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In quel luogo sono stati tenuti gli ostaggi ed è stato il covo di Yahya Sinwar, leader di Hamas

Le Forze di Difesa di Israele (IDF) hanno recentemente scoperto un intricato network di tunnel sotterranei utilizzato da Hamas nella Striscia di Gaza. Questi tunnel non solo servivano come nascondiglio per il leader di Hamas, Yahya Sinwar, ma sono stati anche impiegati per trattenere ostaggi catturati durante l’attacco del 7 ottobre.

Il Labirinto Sotterraneo di Hamas

Il tunnel, lungo ben un chilometro, è stato individuato nel cuore di Khan Younis. Le immagini diffuse dalle IDF mostrano un labirinto buio e angusto, con muri instabili e condizioni ambientali estreme. I soldati israeliani hanno esplorato attentamente questa rete, raccogliendo prove, campioni di DNA e confermando la presenza di almeno 12 ostaggi trattenuti nel tunnel.

La Complessità del Network Sotterraneo

La CNN ha esplorato il network sotterraneo, descrivendolo come un ambiente ostile con scarsa ventilazione, buio totale, calura soffocante e umidità opprimente. Il generale Dan Goldfuss ha sottolineato la complessità della costruzione, affermando che anni sono stati impiegati per realizzare questo intricato progetto.

Condizioni Estreme e Nascondiglio di Sinwar

Le condizioni nel tunnel erano estreme, con ostaggi costretti a vivere in spazi angusti, tra fango e acqua. Le IDF affermano che Yahya Sinwar, il leader di Hamas, si nascondeva in questo complesso sotterraneo per sfuggire agli attacchi israeliani. La struttura aveva addirittura una cucina, indicando un uso prolungato del nascondiglio.

Il Tunnel come ‘Cella’ per Ostaggi

Nelle ultime settimane, il tunnel è stato convertito in una sorta di ‘cella’ per gli ostaggi, con aggiunte recenti come cancelli e protezioni. Le tracce di rifiuti, cibo e indumenti sparsi indicano una permanenza prolungata delle persone nel sottosuolo. I militari ritengono che il tunnel avesse originariamente uno scopo strategico, ma è stato successivamente adattato per ospitare ostaggi catturati.

Netanyahu: “Hamas non sopravviverà a Gaza” 

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha confermato la sua posizione rigida nei confronti di Hamas durante una conferenza stampa successiva al suo incontro con il segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken. Netanyahu ha escluso l’ipotesi di un accordo per un cessate il fuoco a Gaza, affermando che “solo la vittoria finale ci consentirà di portare la sicurezza nel nord e nel sud di Israele”.

Rifiuto dell’accordo per il cessate il fuoco

Netanyahu ha respinto categoricamente la possibilità di un accordo con Hamas, dichiarando che “non c’è alternativa alla distruzione militare di Hamas”. Ha avvertito che accettare le condizioni di Hamas potrebbe portare a un “altro massacro” e ha enfatizzato che Israele continuerà le operazioni militari a Gaza fino a quando non sarà completamente demilitarizzata.

Obiettivo: Demilitarizzazione di Gaza

Il premier israeliano ha dichiarato che l’obiettivo principale è la “completa demilitarizzazione di Gaza” e che le operazioni militari proseguiranno finché i terroristi non saranno completamente sconfitti.

Netanyahu ha esortato alla pazienza, prevedendo che per la vittoria sarà una questione di “mesi” e non di “anni”. Ha lodato i risultati “senza precedenti” ottenuti dall’esercito israeliano a Gaza e ha annunciato che, dopo Khan Yunis, le Forze di Difesa di Israele (IDF) sono pronte a combattere anche a Rafah. Netanyahu ha concluso affermando che Israele continuerà fino alla fine e che la vittoria sarà “una vittoria per tutto il mondo libero”.

Priorità sugli ostaggi

Il primo ministro ha assicurato che la liberazione degli ostaggi è una priorità e che un aumento della pressione militare aumenterà la possibilità di raggiungere questo obiettivo. La sua dichiarazione riflette la determinazione di Israele a perseguire una strategia militare decisa contro Hamas nella Striscia di Gaza.

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(con fonte AdnKronos)

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