre Dame, dove incontrerà il Ministro della Cultura francese, Riester. Quindi partirà con l’inquilino dell’Eliseo per le celebrazioni nei luoghi leonardeschi. Dopo la visita al castello reale di Clos Lucè e una sosta sulla tomba violata di Leonardo, Macron ospiterà a pranzo Mattarella.
L’incontro tra i due Capi di Stato approfondirà soprattutto i legami storici e culturali che uniscono Italia e Francia, insieme a quelli “economici e umani”, secondo quanto delineato nella telefonata di Mattarella a Macron del 12 Febbraio scorso, che propiziò il rientro dell’ambasciatore francese a Roma Christian Masset.
Apprendiamo da Mario Ajello del Messaggero che “Mattarella e Macron incontreranno anche 500 giovani francesi ed italiani impegnati in laboratori umanistici e scientifici guidati, rispettivamente, da Renzo Piano, Alessandro Baricco, Samantha Cristoforetti e Thomas Pesquet, Fabiola Giannotti e Gabriel Chardin. E tuttavia la Francia è anche il Paese che, in grave controtendenza rispetto all’enorme interesse che la nostra lingua suscita in tutto il mondo, taglia in maniera sistematica e crescente le cattedre di italiano nelle scuole medie e nei licei. Un dispetto, ad opera del ministero dell’educazione, che sta sollevando le proteste della Società degli italianisti francesi e il grido d’allarme di personalità come Luciano Canfora e Andrea Camilleri insieme a settemila firmatari di un manifesto di protesta. Più che giustificata. E di sicuro sponsorizzata, dall’aldilà, da Leonardo”.

Giancarlo De Palo

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