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Medio Oriente: aggiornamento news sul nuovo conflitto Israelo-Palestinese




Prima che arrivasse l’alba di questo lunedì 17 maggio 2021, gli aerei dell’aviazione con la Stella di David, hanno colpito a Gaza le abitazioni dei leader di Hamas, distruggendo gli edifici. Intanto sono più di 3000 i razzi sparati dalla Striscia verso il sud e il centro di Israele, dall’inizio di questo nuovo conflitto. https://www.liberoreporter.it/2021/05/primo-piano/israele-bombarda-al-mattino-le-case-dei-leader-di-hamas-3100-razzi-sparati-da-gaza.html

16 maggio – Una nuova notte di razzi da Gaza verso Israele e una incessante attività di bombardamento da parte dell’esercito con la Stella di David, non lascia trasparire al momento alcuna possibilità che si possa fermare il conflitto. Israele non si fermerà fino a quando non avrà neutralizzato tutte le possibili minacce contro il suo territorio. Oltre 2900 razzi sparati da Hamas.

Continua lo scontro fra Israele e i palestinesi. Nella notte Hamas ha lanciato una pesante offensiva con razzi da Gaza verso Israele, in particolare verso il centro e il sud del Paese. Le sirene d’allarme sono suonate in mattinata ad Ashdod e Ashkelon, scrivono i media israeliani. Due razzi sono esplosi a Netivot, uno dei quali vicino ad un supermercato. Secondo la polizia non hanno provocato danni o feriti.

Dall’inizio del nuovo inasprimento del conflitto, sono 2.900 i razzi lanciati da Gaza verso Israele. Tra questi, 450 non hanno superato il territorio della Striscia di Gaza per difetti di fabbricazione o di lancio e altri 1.150 sono stati intercettati dal sistema di difesa contraerea israeliano Iron Dome. Lo ha reso noto il portavoce dell’esercito israeliano, aggiungendo che, solo nelle ultime 24 ore, Israele ha colpito a Gaza “90 obiettivi di Hamas e della Jihad Islamica”.

I morti palestinesi a Gaza sono saliti a 181, dei quali 52 sono minorenni e 31 donne. Lo ha reso noto il ministero della Salute di Gaza che parla anche di 1.225 feriti. Il bilancio potrebbe ancora salire perché “le squadre di emergenza stanno ancora lavorando per estrarre le persone intrappolate e i morti sotto le macerie” dopo gli ultimi raid israeliani, afferma il ministero, citato dai media israeliani.

Una serie di pesanti bombardamenti sono arrivati da parte dell’esercito israeliano. Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver colpito stamane nella Striscia di Gaza 11 postazioni per il lancio di razzi a Shejaiyah e Khan Younis, oltre ad una cellula di Hamas a Khan Yunis dalla quale venivano lanciati razzi. Lo riferiscono i media israeliani.

I rabbini ultraortodossi Chaim Kanievsky e Gershon Edelstein hanno esortato gli ebrei ad evitare il Muro del Pianto durante il fine settimana per motivi di sicurezza legati all’escalation del conflitto in atto, nonostante sia il weekend in cui si festeggia Shavuot, che celebra la consegna delle Tavole della Legge al popolo ebraico. I due leader ultraortodossi hanno scritto in una lettera congiunta sottolineando che il rischio è troppo grande e tutti sono tenuti ad astenersi da “atti di provocazione”. Lo riporta il Jerusalem Post che sottolinea anche come il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu abbia annunciato per oggi, nonostante il giorno coincida con la vigilia della festa ebraica di Shavuot, che resterà chiusa ai fedeli ebrei tutta l’area del Monte del Tempio (la Spianata delle Moschee per gli arabi), come è già stato per tutto il mese di Ramadan.

“Dio aiuti il popolo di Gaza. Negli ultimi 45 minuti il bombardamento più pesante vicino all’edificio con i nostri uffici dell’Unrwa”. Così, intorno all’1 di questa notte, Matthias Schmale, direttore dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), dava conto del massiccio attacco israeliano su Gaza City che ha sfiorato anche la sede dell’agenzia Onu.

