Usa incriminano i leader di Hamas per terrorismo e omicidio di cittadini americani
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Washington accusa i vertici di Hamas di complotto, uso di armi di distruzione di massa e supporto materiale a un’organizzazione terroristica. Un atto d’accusa dettagliato accompagna le trattative per il cessate il fuoco
Gli Stati Uniti hanno formalmente accusato i leader di Hamas di gravi crimini, tra cui complotto per fornire supporto materiale a un’organizzazione terroristica, omicidio di cittadini americani e uso di armi di distruzione di massa. Questo atto d’accusa, reso pubblico mentre i diplomatici statunitensi cercano di mediare un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, è rivolto contro Yahya Sinwar, attuale leader di Hamas, e altri esponenti chiave del gruppo.
L’accusa riguarda anche Ismail Haniyeh, ex leader politico di Hamas assassinato a Teheran lo scorso luglio, Mohammed Deif, comandante militare che Israele sostiene di aver eliminato in un’operazione nella Striscia di Gaza a metà luglio, e Marwan Issa, vice comandante del braccio armato di Hamas, ucciso a marzo in un’altra operazione israeliana.
Tra i sei leader di Hamas incriminati dagli Stati Uniti, Khaled Meshal, capo dell’ufficio della diaspora di Hamas, e Ali Baraka, responsabile delle relazioni estere del gruppo, sarebbero gli unici ancora in vita oltre a Sinwar. L’atto di accusa, depositato presso la corte federale di New York, fa riferimento all’attacco del 7 ottobre in Israele e descrive un complotto iniziato nel 1997 per “uccidere cittadini degli Stati Uniti”. In particolare, il Dipartimento di Giustizia sta indagando sull’uccisione del 23enne israelo-americano Hersh Goldberg-Polin, il cui corpo è stato recentemente ritrovato nella Striscia di Gaza.
Merrick Garland, attorney general degli Stati Uniti, ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna fermamente le azioni di Hamas durante l’attacco del 7 ottobre 2023, descrivendo l’omicidio di civili, comprese intere famiglie, e l’uso della violenza sessuale contro le donne come armi di terrore.
Le leggi statunitensi permettono al Dipartimento di Giustizia di perseguire cittadini stranieri per l’uccisione di americani all’estero, e Garland ha confermato che l’indagine proseguirà fino a quando i responsabili non saranno assicurati alla giustizia. Il portavoce del Dipartimento di Stato, Matthew Miller, ha inoltre ribadito l’impegno del governo statunitense nel riportare a casa gli americani ancora prigionieri e nel punire i colpevoli dell’omicidio di Goldberg-Polin.
Sul fronte diplomatico, secondo il Wall Street Journal, i negoziatori statunitensi e internazionali stanno finalizzando una bozza di accordo per il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi, che includerebbe “la maggior parte” delle richieste di Hamas. Tuttavia, le stesse fonti indicano che Hamas resta il principale ostacolo alla conclusione dell’accordo, nonostante le numerose concessioni fatte da Israele.
I negoziati proseguiranno con un’analisi approfondita della cosiddetta “proposta-ponte” presentata il mese scorso, con particolare attenzione agli scambi tra ostaggi e prigionieri palestinesi, ai possibili fattori di riaccensione delle ostilità e alla durata della presenza delle forze israeliane lungo la Philadelphi Route, al confine tra Gaza e l’Egitto, per impedire a Hamas di contrabbandare armi.
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(con fonte AdnKronos)
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