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Esa firma contratto con Airbus per Missione sulla Luna




Si intensifica la partecipazione scientifica e industriale europea alla missione verso la Luna della Nasa. L’Esa ha infatti annunciato oggi di avere firmato un ulteriore contratto con Airbus – del valore di 650 milioni di euro – per la costruzione di altri tre Moduli di Servizio Europei per Orion, la navicella spaziale della Nasa che porterà gli astronauti verso la Luna e il Gateway lunare con il programma Artemis. I tre moduli saranno integrati a Brema, in Germania, con componenti e hardware costruiti e forniti da società provenienti da dieci Paesi europei ed in cui anche l’Italia ha un ruolo strategico insieme a Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera.

“Sono particolarmente contento oggi perché festeggiamo la firma del contratto da 650 milioni di euro per tre moduli di servizio. La realizzazione di questi moduli rappresenta un passo strategico per il trasposto umano nello spazio” e tutto ciò significa che “l’America ha dimostrato fiducia nell’Europa”. A sottolinearlo è stato il Dg di Esa, Jan Woerner, commentando così la firma del contratto annunciata dall’Agenzia Spaziale Europea proprio mentre Airbus ha aperto questa mattina le porte – nel corso di una inedita visita virtuale – della sua camera pulita di Brema consentendo così di vedere, dal vivo, i Moduli di Servizio Europei Esm-2 e Esm-3, parte del contributo europeo alle missioni Artemis verso la Luna.

Insieme a Woerner, alla visita virtuale hanno preso parte Andreas Hammer, Capo di Airbus Space Exploration che ha mostrato l’European Service Modules in produzione, il responsabile Esa dell’European Service Module programme, Philippe Deloo, il responsabile di Airbus dell’European Service Module programme, Didier Radola, l’astronauta dell’Esa, Alexander Gerst, che ha dato una visione delle missioni sulla Luna, e infine il responsabile Esa dello Space Transportation, Nico Dettmann, che ha parlato di come l’Agenzia Spaziale Europea sta costruendo Orion con l’industria del vecchio continente. Dunque il “viaggio verso la Luna inizia in Europa” è stato il leit motif della visita virtuale e davvero con questi “Moduli di Servizio Europei – in aggiunta ai tre già in produzione – l’Esa assicura che il programma Artemis della Nasa continui a sviluppare una presenza sostenibile su e intorno alla Luna e in una collaborazione internazionale” ha sottolineato l’Agenzia Spaziale Europea annunciando la firma del nuovo contratto.

I tre ulteriori moduli saranno integrati sempre a Brema, in Germania, con componenti e hardware costruiti e forniti da società provenienti da dieci Paesi europei. Esa ha ricordato che il Modulo di Servizio Europeo sarà usato per portare gli astronauti sulla Luna. Come centrale elettrica della navetta spaziale Orion, il modulo fornisce la propulsione e i materiali di consumo necessari per la sopravvivenza degli astronauti. David Parker, Direttore di Esplorazione Umana e Robotica dell’Esa, ha commentato che “questo contratto raddoppia l’impegno dell’Europa nella fornitura dell’hardware vitale per mandare il genere umano verso la Luna con Orion”. “Insieme agli elementi che stiamo costruendo per il lunar Gateway, – ha detto ancora Parker- assicuriamo i posti per gli astronauti dell’Esa per esplorare il nostro Sistema Solare oltre a garantire occupazione e competenze in Europa“.

Andreas Hammer, Capo dell’Esplorazione Spaziale di Airbus, ha invece rimarcato che “l’Europa è entrata in una nuova decade di esplorazione. Costruire sei Moduli di Servizio Europei per Orion è un’impresa come nessun’altra. Airbus ha alcune delle migliori menti al mondo dell’esplorazione spaziale che lavorano a questo fenomenale veicolo e questo nuovo accordo faciliterà molte delle future missioni lunari attraverso collaborazioni internazionali”. “L’Europa -ha aggiunto ancora Hammer- è un partner valido e affidabile nelle missioni Artemis della Nasa e il Modulo di Servizio Europeo Orion ne rappresenta un contributo fondamentale”. In particolare. i Moduli di Servizio Europei sono cilindri di quattro metri per diametro e altezza, hanno quattro pannelli solari che raggiungono i 19 metri in larghezza quando dispiegati, pannelli solari che generano sufficiente energia per alimentare ben due case.

