Ex Ilva, nessuna svolta a Palazzo Chigi: trattativa in salita, sindacati delusi
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Incontro interlocutorio con il governo: nessuna risposta su continuità industriale e garanzie occupazionali
Si è chiuso senza risultati concreti il tavolo di confronto sull’ex Ilva tenutosi a Palazzo Chigi tra governo e sindacati metalmeccanici. Dopo oltre due ore di riunione presieduta dal sottosegretario Alfredo Mantovano, il vertice è stato sospeso e aggiornato a lunedì prossimo al ministero del Lavoro. L’incontro, definito “deludente” dalle sigle sindacali, non ha prodotto risposte né sull’occupazione né sulla continuità produttiva dello stabilimento di Taranto.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito in Aula alla Camera l’intenzione dell’esecutivo di garantire la ripresa dell’attività attraverso un percorso di decarbonizzazione, con l’installazione di tre forni elettrici. Ma per i sindacati il quadro resta incerto. “Siamo a un passo da una situazione molto più complessa, che dobbiamo evitare diventi irreparabile”, ha dichiarato il leader della Fiom, Michele De Palma, sottolineando l’assenza di risposte da parte del governo su occupazione e prospettive dell’azienda.
Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim, ha lasciato intendere che lunedì si deciderà se proseguire con la mobilitazione o se si potrà trovare “una quadratura del cerchio”. Intanto, oggi i lavoratori di Acciaierie d’Italia hanno incrociato le braccia per 4 ore in tutti i siti produttivi. A Taranto gli operai in sciopero hanno anche bloccato la statale: “Siamo stanchi, vogliamo lavorare”, lo slogan scandito in strada.
Poca fiducia anche sul fronte della trattativa con la cordata azera guidata da Baku Steel. “È ancora in corso, ma resta in salita e dipende da fattori che non si risolvono in poco tempo”, ha detto Rocco Palombella della Uilm, evidenziando come l’incertezza aumenti le preoccupazioni tra i lavoratori.
Secondo De Palma, la scadenza annunciata per giugno non sarà rispettata, e Uliano ha precisato che il negoziato non può avanzare senza condizioni fondamentali: Autorizzazione integrata ambientale, chiarezza sulla rigassificazione e sostenibilità dei costi energetici. E, soprattutto, mancano risorse per arrivare a fine anno. “Il tema non è arrivare a Baku, il tema è che non ci arriviamo se non c’è un supporto finanziario che traghetti l’azienda almeno fino a dicembre”, ha concluso Uliano.
Lunedì il nuovo appuntamento. Ma il tempo, per l’ex Ilva e per i suoi lavoratori, continua a scorrere contro.
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(con fonte AdnKronos)
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