Prestito Ue a Ucraina dagli asset russi congelati: vertice decisivo
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Il Consiglio Europeo discute il prestito Ue all’Ucraina dagli asset russi congelati: divisioni politiche, rischi finanziari e nodo unanimità
Prestito Ue a Ucraina dagli asset russi congelati, il summit parte in salita – Il prestito Ue a Ucraina dagli asset russi congelati è il punto centrale del Consiglio Europeo che si riunirà domani, giovedì 18 dicembre, a Bruxelles per decidere come finanziare Kiev nei prossimi due anni. Un vertice che si preannuncia complesso, segnato da divisioni politiche, timori finanziari e incognite giuridiche.
La proposta sul tavolo riguarda il cosiddetto prestito di riparazione, costruito sui beni della Banca centrale russa congelati nell’Unione europea, per un valore complessivo di circa 210 miliardi di euro. Di questi, 185 miliardi sono custoditi presso Euroclear, infrastruttura finanziaria belga cruciale per la compensazione e la custodia dei titoli a livello globale.
Prestito Ue a Ucraina: le resistenze tra gli Stati membri
I Paesi che hanno espresso perplessità sul prestito Ue a Ucraina dagli asset russi congelati sono almeno sette. Il Belgio è contrario fin dall’inizio, essendo lo Stato più esposto in caso di contenziosi o instabilità finanziaria. Italia, Bulgaria e Malta hanno sostenuto il congelamento semi-permanente dei beni russi, ma hanno allegato una dichiarazione chiedendo soluzioni alternative e meno rischiose.
Restano su posizioni critiche anche Ungheria e Slovacchia, mentre la Repubblica Ceca, con il nuovo premier Andrej Babiš, ha già chiarito che Praga non intende contribuire alle garanzie necessarie affinché il prestito non assomigli a una confisca.
Il fragile equilibrio politico del Consiglio Europeo
Secondo fonti Ue, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa considera “ideale” un accordo a 27, ma realisticamente punta a un’intesa a 26, data l’opposizione certa dell’Ungheria. L’alternativa proposta dalla Commissione, un prestito basato sull’headroom del bilancio Ue sul modello Next Generation EU, richiede però l’unanimità, che al momento non c’è.
Il nodo è anche politico. In Germania, con l’AfD in testa ai sondaggi, il cancelliere Friedrich Merz non può permettersi di sostenere nuovo debito europeo per finanziare l’Ucraina. Non a caso, l’idea di emettere debito Ue è stata di fatto accantonata.
I rischi finanziari e il ruolo chiave di Euroclear
Uno degli aspetti più delicati del prestito Ue all’Ucraina dagli asset russi congelati riguarda la struttura finanziaria dell’operazione. I titoli previsti sarebbero infruttiferi, quindi privi di interessi, per evitare qualsiasi somiglianza con gli Eurobond, da sempre osteggiati da Berlino.
In uno scenario estremo, Euroclear non potrebbe utilizzare questi titoli per ottenere liquidità dalla Bce, con il rischio – remoto ma non nullo – di una crisi sistemica. La Commissione assicura però di aver ridotto i rischi al minimo e parla di “evoluzioni positive” sulla partecipazione di tutti gli asset russi congelati, inclusi quelli detenuti in altri Paesi.
Prestito Ue a Ucraina: tempi stretti e ipotesi alternative
Per Antonio Costa è “indispensabile” che una decisione venga presa questa settimana, anche a costo di prolungare il summit oltre una sola giornata. Non è esclusa la possibilità di trattenere i leader a Bruxelles fino a sabato 20 dicembre.
Resta sullo sfondo anche l’ipotesi di un prestito-ponte, utile a garantire liquidità temporanea a Kiev in attesa di sviluppi negoziali. Tuttavia, il prestito Ue all’Ucraina dagli asset russi congelati resta l’opzione favorita da una larga maggioranza degli Stati membri.
Gli altri dossier del vertice
Accanto all’Ucraina, il Consiglio Europeo discuterà dell’allargamento dell’Ue, con il Montenegro in posizione avanzata, e del futuro Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Spazio anche alla geoeconomia, con particolare attenzione alla nuova postura protezionistica degli Stati Uniti di Donald Trump e al controverso accordo Ue-Mercosur, fortemente contestato dalla Francia.
Il summit si aprirà con l’intervento della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e un collegamento con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, per poi proseguire, come avvertono fonti Ue, “per tutto il tempo necessario”.
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(con fonte AdnKronos)
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