Artemis I, il primo volo di prova di Orion senza equipaggio con un Modulo di Servizio Europeo, sta ‘scaldando i motori’ nel Centro Spaziale Kennedy della Nasa in Florida, negli Stati Uniti, e si sta preparando al suo primo volo previsto entro quest’anno. La prossima missione, Artemis II, vedrà invece i primi astronauti in volo intorno alla Luna e tornare sulla Terra ed a Brema si sta finalizzando l’integrazione del suo Modulo di Servizio Europeo. L’Esa ha spiegato infine che con Artemis III, la Nasa porterà la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna. I moduli presentati oggi saranno utilizzati per le missioni Artemis IV e VI. I primi due di questi tre Moduli nel nuovo contratto sono il contributo europeo al Gateway lunare internazionale.

E proprio in contemporanea all’annuncio del nuovo contratto Esa con Airbus, la visita virtuale di Esa e della multinazionale francese ha svelato il backstage di questa straordinaria partecipazione europea alla missione Luna del XXI secolo. In diretta dalle sale di integrazione di Airbus, sempre a Brema, in Germania, è stato possibile vedere un’anteprima dei due moduli di servizio europei che alimenteranno gli astronauti sulla Luna e nel loro ritorno a Terra come parte della navicella spaziale Orion della Nasa. Orion è il prossimo veicolo spaziale di esplorazione dell’ente spaziale statunitense a inviare gli astronauti nello spazio più lontano che mai, oltre la Luna, verso gli asteroidi e persino su Marte.

La visita della camera bianca di Airbus ha svelato dove si stanno realizzando i Moduli di servizio europei 2 e 3. Il secondo modulo è in fase di completamento prima di numerosi test e sarà trasferito negli Stati Uniti questa estate. La struttura per il terzo modulo di servizio europeo – che porterà gli astronauti ad atterrare sulla Luna per la prima volta in oltre mezzo secolo – è arrivata ad Airbus due mesi fa ed è in costruzione.

In questo quadro l’Italia con la sua industria gioca un ruolo di peso. L’industria italiana è nella storia di Artemis – e non solo dei moduli Esm di Orion – visto che Thales Alenia Space realizzerà anche per il Lunar Gateway il modulo abitativo I-Hab e il modulo Esprit e contribuirà al modulo americano Halo. Il colosso italiano dell’aerospazio Leonardo realizza invece primi tre European Service Module – i moduli che l’Esa fornirà alla navetta Orion per il trasporto degli astronauti con le missioni Artemis – i pannelli fotovoltaici (Pva) e le unità di controllo e distribuzione della potenza (Pcdu). Si tratta di sistemi progettati per garantire il corretto funzionamento di tutta l’elettronica di bordo e il benessere degli astronauti in questa nuova avventura sulla Luna. Inoltre, la partecipata di Leonardo Thales Alenia Space (joint venture Thales 67% e Leonardo 33%), tra i maggiori contributori europei per Orion, svilupperà e fornirà sistemi fondamentali per il Modulo di Servizio Europeo, tra cui la protezione strutturale e micrometeorica, il controllo termico e lo stoccaggio e la distribuzione dei materiali di consumo.

E ancora. L’European Service Module (Esm), alimentato dai pannelli e unità elettriche di Leonardo, trasporterà la capsula Orion garantendo agli astronauti ospitati all’interno della navetta un viaggio sicuro e confortevole. I pannelli e le unità elettroniche contribuiranno infatti ad alimentare la navicella Orion durante il viaggio verso la Luna, fornendo l’energia necessaria per varie funzioni vitali della capsula. Per esempio, i pannelli consentiranno di mantenere una temperatura confortevole all’interno del modulo con gli astronauti, permetteranno di avere la luce, di svolgere le comunicazioni con i centri di controllo a Terra e, soprattutto, garantiranno l’alimentazione dei vari sistemi di comando della navicella. Nel dettaglio su ogni Esm sono collocate le quattro “ali” composte dai 3 pannelli fotovoltaici per una lunghezza complessiva di 7 metri ciascuna. Sempre l’italiana Leonardo ha già fornito i pannelli e le unità elettriche per Artemis I e Artemis II, le missioni previste rispettivamente per fine 2021 e 2023 e che hanno l’obiettivo di verificare e mettere a punto il complesso sistema integrato di trasporto tra la Terra e la Luna. Infine, negli stabilimenti di Leonardo a Nerviano, vanno invece avanti le attività per i pannelli e le unità di controllo e distribuzione di Artemis III, il cui lancio è previsto nel 2024 e che porterà la prima donna e il prossimo uomo sul suolo lunare, dopo più di mezzo secolo dallo storico sbarco del 1969.

(AdnKronos)

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