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Le recenti manovre militari del generale Khalifa Haftar in Libia sollevano preoccupazioni globali. La Missione ONU e i governi occidentali chiedono di evitare l’escalation e promuovere il dialogo

La Libia è al centro di un crescente stato di allerta dopo la recente mobilitazione delle truppe del generale Khalifa Haftar. La Missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) ha espresso preoccupazione per il rafforzamento militare nelle regioni del sud e dell’ovest del Paese, esortando tutte le parti a mantenere la “massima moderazione” e a evitare provocazioni che potrebbero provocare un’escalation.

Unsmil ha accolto positivamente gli sforzi in corso per la de-escalation e ha sollecitato un “comunicazione e coordinamento” tra le forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) di Haftar e il governo di unità di Tripoli, riconosciuto a livello internazionale. L’agenzia ha deplorato la coincidenza dell’escalation con l’84esimo anniversario della fondazione dell’Esercito libico, sottolineando l’importanza di avere istituzioni militari e della sicurezza unificate e professionali.

Mercoledì scorso, le forze di Haftar hanno annunciato un dispiegamento nelle regioni del sudovest del Paese, dove si sono scontrate con gruppi armati coinvolti nel contrabbando. Fonti militari indicano che il contingente include mercenari russi del Gruppo Wagner, con l’obiettivo di garantire il movimento delle forze verso il nord del Mali, dove si sono verificati recenti scontri con i ribelli tuareg.

Il governo di Tripoli ha innalzato il livello di allerta, ordinando alla forza di operazioni congiunte di presentarsi immediatamente ai propri quartier generali per contrastare eventuali attacchi. Secondo fonti locali, le truppe sono dirette verso il confine sudoccidentale per una missione di sicurezza nel deserto e per la sorveglianza delle frontiere, ma l’operazione non ha specifici obiettivi.

Osservatori ritengono che la mobilitazione di Haftar possa preludere a una nuova offensiva su Tripoli e temono che la conquista di Gadames, vicino ai confini con Tunisia e Algeria, potrebbe portare alla fine del cessate il fuoco del 2020. Haftar, già controllore dell’est e del sud della Libia, opera in un Paese frammentato dalla caduta di Gheddafi.

Gli Stati Uniti e i Paesi europei hanno espresso preoccupazione per i movimenti militari nel sudovest libico e hanno fatto appelli alla moderazione. Una dichiarazione congiunta delle ambasciate di Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti sottolinea come tali movimenti possano portare a un’escalation e a scontri violenti, esortando le forze di sicurezza a est e a ovest a intensificare la cooperazione per proteggere i confini e la sovranità libica.

La delegazione dell’Unione Europea a Tripoli ha espresso preoccupazione per la recente mobilitazione, avvertendo che l’uso della forza potrebbe minare la stabilità e il cessate il fuoco del 2020. L’UE ha invitato tutte le parti a dialogare per prevenire ulteriori divisioni e a sostenere il processo politico inclusivo a guida libica.

Nel frattempo, almeno nove persone sono morte e altre 16 sono rimaste ferite negli scontri tra gruppi armati rivali nella città di Tajoura, nel distretto di Tripoli, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Lana.

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(con fonte AdnKronos)

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