Ordigno sotto l’auto di Sigfrido Ranucci, esplosione a Pomezia
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Attentato contro il conduttore di Report, solidarietà unanime dal mondo politico
Un ordigno è stato piazzato nella notte sotto l’auto del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, parcheggiata davanti alla sua abitazione di Campo Ascolano, nel comune di Pomezia, alle porte di Roma. L’esplosione ha distrutto la vettura e danneggiato anche quella della figlia del giornalista. Sul posto sono intervenuti carabinieri, Digos, vigili del fuoco e scientifica.
“La Procura di competenza si è attivata per le verifiche necessarie ed è stato avvisato il Prefetto. La potenza dell’esplosione è stata tale da poter uccidere chi fosse passato in quel momento”, si legge sul profilo X ufficiale di Report.
Le indagini sono affidate alla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Roma, con il procuratore aggiunto Ilaria Calò e il pm Carlo Villani, che ipotizzano il danneggiamento aggravato dal metodo mafioso. Nelle prossime ore sono attese le informative complete delle forze dell’ordine intervenute.
Ranucci ha dichiarato all’Adnkronos: “Sto entrando adesso alla stazione dei carabinieri per denunciare quanto accaduto”.
La solidarietà politica è stata unanime. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio” e ribadito che “la libertà e l’indipendenza dell’informazione sono valori irrinunciabili delle nostre democrazie”.
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha parlato di “un grave gesto” che colpisce “un pilastro fondamentale della democrazia”, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha definito l’attacco “vile e inaccettabile”. Parole di condanna anche dai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, oltre che dal ministro Adolfo Urso, che ha ricordato come “la libertà di informazione sia valore fondante della nostra democrazia”.
Messaggi di vicinanza sono arrivati anche dai leader dell’opposizione. Matteo Renzi, Chiara Braga e Francesco Boccia del Partito Democratico, insieme a Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di Avs, hanno sottolineato la gravità del gesto e denunciato “un clima di delegittimazione” nei confronti del giornalismo d’inchiesta.
La Rai, attraverso l’amministratore delegato Giampaolo Rossi e il Cda, ha espresso “massima solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia”, ribadendo che “ogni tentativo di intimidire chi svolge il proprio lavoro nel Servizio Pubblico è un attacco alla libertà di informazione”.
Anche la Commissione di Vigilanza Rai, con la presidente Barbara Floridia, ha condannato l’attentato: “Chi ha scelto la via della paura dovrà essere trovato e affrontare le proprie responsabilità. Non siete soli”.
L’Usigrai e l’Anm hanno parlato di “un attentato spaventoso che riporta l’Italia indietro nel tempo”, chiedendo che si faccia piena luce sull’accaduto e che venga garantita la sicurezza di chi fa informazione.
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(con fonte AdnKronos)
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