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”Atteso l’elevato numero dei soggetti coinvolti, tra cui anche minori, le caratteristiche dell’area, la consistente presenza di automezzi, veniva valutato opportuno avviare da subito un’attività dissuasiva e di pressione sui partecipanti ravvisando invece come controindicata un’azione di forza”. Lo dice la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese nel corso dell’informativa alla Camera sul rave di Viterbo.

“Lo sgombero dell’area con il ricorso a mezzi speciali, come idranti e lacrimogeni, attesa la conformazione rurale con la presenza di stoppie, facilmente incendiabili, e dove c’erano sistemi elettrici precari avrebbero potuto determinare rischi di ordine pubblico e pericoli per l’incolumità”, aggiunge Lamorgese, ricordando che in nessuno dei rave simili a quello di Viterbo che ci sono stati nel 2018 e nel 2019 ”si è deciso di intervenire con la forza”.

”E’ bene chiarire che gli eventi e i fatti locali che rientrano nella sfera dell’ordine e della sicurezza pubblica rimangono nella piena responsabilità decisionale dei prefetti e dei questori”, evidenzia la ministra. Tuttavia, ”le valutazioni emerse nei comitati sono state ampiamente condivise dal dipartimento della Pubblica sicurezza, che in simili evenienze opera in supporto delle autorità provinciali proprio in ragione delle gravi conseguenze che avrebbe potuto comportare l’uso della forza, e io stessa ho seguito passo passo il corso della vicenda rapportandomi con il capo della polizia, il prefetto e il sindaco di Viterbo e ho ritenuto che la scelta operativa non avesse alternative”.

”Il 13 agosto alle 20.45 agosto scorso in via Aurelia tra Livorno e Cecina è stato controllato un gruppo di circa 40 camper con a bordo una cinquantina di persone che, seppure sollecitati, non hanno fornito indicazioni sul luogo dove erano diretti limitandosi a dire di essere diretti al Sud -spiega ancora la titolare del Viminale-. Sui camper non veniva riscontrata la presenza di materiali o strumenti per la diffusione sonora. Non emergendo evidenze di forme di illegalità che legittimassero misure restrittive o di carattere cautelare, non sarebbe stato possibile adottare provvedimenti che ne avrebbero potuto impedire giustificatamente il proseguimento del viaggio”.

“Al controllo alcune delle persone fermate sono risultate gravate da precedenti di polizia per invasione di terreni o edifici, reato che è tipicamente oggetto di contestazione nei confronti di organizzatori e partecipanti al rave party”, aggiunge la ministra, precisando che ”i rinforzi inviati sul luogo del rave ammontano complessivamente a 900 unità tra il 14 e il 19 agosto, nella sola giornata conclusiva erano presenti sul sito 300 unità”.

”I servizi di controllo e cinturazione hanno avuto l’effetto di scongiurare che nell’area prescelta venisse a concentrarsi un numero di persone ben superiore ai 4mila, ipotizzato fino a 30mila come emerge da confidenze raccolte dalle forze di polizia tra gli stessi partecipanti”, rileva Lamorgese.

Durante l’informativa, la ministra è stata interrotta più volte. “Ci sono dei modi ordinati di stare in aula e questo non è un modo ordinato”, è il richiamo fatto all’aula dal presidente della Camera, Roberto Fico. “Dovete rispettare l’aula perché gli altri colleghi stanno ascoltando il ministro, dopo farete i vostri interventi”.

Dai banchi di Fratelli d’Italia arriva poi la richiesta di dimissioni: “Ci aspettavamo un atteggiamento diverso, meno omissivo, un’assunzione piena di responsabilità da parte sua – rimarca il capogruppo di Fdi alla Camera, Francesco Lollobrigida-. Oggi lei ha dimostrato quello che vale come ministro e questa maggioranza si è mostrata com’è: divisa su questi temi. E allora prenda atto del suo fallimento e si dimetta”.

Critiche alla ministra anche dalla Lega: “Noi siamo entrati in questo governo per vedere una discontinuità e non per assistere da spettatori a quello che non ci piaceva nel governo precedente. Ministro, cambi rotta perché diversamente così non possiamo andare avanti”, le parole del leghista Riccardo Molinari.

(AdnKronos)

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