Idf: Gaza rimarrà oggi senza elettricità

La Striscia di Gaza dovrebbe rimanere oggi senza elettricità, secondo le stime dell’esercito, in giornata finiranno le scorte di combustibile per alimentare i generatori. Il portavoce Hidai Zilberman aveva già fatto questa previsione giovedì e oggi l’ha riconfermata, scrive Times of Israel. Il combustibile per i generatori arrivava attraverso il valico di Kerem Shalom, che è stato chiuso lunedì dagli israeliani quando sono iniziate le ostilità. Inoltre gli israeliani affermano che alcuni razzi sparati da Hamas hanno danneggiato le linee elettriche all’interno della Striscia. Già nei giorni scorsi l’erogazione dell’elettricità si era ridotta a quattro-cinque ore al giorno con conseguenze anche sulle pompe per la distribuzione dell’acqua potabile.

“Ieri abbiamo preso di mira un’importante base operativa per le informazioni militari di Hamas nella Torre di Al Jala a Gaza”, ha scritto in un post su Twitter l’esercito israeliano che spiega i motivi della distruzione della torre dei media di Gaza, dove avevano sede anche le redazioni locali dell’agenzia Associated Press e di Al Jazeera.

Secondo l’esercito di Israele, nella base ospitata nella torre sono state raccolte “informazioni per gli attacchi contro Israele”, prodotte armi e posizionate attrezzature per ostacolare le operazioni dell’esercito. “Abbiamo avvertito i civili nell’edificio del nostro attacco preoccupati per la loro sicurezza e abbiamo dato loro abbastanza tempo per evacuare l’edificio in sicurezza. Hamas e la Jihad islamica hanno utilizzato questo tempo per portare le loro cose fuori dall’edificio”. Ma, aggiunge l’esercito, “eravamo disposti a pagare quel prezzo per non danneggiare alcun civile”.

“Hamas sceglie di nascondersi tra i civili mentre effettua attacchi contro Israele. Questa scelta non garantisce ai terroristi di Hamas l’immunità dagli attacchi dell’esercito israeliano. Continueremo a operare per difendere il popolo di Israele”, conclude il tweet in tre parti postato stamattina.

Alti funzionari della Difesa israeliana premono sul primo ministro Netanyahu e il ministro della Difesa Benny Gantz perché si cominci a lavorare ad una tregua che metta fine alle operazioni militari a Gaza, dato che l’esercito ritiene di aver raggiunto la maggior parte dei suoi obiettivi. Lo scrive il Jerusalem post.

Netanyahu: “Ci aspettano giorni non facili”

“Ci aspettiamo giorni non facili, ma saremo uniti e forti”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Dobbiamo ricordare e dirci questo: abbiamo ragione e non possiamo venire a patti con questo terrore, con questa ferocia, con questa violenza”, ha aggiunto in una dichiarazione riportata dal Times of Israel. Il primo ministro israeliano esorta la popolazione a rimanere vicino ai rifugi antiaerei.

Capo Pentagono chiama Gantz ed esorta a tregua

Il capo del Pentagono Lloyd Austin ha riconosciuto il diritto d’Israele a difendersi ma ha esortato a raggiungere una tregua. E’ quanto è stato reso noto dopo una telefonata fra il ministro della Difesa americano e il suo omologo israeliano Benny Gantz. Austin “ha riaffermato il diritto d’Israele a difendersi” e “fortemente condannato i continui attacchi contro i civili israeliani da parte di Hamas e altri gruppi terroristici”, ma ha anche esortato a raggiungere una tregua e ripristinare la calma, si legge nel comunicato diffuso ieri notte dal Pentagono dopo la telefonata.

Borrell: “Martedì riunione straordinaria ministri Esteri Ue”

L’Alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell ha annunciato oggi la convocazione per martedì di un consiglio straordinario dei ministri degli Esteri sulla crisi in Medio Oriente. “Data l’escalation fra Israele e la Palestina e l’inaccettabile numero di vittime civili, convoco una riunione straordinaria in videoconferenza dei ministri degli Esteri martedì. Ci coordineremo e discuteremo di come l’Ue può meglio contribuire per mettere fine alla violenza in corso”, ha scritto Borrell su Twitter.

