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Trump valuta un nuovo attacco contro l’Iran dopo lo stallo sui negoziati
Fiato sospeso nel golfo Persico. Secondo la Cnn, il presidente Usa considera opzioni militari mentre rafforza la presenza navale nella regione e rilancia l’ultimatum a Teheran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta valutando la possibilità di un nuovo attacco contro l’Iran dopo il mancato progresso dei contatti preliminari tra Washington e Teheran su un accordo per limitare il programma nucleare iraniano e la produzione di missili balistici. Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate sulle discussioni interne all’amministrazione americana.
Nelle ultime ore Trump ha rilanciato un ultimatum diretto alla leadership iraniana, invitandola a tornare rapidamente al tavolo dei negoziati per raggiungere un’intesa “equa e giusta” che escluda in modo definitivo lo sviluppo di armi nucleari. Secondo il presidente, il tempo a disposizione di Teheran sarebbe ormai limitato.
Tra le opzioni prese in considerazione per un nuovo attacco contro l’Iran, Trump starebbe valutando raid aerei statunitensi contro siti nucleari, infrastrutture governative e figure di vertice della sicurezza iraniana ritenute responsabili della repressione dei manifestanti. Al momento, spiegano le fonti, non è stata presa alcuna decisione definitiva, ma la Casa Bianca ritiene che il ventaglio delle opzioni militari si sia ampliato rispetto alle scorse settimane.
Un ruolo chiave è giocato dal rafforzamento della presenza militare Usa nella regione. Il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln è entrato nell’Oceano Indiano all’inizio della settimana e sta continuando ad avvicinarsi all’area mediorientale, dove potrebbe supportare eventuali operazioni militari o garantire la protezione degli alleati regionali degli Stati Uniti.
All’inizio del mese Washington e Teheran avevano scambiato messaggi indiretti, anche attraverso canali diplomatici omaniti, e tramite contatti tra l’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. I colloqui miravano a evitare un’escalation militare dopo le minacce di intervento formulate dal presidente americano.
Secondo una fonte citata dalla Cnn, si era ipotizzato anche un incontro diretto, che però non si è mai concretizzato. Le trattative non sono mai entrate in una fase formale, soprattutto dopo l’inasprimento delle dichiarazioni di Trump negli ultimi giorni, che ha di fatto congelato ogni canale negoziale.
Sul fronte europeo, l’Alta rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas ha annunciato che al Consiglio Affari Esteri di Bruxelles si discuterà dell’inserimento della Guardia rivoluzionaria iraniana nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una designazione che, secondo Kallas, collocherebbe i Pasdaran “allo stesso livello di Al Qaeda, Hamas e Daesh”, aumentando ulteriormente la pressione internazionale su Teheran mentre Trump valuta un nuovo attacco contro l’Iran.
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(con fonte AdnKronos)
