Tentativo di evasione a Sollicciano per Vasile Frumuzache, accusato dell’omicidio di due escort
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Il detenuto romeno ha tentato di scavalcare i muri del carcere durante l’ora d’aria. Sventata la fuga grazie all’intervento di un agente. Domani inizia il processo unificato a Firenze
Un tentativo di evasione è stato sventato questa mattina nel carcere di Sollicciano a Firenze. Protagonista Vasile Frumuzache, 32enne romeno accusato degli omicidi di Denisa Maria Adas e Ana Maria Andrei, rispettivamente commessi a Prato nel 2025 e a Montecatini Terme nel 2024. Secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp, Frumuzache ha cercato di scavalcare il muro dei passeggi e quello di cinta usando una corda improvvisata con lenzuola.
L’unico agente di pattuglia, impegnato in un giro di ronda in auto lungo il perimetro del carcere, ha bloccato il detenuto e lo ha ricondotto in cella. Canio Colangelo, delegato nazionale Osapp, ha lodato l’intervento dell’agente, evidenziando però le criticità strutturali e organizzative della struttura, soprattutto considerando l’alto livello di sorveglianza richiesto per Frumuzache.
La tentata evasione arriva alla vigilia del processo unificato sulle due uccisioni, che si aprirà domani davanti alla Corte d’Assise di Firenze. Lo scorso 15 gennaio, la Corte aveva disposto la riunificazione dei procedimenti delle procure di Prato e Pistoia, riconoscendo la continuità tra i delitti. A sostenere l’accusa sarà la Procura di Prato, poiché il fascicolo pratese è stato depositato per primo.
Gli omicidi hanno profondamente scosso l’opinione pubblica. Ana Maria Andrei, 27 anni, fu uccisa nell’agosto del 2024 a Montecatini Terme. Maria Denisa Paun, 30 anni, fu assassinata tra il 15 e il 16 maggio 2025 a Prato all’interno del residence Ferrucci. Dopo la denuncia della madre, le indagini portarono all’arresto di Frumuzache, che confessò i delitti, fornendo successivamente dettagli inquietanti sulla decapitazione e l’occultamento dei corpi.
Le indagini hanno sfruttato anche il GPS dell’auto dell’imputato e il ritrovamento dei telefoni delle vittime. La Procura di Prato non esclude che Frumuzache possa aver agito con complici non identificati. Il rinvio a giudizio per l’omicidio di Maria Denisa Paun è stato motivato dal presunto ricatto subito dall’imputato, mentre il movente per l’uccisione di Ana Maria Andrei resta ignoto. La Procura continua a indagare su eventuali altri episodi collegati.
Nell’aula bunker di Santa Verdiana a Firenze erano presenti i familiari delle vittime, tra cui la madre di Maria Denisa Paun e Valentina, sorella di Ana Maria Andrei, costituite parte civile insieme ai genitori e al fratello della seconda vittima.
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(con fonte AdnKronos)
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