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Governo al capolinea? Capigruppo decide riunione aula domani ore 18 per decidere calendario

Aggiornamento – ore 18,30 – Finita la riunione Capigruppo al Senato: deciso a maggioranza che si riunirà domani l’aula alle 18 per votare il calendario, mentre il 20 agosto l’assemblea tornerà a riunirsi per ascoltare le comunicazioni del premier Giuseppe Conte sulla crisi in atto nell’esecutivo. 

12  ago. – Il primo atto della crisi di governo inizia ufficialmente con la riunione della capigruppo a Palazzo Madama, dove si dovrà decidere la data per la votazione della mozione di sfiducia voluta dal Ministro degli Interni Matteo Salvini. Lo stesso vicepremier, sta dettando le condizioni per andare al voto, preoccupato che il “partito del non voto”, usi tutti i mezzi che ha a disposizione, per evitare le urne. E si perché il rischio che quanto sta facendo il leader della Lega per affossare quel governo di cui fa parte, il cosiddetto esecutivo giallo-verde, si possa ritorcere contro di lui non è affatto peregrina. Gli interessi in gioco sono tanti e a molti l’idea di andare alle urne non piace affatto: Matteo Salvini indica con insistenza “la data limite” che secondo il titolare del Viminale “è ottobre” per andare alle urne e poi fare la flat tax. Trasversalmente c’è chi pensa di provare con un esecutivo istituzionale per evitare il ricorso alle urne. Le manovre sono in atto perfino per evitare che Conte finisca sotto i colpi della Lega, superando la mozione di sfiducia. Intanto la Lega ha iniziato le manovre per corteggiare Berlusconi… Niente di nuovo all’orizzonte.

La notizia della prima ora – Sembra proprio che il governo gialloverde sia arrivato alla resa dei conti. Pare proprio che il premier Giuseppe Conte e il suo esecutivo si avviino verso la fine di questo tormentato percorso che dura da 14 mesi, tra provvedimenti comunque che hanno aiutato il paese, nonostante i continui litigi tra M5S e Lega. Ora il ministro degli Interni, scafato politico navigato, intuisce che è il momento propizio per ingoiare il topolino grillino e volare verso il premierato che sogna da tempo, il più possibile solo, con la leggera appendice di Fratelli d’Italia, e indisturbato. Così matura la sfiducia nei confronti di Giuseppe Conte, che è presentata al Senato, dopo il clamoroso “No” dei 5 Stelle alla Tav. Ma sarà davvero così tutto in discesa per il capitano verde? Le cose non sono mai esattamente come sembrano…

TS

 

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