Papa: “Grande preoccupazione per Terrasanta, si trovi via dialogo e perdono”

”Seguo con grandissima preoccupazione quello che sta avvenendo in Terrasanta. In questi giorni violenti scontri armati tra la Striscia di Gaza e Israele hanno preso il sopravvento e rischiano di degenerare in una spirale di morte e distruzione. Numerose persone sono rimaste ferite e tanti innocenti sono morti, tra di loro ci sono anche i bambini e questo è terribile, è inaccettabile. La loro morte è segno che non si vuole costruire il futuro ma lo si vuole distruggere”. Lo ha detto Papa Francesco dopo la preghiera del Regina Coeli a piazza San Pietro. ”Il crescendo di odio e violenza che sta coinvolgendo varie città in Israele è un ferita grave alla convivenza pacifica tra i cittadini che sarà difficile rimarginare se non si apre subito il dialogo.- Mi chiedo: l’odio e la vendetta dove porteranno? Davvero pensiamo di costruire la pace distruggendo l’altro? In nome di Dio faccio appello alla calma e a chi ha responsabilità di far cessare il frastuono delle armi e di percorrere le vie della pace anche con l’aiuto dell’unità internazionale. Preghiamo affinché israeliani e palestinesi possano trovare la strada del dialogo e del perdono, aprendosi passo dopo passo ad una convivenza tra fratelli. Preghiamo per le vittime, preghiamo per la pace la Regina della pace”.


La notizia della prima ora – Il leader storico di Hamas, Khaled Mashaal, ha annunciato ai media turchi che il movimento islamista palestinese è pronto a un cessate il fuoco, ma non ha ancora ricevuto una risposta in merito da Israele. Lo riporta il ‘Times of Israel’.

Fonti citate dal quotidiano sostengono che crescono le possibilità di un cessate il fuoco. Secondo le fonti c’è un cauto ottimismo sull’entrata in vigore di una tregua tra domani e domenica. Secondo un’altra fonte, l’Egitto sta svolgendo un ruolo di primo piano nelle trattative per una tregua, tenendo contatti con Hamas, il Qatar, gli Usa e altri Paesi, ma non direttamente con Israele.

Nei 40 minuti di intensi bombardamenti condotti la scorsa notte sulla Striscia di Gaza, Israele avrebbe distrutto chilometri di tunnel segreti e ritiene di aver ucciso “decine di terroristi di Hamas”. Lo riporta l’emittente ‘Channel 12’, precisando che le autorità di Tel Aviv sperano che l’operazione, iniziata con il ‘finto’ annuncio dell’inizio di un’operazione di terra, possa aprire una fase “decisiva” nel conflitto in corso. Secondo ‘Channel 12’, l’annuncio dell’operazione di terra ha spinto Hamas a mandare i suoi combattenti nei tunnel e quando l’Aviazione li ha bombardati “i tunnel sono crollati”. Al raid hanno preso parte circa 160 aerei da combattimento e sono state sganciate in totale 450 bombe.

NETANYAHU

”Contro Hamas non è finita”, ma il gruppo è stato ”colpito duramente come avevo detto”, ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video rilasciata dopo gli ultimi raid sulla Striscia di Gaza. “Ho detto che avremmo colpito Hamas e altri gruppi terroristici in modo significativo e lo stiamo facendo”, ha sottolineato il premier israeliano. ”Nell’ultimo giorno abbiamo attaccato obiettivi sotterranei. Hamas pensava di potersi nascondere lì, ma non può”, ha aggiunto.

”I leader di Hamas pensano di poterci sfuggire. Non possono scappare. Possiamo raggiungerli ovunque e lo faremo”, ha proseguito Netanyahu. “Ci hanno attaccato durante le nostre festività”, ha detto facendo riferimento al Jerusalem Day. ”Hanno attaccato la nostra capitale, hanno lanciato missili contro le nostre città, stanno pagando e continueranno a pagare un prezzo molto alto per questo”, ha continuato. “Non è ancora finita. Faremo di tutto per riportare la sicurezza nelle nostre città e per i nostri cittadini”, ha scandito.

Netanyahu ha voluto ringraziare il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Boris Johnson, la cancelliera tedesca Angela Merkel e altri leader che hanno offerto il loro sostegno a Israele: “Hanno difeso il nostro diritto naturale ed evidente di difenderci, di agire per autodifesa contro questi terroristi che attaccano i civili e si nascondono dietro i civili”.

