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Russia e disinformazione, la tendenza attuale



Russia e disinformazione, la tendenza attuale

“Tra le tendenze emerse più di recente” il bollettino sulla minaccia ibrida registra “un’inversione di trend della disinformazione russa che ha subito un forte rallentamento nella sua intensità e l’adozione di una postura difensiva”. E’ quanto si legge nel documento, di 7 pagine, desecretato oggi su indicazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Franco Gabrielli. Tra le tendenze recenti, il bollettino rileva anche “un generale rallentamento nelle attività di influenza cinesi.

Telegram, dove proliferano gruppo e canali “con profili di contiguità con i movimenti antisistema no-vax/no-greenpass”, ma anche la “piattaforma Facebook” e il “social media Twitter”, che “si conferma cassa di risonanza per fake news e propaganda”. E’ qui che viaggia la disinformazione filo-russa, stando a quanto riportato dal bollettino.

“Tra i momenti più significativi osservati nel periodo in esame – si legge nel documento – spicca l’intervista rilasciata dal ministro degli Affari esteri russo Lavrov a ‘ZonaBianca’, che ha catalizzato a lungo il dibattito sulle principali piattaforme social (e non solo su queste), nel cui ambito diversi passaggi dell’intervento sono stati ripresi e strumentalizzati in chiave disinformativa”.

LE PAROLE DEL SOTTOSEGRETARIO GABRIELLI DURANTE CONFERENZA STAMPA

“Ognuno di noi ha una storia e una credibilità che parte non da ora e talune insinuazioni rischiano di essere lesive delle storie di chi, nel bene o nel male, cerca di servire il Paese”. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Franco Gabrielli, nella conferenza stampa indetta sul cosiddetto bollettino sulla disinformazione russa. “Non esiste nessun Grande Fratello o Spectre in Italia, non si investiga sulle opinioni” ma i riflettori sono accesi “sulla circolazione di fake news”, aggiunge Gabrielli, collegato da remoto a causa della positività al covid.

Per Gabrielli “c’è una mano solerte dietro la diffusione del bollettino“, “un fatto gravissimo” e rispetto al quale “nulla resterà impunito, credo che lo dobbiamo al Paese”, assicura il sottosegretario, continuando: “La disinformazione è figlia della minaccia ibrida” e il tavolo istituito nel 2019 e coordinato dal Dis non porta avanti “un’attività iniziata con la guerra in Ucraina, ma prima della pandemia, su sollecitazione della Ue e dei partner atlantici affinché i Paesi alleati si dotassero di sistemi di monitoraggio della minaccia ibrida”.

Il Bollettino sulla disinformazione russa non attiene alla sicurezza nazionale “ma a salvaguardare le persone che sono citate nei documenti”, ha poi spiegato precisando che con “due fugaci riferimenti a persone” non è possibile “sostenere che questa attività abbia a che fare con le opinioni dei cittadini di questo Paese”. Dunque il termine “riservato è proprio il minimo sindacale e risponde all’esigenza di tutelare le persone che sono coinvolte”.

“Con riferimento all’ex presidente della commissione Esteri Petrocelli, che si è sentito giustamente leso da questa vicenda” della cosiddetta lista anti-Putin “vorrei rassicurarlo che il suo nominativo non compare in nessun tipo di investigazione, così come non esistono i nominativi che sono stati fatti dal giornale e presenti anche nel bollettino: un conto è riportare dichiarazioni, un conto svolgere approfondimenti e investigazioni”, puntualizza quindi Gabrielli in conferenza stampa.

“Un conto è riportare dichiarazioni e un conto è svolgere approfondimenti e investigazioni che ovviamente presupporrebbero la definizione di ‘liste di proscrizione’ su cui voglio sgombrare il campo da qualsiasi possibile equivoco”, aggiunge.

Il “report, il bollettino” sulla disinformazione, ne  era a conoscenza dello staff” del presidente del Consiglio Mario Draghi, “i 4 bollettini da febbraio non avevano mai evidenziato particolari significative emergenze e sono state da me rappresentate specificamente al presidente del Consiglio. Il report è lo stesso che è stato trasmesso al Copasir. E’ stato protocollato il 3 di giugno e il Copasir lo ha ricevuto il 6″, spiega rispondendo alle domande dei cronisti in conferenza stampa.

A chi gli chiede se goda ancora della fiducia del premier, “credo che questa domanda vada posta al presidente del Consiglio – risponde Gabrielli -, ma avendo quotidiani rapporti con il presidente Draghi non ho percepito particolari criticità”.

La fuga di notizie sul bollettino prodotto dal tavolo coordinato dal Dis, “impone delle riflessioni, se il prezzo è così alto va fatta una riflessione sull’utilità“, spiega, rispondendo a un’altre domanda.

“Il documento – continua il sottosegretario – non è arrivato ai giornalisti perché sceso dal cielo, è stato editato il 3 giugno e quindi le stesse tempistiche fanno ritenere che ci sia stata qualche mano solerte. È una cosa gravissima non tanto per il livello delle informazioni che vengono rese, ma per il fatto stesso che è un documento classificato e che doveva rimanere nell’ambito della disponibilità degli operatori, è una cosa gravissima e che ha creato grande discredito”.

(AdnKronos)

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