Crisi in Iran e Medio Oriente, Putin sente Netanyahu e Pezeshkian
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Telefonate del presidente russo con Israele e Iran, mentre gli Stati Uniti rafforzano la presenza militare nella regione e puntano sulla via diplomatica
La crisi in Iran e Medio Oriente è stata al centro di un colloquio telefonico tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. A renderlo noto è stato il Cremlino, precisando che Putin ha illustrato la posizione di Mosca sulla necessità di intensificare gli sforzi politici e diplomatici per garantire la stabilità regionale, confermando la disponibilità della Russia a svolgere un ruolo di mediazione per favorire un dialogo costruttivo.
Nella stessa giornata, Putin ha avuto anche una conversazione telefonica con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che il presidente russo “continua a impegnarsi per facilitare la de-escalation” nell’ambito della crisi in Iran e Medio Oriente. Il Cremlino ha annunciato che fornirà ulteriori dettagli sugli esiti del colloquio con Teheran.
Sul fronte israeliano-statunitense, il direttore del Mossad David Barnea è arrivato negli Stati Uniti per una serie di incontri dedicati alla situazione in Iran. Secondo fonti israeliane citate da Axios, Barnea incontrerà a Miami Steve Witkoff, inviato speciale della Casa Bianca impegnato nei contatti diretti tra Stati Uniti e Iran. Non viene esclusa anche la possibilità di un incontro con il presidente Donald Trump a Mar-a-Lago.
Gli Stati Uniti continuano a privilegiare una soluzione diplomatica rispetto a un’opzione militare. Witkoff ha confermato contatti diretti con rappresentanti iraniani, spiegando che alcune delle principali preoccupazioni legate alla repressione interna, comprese le esecuzioni, sarebbero state momentaneamente accantonate. Intervenendo in Florida, l’inviato Usa ha indicato quattro nodi centrali per un accordo con Teheran: l’arricchimento dell’uranio, il programma missilistico, le scorte di materiale nucleare e il sostegno iraniano a gruppi armati nella regione.
Parallelamente, il Pentagono si prepara a rafforzare la presenza militare americana in Medio Oriente. Un funzionario statunitense ha riferito che è previsto l’invio di un gruppo da battaglia di una portaerei, insieme ad altri aerei e sistemi di difesa aerea terrestri, nel quadro della crisi in Iran e Medio Oriente. Il dispiegamento mira a tutelare le risorse statunitensi e gli alleati regionali in caso di ulteriori escalation.
Sul piano interno iraniano, resta in vigore il blackout di Internet imposto dalle autorità. Secondo IranWire, il blocco potrebbe proseguire almeno fino al 20 marzo, data del nuovo anno iraniano, e coincidere con la fine del periodo di lutto per le vittime delle recenti proteste. Una misura che, secondo gli attivisti, sarebbe finalizzata a limitare la diffusione di informazioni sulla repressione in corso.
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(con fonte AdnKronos)
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