Le Brigate Al-Qassam hanno intanto rivendicato la responsabilità dell’ultima raffica di razzi sparati verso Israele. I miliziani hanno spiegato di aver preso di mira la città di Kiryat Malachi nel sud del Paese. Tuttavia, il luogo più a nord in cui le sirene hanno suonato è stato Kiryat Gat, circa 10 chilometri a nord-est di Kiryat Malachi.

IL BILANCIO DELLE VITTIME

E’ salito a 126 il numero delle persone che sono state uccise e a 950 quelle rimaste ferite da lunedì nei raid israeliani sulla Striscia di Gaza. Questo il bilancio fornito dal ministero della Sanità dell’enclave palestinese, governata da Hamas, come riporta l’emittente Sky News Arabia. Tra le vittime anche 31 bambini e 20 donne, precisano le autorità di Hamas.

Secondo le autorità israeliane, sottolinea il Times of Israel, la maggior parte delle vittime nell’enclave palestinese sono membri di “gruppi terroristici” o persone rimaste uccise da razzi che non hanno raggiunto Israele ma sono caduti all’interno della Striscia. “Hamas conta centinaia di morti”, ha sostenuto un ufficiale israeliano della sicurezza che in dichiarazioni diffuse da Channel 12 ha parlato di “almeno 20 omicidi mirati di esponenti” del movimento “effettuati ieri”.

Sirene di allarme sono scattate ad Ashdod, Sderot, Ashkelon e nella regione di Sha’ar Hanegev, mentre è proseguita l’allerta per la pioggia di razzi lanciati da Gaza in direzione di Israele. I militanti di Hamas da lunedì – quando è iniziata l’escalation – hanno lanciato oltre duemila razzi contro il territorio israeliano. Lo hanno reso noto le Idf, le forze armate dello Stato ebraico, precisando che Iron Dome, il sistema antimissile che protegge il Paese, ne ha intercettati circa un migliaio.

SCONTRI IN CISGIORDANIA, VITTIME

Intanto Hamas ha lodato gli scontri in corso in Cisgiordania tra palestinesi e soldati israeliani, affermando di ”accogliere con favore la vostra rivoluzione”. Abu Obiada, portavoce del braccio armato di Hamas, le Brigate al-Qassam, ha quindi rivolto un appello chiedendo ai palestinesi di “incendiare il terreno sotto i piedi dell’occupante”. Il bilancio degli scontri con le forze israeliane scoppiati in diverse città della Cisgiordania, ha riferito l’emittente ‘Sky News Arabia’, è di 11 palestinesi uccisi e oltre 500 feriti.

GUTERRES

Appello del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, a tutte le parti affinché “cessino immediatamente le ostilità” si legge nel comunicato del portavoce, Stephane Dujarric: “L’escalation militare in corso ha causato grande sofferenza e distruzione. Ha causato decine di vittime civili, inclusi tragicamente molti bambini. I combattimenti hanno il potenziale per causare una crisi umanitaria e di sicurezza incontenibile, e di stimolare ulteriormente l’estremismo, non solo nei Territori palestinesi occupati e in Israele ma in tutta la regione”. Le parti, continua la nota, “devono permettere che si intensifichino gli sforzi di mediazione per porre fine immediatamente al conflitto”.

“L’Onu -sottolinea Guterres- è attivamente coinvolta in tali sforzi, che sono anche cruciali per consegnare gli aiuti umanitari necessari alla popolazione colpita a Gaza”. Solo una soluzione politica sostenibile condurrà a una pace duratura, ha aggiunto Guterres, ribadendo il suo impegno, “anche tramite il Quartetto per il Medio Oriente, a sostenere i palestinesi e gli israeliani nella risoluzione del conflitto, sulla base del diritto internazionale e delle risoluzioni Onu”.

ABBAS

Mahmoud Abbas chiede “all’amministrazione Biden di intervenire immediatamente e velocemente per fermare questa aggressione israeliana in modo che le cose non sfuggano al controllo”. E’ quanto si legge in una dichiarazione dell’ufficio del presidente dell’Autorità palestinese in riferimento ai bombardamenti a Gaza e agli scontri in Cisgiordania. Abbas in particolare ha parlato di “brutali e programmate uccisioni condotte dalle forze di occupazione israeliane”.

