Grazia a Hunter Biden: mossa divisiva che mette in ombra processo clemenza
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La decisione di Biden di graziare suo figlio Hunter ha scosso il Partito Democratico, rallentando un ambizioso programma di clemenza che riguardava migliaia di detenuti. Ora cresce la pressione per rispondere alle aspettative di giustizia
Nel finale dell’amministrazione Biden, un gruppo di funzionari stava esaminando migliaia di richieste di clemenza con l’intenzione di fare un gesto significativo e storico. Tuttavia, la grazia concessa a Hunter Biden ha preso tutti di sorpresa, scatenando critiche e dividendo il Partito Democratico. Molti speravano su una risposta più equa per migliaia di detenuti, ma la decisione di Biden ha ridotto la visibilità di un processo che era stato progettato per coinvolgere un ampio numero di condannati.
Nonostante le polemiche, la Casa Bianca ha comunque annunciato una clemenza di massa, con 1.500 commutazioni e 39 indulti per persone condannate per reati non violenti, come veterani, insegnanti e operatori sanitari. Tuttavia, per molti attivisti della giustizia penale, questi provvedimenti non sono sufficienti. Il caso di Weldon Angelos, graziato nel 2020 per una condanna legata alla marijuana, sottolinea l’urgenza di una revisione delle pene per chi è ancora in carcere per reati simili.
L’amministrazione Biden ha cercato di rispondere alle critiche accelerando il processo di clemenza, ma gli alleati della riforma temono che non sarà abbastanza per soddisfare le aspettative. Diversi legislatori e gruppi di attivisti, come quelli che lottano per il rilascio di Leonard Peltier o Steven Donziger, chiedono provvedimenti urgenti prima che il mandato di Biden giunga al termine.
Con l’imminente fine del mandato e il rischio di un ritorno dell’amministrazione Trump, che ha promesso di ripristinare la pena di morte federale, i sostenitori della giustizia penale temono che molte delle riforme promesse possano essere annullate. La pressione su Biden cresce, e i legislatori chiedono una risposta definitiva prima di gennaio.
La Casa Bianca ha dichiarato che continuerà a valutare le richieste di clemenza, ma non ha fornito tempistiche per ulteriori annunci, lasciando molti detenuti in attesa di risposte a pochi giorni dalla fine del mandato.
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