Crisi governo, Draghi: applauso Camera e sospensione per andare da Mattarella
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Aggiornamento – Un lunghissimo applauso e una standing ovation ha accolto il premier Mario Draghi alla Camera. “Innanzitutto grazie, grazie. Grazie per questo” applauso “naturalmente, certe volte anche il cuore dei banchieri centrali viene usato, a volte. Grazie per questo e per tutto il lavoro fatto in questi mesi”, ha detto Draghi in Aula.
“Chiedo di sospendere la seduta perché sto recandomi dal presidente della Repubblica per comunicargli le mie determinazioni“, ha poi aggiunto. A questo punto il presidente della Camera Roberto Fico sospeso la seduta fino a mezzogiorno.
Questa la decisione dell’ex presidente della Bce dopo la giornata cruciale andata in scena ieri al Senato che ha di fatto sancito la fine del suo esecutivo.
Il Cdm non si terrà, come da attese. Draghi ha già presentato le dimissioni in Consiglio dei ministri la scorsa settimana – precisano dal ministero dei Rapporto con il Parlamento – ragion per cui non ci sarà un nuovo passaggio poiché formalmente ha già comunicato le sue decisioni ai ministri.
La notizia della prima ora – Il premier Mario Draghi alla Camera per un nuovo passaggio della crisi di governo, dopo la giornata cruciale andata in scena ieri al Senato che ha di fatto sancito la fine dell’esecutivo guidato dall’ex numero 1 della Bce.
Dopo il passaggio a Montecitorio, solo al termine dei lavori dell’Assemblea, Draghi si recherà a riferire al presidente della Repubblica Mattarella. A quel punto il capo dello Stato avrà tutti gli elementi per decidere come procedere: se aprire eventuali consultazioni oppure se e quando sentire i presidenti del Senato Casellati e della Camera Fico, per procedere poi allo scioglimento delle Camere.
Cosa è successo ieri al Senato
Forza Italia, Lega, M5S non hanno votato sulla risoluzione Casini su cui il premier aveva posto la fiducia (è passata al Senato con soli 95 voti a favore) e quell’appello di Draghi in Aula – “siete pronti a ricostruire il patto” che ha consentito all’esecutivo di andare avanti in questo anno e mezzo? – è caduto inesorabilmente nel vuoto. Pur avendo il governo incassato il sì alla fiducia, restano pur sempre appena 95 voti a favore -Pd, Iv, Leu, Ipf e Italia al Centro- numeri lontani anni luce da quelli che servirebbero per rimettere insieme una maggioranza che si è sfilacciata giorno dopo giorno.
(AdnKronos)
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