BIDEN

“I Palestinesi, anche a Gaza, ed israeliani si meritano in modo uguale di vivere in dignità e sicurezza” afferma Joe Biden nel messaggio per le celebrazioni dell’Eid al Fitr, che chiudono il Ramadan, sottolineando come “la situazione in Terra Santa sta pesando sui musulmani in tutto il mondo, comprese le comunità musulmane negli Stati Uniti”.

“Nessuna famiglia dovrebbe vivere nella paura per la propria sicurezza nella propria casa o nel luogo di culto – prosegue la dichiarazione del presidente americano – noi pensiamo soprattutto ai bambini di queste società che fanno i conti con il trauma provocato da un conflitto molto oltre il loro controllo”. “La mia amministrazione continua a dialogare con i palestinesi, gli israeliani e tutti i partner regionali per lavorare per una calma sostenibile”, conclude Biden.

Israele ha “il diritto di difendersi” dai razzi lanciati dalla Striscia di Gaza, ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, nel corso del consueto briefing con la stampa. “Penso che sia anche importante ricordare alle persone che Hamas è un’organizzazione terroristica”, ha aggiunto Psaki e, ricordando come il popolo palestinese stia “soffrendo” a causa di queste violenze, ha affermato che “non c’è giustificazione” per i “razzi lanciati da Hamas contro le comunità in Israele”. La portavoce ha quindi sottolineato che l’Amministrazione Biden lavora per una “riduzione dell’escalation”.

STRUTTURE UNRWA DANNEGGIATE A GAZA

L’Unrwa, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dell’assistenza dei rifugiati palestinesi, ha segnalato che due strutture usate dall’organizzazione come scuole sono state danneggiate in seguito ai raid israeliani sulla Striscia di Gaza, così come la sede nell’enclave palestinese. In una nota diffusa su Twitter, l’Unrwa spiega che nei bombardamenti sono state danneggiate almeno 29 classi e il perimetro occidentale del compound.

Il 12 maggio, prosegue la nota, il muro della sede dell’Unrwa a Gaza è stato danneggiato dai raid israeliani. ”Non è chiaro se l’edificio dell’Unrwa sia stato colpito direttamente o se il raid fosse così vicino che l’edificio è stato danneggiato. L’intero staff sta bene”, si legge nel comunicato.

L’Agenzia Onu ricorda che, in base a quanto prevede il diritto internazionale e la Convenzione del 1946 sui privilegi e le immunità delle Nazioni Unite, le proprietà dell’Unrwa sono ”inviolabili”. ”Tutte le strutture dell’Unrwa sono chiaramente segnalate dalla bandiera delle Nazioni Unite”, ha precisato.

UNICEF: UCCISI 31 BAMBINI A GAZA E 2 IN ISRAELE

“Secondo le ultime notizie ricevute, 31 bambini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza, due in Israele”. Lo comunica l’ufficio dell’Unicef in Palestina, ricordando che “prima di questa escalation, un bambino su 3 nella Striscia di Gaza aveva bisogno di supporto psicosociale per traumi legati al conflitto. Questo numero è senza dubbio aumentato. Tutti i bambini devono essere protetti”.

E sono suonate le sirene a Kiryat Gat, nel sud di Israele, per avvertire del lancio di razzi da Gaza proprio mentre era in corso il funerale di Ido Avigal, il bambino di cinque anni ucciso in un attacco missilistico mentre si trovava nella sua abitazione a Sderot. Lo riporta il sito di Ynet, spiegando che le persone che stavano partecipando alla cerimonia funebre sono state costrette a cercare un rifugio.

OPERAZIONE NELLA NOTTE: “AVANTI PER IL TEMPO NECESSARIO”

Alla mezzanotte italiana, Israele ha attaccato la Striscia di Gaza. “Le forze aeree e terrestri dell’esercito israeliano stanno al momento attaccando la Striscia di Gaza”, l’annuncio sul profilo Twitter dell’esercito. Ma “le forze di terra non sono entrate nella Striscia”, ha poi precisato un portavoce dell’esercito israeliano alla televisione pubblica ‘Kann’, secondo quanto rilanciato su Twitter da un corrispondente dell’emittente, Amichai Stein.

