West Nile, secondo morto nel Lazio: anziano trapiantato di cuore muore allo Spallanzani
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Due decessi in pochi giorni: è allerta per il virus trasmesso dalle zanzare. Le autorità invitano alla prevenzione
ROMA – Nuovo decesso legato al virus West Nile nel Lazio. Oggi, lunedì 28 luglio, è morto un anziano trapiantato di cuore presso l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. L’uomo era affetto da patologie croniche e il suo quadro clinico è peggiorato in seguito all’infezione da West Nile Virus (WNV).
Si tratta della seconda vittima nel Lazio nel giro di pochi giorni. La prima è stata una donna di 82 anni, residente a Nerola, deceduta lo scorso 20 luglio all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi, in provincia di Latina.
Il virus West Nile, o febbre del Nilo occidentale, è una malattia infettiva trasmessa dalle zanzare comuni notturne del genere Culex pipiens, diverse dalla più nota zanzara tigre (Aedes albopictus), che non è coinvolta nella trasmissione del virus. Gli uccelli selvatici sono il principale serbatoio naturale, ma la trasmissione può avvenire anche a esseri umani e cavalli.
In rarissimi casi, il contagio può verificarsi anche tramite trasfusioni di sangue, trapianti di organi o da madre a figlio durante la gravidanza o attraverso l’allattamento.
Nella maggior parte dei casi (80%), l’infezione decorre senza sintomi. Nel restante 20%, possono comparire febbre, mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee e dolori muscolari. Le forme più gravi interessano meno dell’1% delle persone infette (una su 150), soprattutto anziani o persone con sistema immunitario compromesso. Questi casi possono evolvere in encefalite, meningite, paralisi, coma e, nei casi peggiori, morte. Alcuni danni neurologici possono essere permanenti.
Le autorità sanitarie regionali sono in stato di allerta e ricordano ai cittadini l’importanza della prevenzione, in particolare:
- uso di repellenti antizanzare;
- installazione di zanzariere;
- eliminazione dei ristagni d’acqua dove le zanzare possono deporre le uova;
- sorveglianza sanitaria e disinfestazioni mirate nelle aree a rischio.
La Regione Lazio ha avviato misure di monitoraggio e sta seguendo attentamente l’evolversi della situazione in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute.
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(con fonte AdnKronos)
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