Italiani in Iran, Tajani invita i non residenti a lasciare il Paese
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Il ministro degli Esteri: “Circa 500-600 connazionali presenti. Ridurremo anche il personale dell’ambasciata”
Gli italiani in Iran sarebbero tra le 500 e le 600 unità. È quanto ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando con i cronisti alla Camera, dopo una riunione tenuta alla Farnesina per monitorare l’evoluzione della situazione nel Paese.
Il vicepremier ha spiegato che il governo ha invitato a lasciare l’Iran tutti i connazionali non stabilmente residenti, in particolare turisti e cittadini presenti temporaneamente. “Stiamo seguendo la situazione con grande attenzione – ha detto – e abbiamo raccomandato di ridurre al minimo le presenze non stanziali”.
Parallelamente, la Farnesina procederà a una riduzione del personale diplomatico. Nell’ambasciata italiana resteranno soltanto le figure considerate indispensabili per garantire il funzionamento della rappresentanza.
Sul piano internazionale, Tajani ha escluso che al momento vi siano decisioni già assunte da parte degli Stati Uniti su un’azione militare contro Teheran. “Non mi risulta alcuna scelta già presa – ha affermato – deciderà il presidente Trump. Mi auguro, come sempre, che prevalga la via diplomatica”.
Alla domanda su eventuali nuove iniziative dopo il richiamo dell’ambasciatore italiano, il ministro ha chiarito che ogni decisione verrà valutata in coordinamento con l’Unione europea. “Ci confronteremo in sede Ue, anche in vista del Consiglio europeo, per capire quali passi compiere, comprese eventuali sanzioni”, ha spiegato, ribadendo però la necessità di non interrompere i rapporti diplomatici. “Senza dialogo non esiste alcuna possibilità di trattativa”.
Intanto, sul fronte parlamentare, il Movimento 5 Stelle ha depositato una risoluzione sull’Iran in commissione Esteri della Camera, a prima firma di Giuseppe Conte. Il testo chiede di evitare azioni militari unilaterali fuori dal quadro del diritto internazionale e di puntare su iniziative diplomatiche e sanzionatorie condivise dalla comunità internazionale.
La risoluzione, secondo fonti M5S, è collegata a quella presentata dal presidente della commissione Giulio Tremonti ed è sottoscritta anche dal leader di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni. L’obiettivo, spiegano le stesse fonti, è quello di ricompattare le opposizioni e scongiurare un uso politico delle proteste per giustificare un intervento armato. Il Partito democratico ha annunciato che voterà il testo in commissione.
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(con fonte AdnKronos)
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