Anche la Difesa israeliana ha precisato che “attualmente non ci sono truppe” dell’Idf – le forze di difesa israeliane – all’interno della Striscia di Gaza. Le forze di terra e dell’aria dell’Idf “stanno conducendo operazioni nei confronti di obiettivi all’interno della Striscia di Gaza”, è stato chiarito. Le notizie contrastanti riguardavano il fatto che fosse iniziata un’incursione vera e propria nei territori palestinesi invece dell’avvio di un bombardamento anche con forze di terra, tank e artiglieria, contro Gaza.

Le forze israeliane hanno lanciato bombardamenti massicci contro obiettivi di Gaza, usando aerei, elicotteri, altri velivoli e insieme tank e diverse batterie di artiglieria. “Non è ancora l’invasione di terra ma si tratta dell’offensiva maggiore condotta da Israele dall’inizio di questo nuovo conflitto”, si legge anche su ‘Times of Israel’.

“Ho detto che avremmo fatto pagare un prezzo molto pesante ad Hamas e lo stiamo facendo e lo continueremo a fare con grande forza” ha dichiarato Benjamin Netanyahu. “La parola fine non è ancora detta e questa operazione continuerà fino a quando sarà necessario” ha aggiunto il premier israeliano.

AMBASCIATORE ITALIANO

L’ambasciatore italiano a Tel Aviv, Gianluigi Benedetti, auspica che si possa arrivare tra qualche giorno alla fine delle ostilità. “Domani i palestinesi ricordano la Naqba (il giorno della ‘Catastrofe’, che segna l’esodo forzato di circa 700mila palestinesi dai territori occupati da Israele dopo la nascita dello Stato ebraico nel 1948, ndr) e tra domenica e lunedì si celebra la Pentecoste ebraica – dice l’ambasciatore all’Adnkronos – Superati questi giorni simbolici, spero che tra domenica e lunedì si possa iniziare a dialogare per un cessate il fuoco anche grazie alla mediazione internazionale”.

ERDOGAN

Israele ha “oltrepassato ogni limite” per il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha denunciato con forza le operazioni israeliane a Gerusalemme e nella Striscia di Gaza in un discorso in videoconferenza con le federazioni del suo partito Giustizia e Sviluppo (Akp) in occasione dell’Eid al-Fitr. “Se non mettiamo fine a questa aggressività di Israele contro la Palestina e Gerusalemme, un domani tutti saranno obiettivo di questa ideologia selvaggia”, ha detto Erdogan, citato dall’agenzia di stampa ‘Anadolu’.

Israele è uno “Stato terrorista che cerca di appropriarsi impunemente della città di Gerusalemme, che ospita luoghi sacri per i musulmani, i cristiani e gli ebrei” ha affermato Erdogan. “Coloro che tacciono, che sono complici o che sostengono i crimini commessi da Israele devono sapere che un giorno toccherà a loro”, ha avvertito il presidente turco.

Quindi ha ribadito il suo appello alla comunità internazionale affinché fermi gli attacchi di Israele. “Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu deve prendere rapidamente misure a favore della pace e della prosperità a Gerusalemme”, ha detto Erdogan sottolineando che “la Turchia è pronta a sostenere attivamente qualsiasi iniziativa delle Nazioni Unite, ad assumersi le proprie responsabilità e a fare sacrifici”.

“Anche se il mondo intero dovesse chiudere gli occhi davanti alla crudeltà di Israele nei confronti dei palestinesi, noi non lo faremo” ha aggiunto.

VON DER LEYEN

“Molto preoccupata dalla situazione in Israele e a Gaza. Condanno gli attacchi indiscriminati di Hamas contro Israele. I civili di entrambe le parti devono essere protetti. La violenza deve cessare ora” ha scritto in un tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sull’escalation in Medio Oriente.

MACRON

“L’urgenza di un ritorno alla pace” in Medio Oriente è stata evidenziata dal presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di colloquio telefonico con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Nel corso della telefonata, ha riferito l’Eliseo in una nota, Macron ha fatto le condoglianze a Netanyahu per le vittime israeliane dei razzi, il cui lancio è stato “rivendicato da Hamas e da altri terroristi gruppi” e ha condannato “con fermezza” questo genere di azioni. Il presidente francese, che ieri ha parlato con il leader palestinese Mahmoud Abbas, ha ribadito che Israele ha “diritto a difendersi in conformità con il diritto internazionale”.

(AdnKronos)

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