Connect with us

In Evidenza

Draghi difende riapertura scuole: “Dad crea disuguaglianze”




Tace sul Quirinale, stoppando i cronisti ancor prima di sottoporsi alle loro domande. Ma si scusa per i ritardi di una conferenza stampa che in molti attendevano giovedì scorso, quando il governo ha varato la nuova stretta obbligando gli over 50 – lavoratori e non – a vaccinarsi: “Ho sottovalutato le attese e di questo mi scuso”. Mario Draghi, in una conferenza stampa attesissima, ‘bastona’ i no vax ancora una volta: “gran parte dei problemi che abbiamo dipende da loro”, dagli ‘irriducibili’ che si ribellano alla somministrazione, a volte al costo della vita. Ricorda più volte, con il ministro Roberto Speranza, che due terzi dei posti nelle terapie intensive sono occupati da loro, artefici di una scelta controcorrente a cui tutti gli italiani sacrificano ogni giorno una parte della loro libertà.

Rivendica a gran voce, il presidente del Consiglio, la riapertura delle scuole, senza ritardi e senza rinvii: i ragazzi in classe da oggi, come da calendario. A nulla sono valse le proteste copiose dei presidi, del fronte dei governatori capeggiato da Vincenzo De Luca, ma anche di alcuni virologi che chiedevano qualche settimana di riposo in più per evitare un’impennata di contagi da qui a due settimane. A chi gli domanda se non si corra questo rischio – con la conseguenza di un ritorno alla Dad generalizzato -, Draghi risponde netto, ricordando come la didattica a distanza crei disuguaglianze. E come i ragazzi abbiano pagato alla pandemia un prezzo troppo alto, per questo vanno protetti.

“La scuola è fondamentale per la democrazia – rimarca il premier – va tutelata, protetta, non abbandonata. Il governo ha la priorità che la scuola stia aperta in presenza. Basta vedere gli effetti della diseguaglianza tra gli studenti causati dalla Dad per convincersi che questo sistema scolastico provoca delle diseguaglianze destinate a durare, che si riflettono su tutto il futuro della loro vita lavorativa, anche sul futuro lavorativo e salariale. Si chiede agli studenti di stare a casa e poi la sera vanno in pizzeria: non ha senso chiudere la scuola prima del resto, non ci sono motivi per farlo. Bisogna respingere un ricorso generalizzato alla Dad. I ragazzi nel pomeriggio fanno sport, e vedono gli amici, quindi non ha senso chiudere le scuole”.

La scelta del governo, ricorda poi il presidente del Consiglio, è in linea con quella degli altri grandi Paesi europei. E sembra voler marcare la differenza con l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte quando, rispondendo a una domanda, rimarca: “Si dice ‘Draghi non decide più’. Stiamo dimostrando che la scuola aperta è una priorità e questo non è il modo con cui il problema veniva affrontato in passato”. Dalla sua, i numeri: “In media ci sono stati 65 giorni di scuola regolare persa rispetto a una media dei Paesi più ricchi del mondo dove la didattica non in presenza è stata di 27 giorni, quindi il triplo. In alcune città i giorni di scuola in presenza sono stati solo 42 in un anno. Non vogliamo fare più così, vogliamo fare che l’Italia resti aperta con tutte le cautele necessarie”.

“E’ vero i decreti si sono succeduti con grande frequenza – riconosce – In parte è la complessità della materia, in parte è perché il quadro che si sta costruendo è diverso rispetto a quello che c’era quando la pandemia era più grave. Bisogna colpire il virus, vaccinare e nello stesso tempo cercare di non fare come forse si era obbligati nell’anno precedente tenendo chiuso tutto. Vogliamo l’Italia aperta“, l’obiettivo che guida l’azione del governo e Draghi ripete come un mantra.

Quanto alle fibrillazioni che hanno accompagnato il via libera all’ultimo decreto, “in una maggioranza molto grande come quella che caratterizza questo governo – spiega Draghi – è importante accettare la diversità di vedute, non la mediazione a tutti i costi. Per alcuni provvedimenti però l’unanimità è importante”, e deve sempre concretizzarsi “in una soluzione che abbia un senso. Per Draghi, “la diversità di opinioni, le divergenze non sono mai state di ostacolo all’azione di governo“, quel che conta “è la voglia di lavorare insieme, finché c’è quella il governo va avanti bene”.

(AdnKronos)

LE ULTIME NOTIZIE

Conference League: è della Roma che batte in finale Feyenoord 1-0


La Roma batte il Feyenoord 1-0 nella finale di Conference League a Tirana e conquista il trofeo continentale. I giallorossi...
Read More
Conference League: è della Roma che batte in finale Feyenoord 1-0

Sanzioni Russia, stretta Ue: violarle diventi reato comunitario


Stretta della Commissione europea per rendere più efficace l'attuazione delle sanzioni Ue alla Russia. L'esecutivo comunitario propone da un lato...
Read More
Sanzioni Russia, stretta Ue: violarle diventi reato comunitario

Sparatoria Texas, su Facebook killer aveva annunciato strage


Il killer di Uvalde in Texas aveva annunciato con un post su Facebook l'intenzione di compiere una strage nella scuola....
Read More
Sparatoria Texas, su Facebook killer aveva annunciato strage

Mariupol rasa al suolo dopo assedio, come tenta di riprendere vita la città VIDEO


Passeggiando per le vie di Mariupol, in queste ore, sembra di sentirsi osservati da centinaia di occhi neri e inquietanti....
Read More
Mariupol rasa al suolo dopo assedio, come tenta di riprendere vita la città VIDEO

Ruby ter, pm Milano chiede condanna a 6 anni per Berlusconi e 5 per Karima


La procura di Milano ha chiesto 28 condanne, comprese quelle di Silvio Berlusconi (6 anni) e Karima 'Ruby' El Mahroug...
Read More
Ruby ter, pm Milano chiede condanna a 6 anni per Berlusconi e 5 per Karima

Il lavoro nei cimiteri va considerato mestiere usurante


Lavorare nei cimiteri come necroforo e come operatore cimiteriale è un lavoro usurante e come tale va inserito nel relativo...
Read More
Il lavoro nei cimiteri va considerato mestiere usurante

Per salvare la lontra al via un nuovo monitoraggio


Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Lontra, specie-simbolo degli habitat di acque dolci. Dopo aver rischiato, nel secolo scorso,...
Read More

Calcio: scontri a Tirana ieri, espulsi e rimpatriati 80 tifosi Roma


Rimpatriati dall'Albania in Italia circa 80 tifosi della Roma dopo gli scontri alla vigilia della finale di Conference League in...
Read More
Calcio: scontri a Tirana ieri, espulsi e rimpatriati 80 tifosi Roma

Le ultime da… Bonvivre

Tutte le ultime news dal nostro giornale tematico BONVIVRE su arte, cultura, tempo libero e stile di vita...

di tendenza

Pin It on Pinterest

Condividi - Share This

Condividi questo post con i tuoi amici - Share this post with your friends