Vertice dei Volenterosi a Parigi, focus su garanzie di sicurezza per Kiev
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Leader europei, Stati Uniti e Zelensky riuniti per definire una forza multinazionale in caso di tregua con Mosca
È in programma oggi, martedì 6 gennaio, a Parigi il vertice dei Volenterosi, convocato per rafforzare il coordinamento politico e militare a sostegno dell’Ucraina e preparare un quadro di garanzie di sicurezza in vista di un’eventuale tregua con la Russia.
Alla riunione partecipano oltre 27 capi di Stato e di governo, insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj e a una delegazione statunitense di alto livello guidata da Steve Witkoff e Jared Kushner. Presente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’obiettivo del vertice dei Volenterosi è costruire una linea condivisa tra Kiev, Europa e Stati Uniti da presentare a Mosca.
Nonostante una ripresa dei contatti diplomatici negli ultimi mesi, i negoziati restano complessi. Le questioni territoriali continuano a bloccare ogni ipotesi di accordo e sul terreno il conflitto prosegue senza segnali concreti di de-escalation.
Secondo il documento preparatorio distribuito alle 35 delegazioni, il vertice dei Volenterosi discuterà la possibile creazione di una forza multinazionale da dispiegare in Ucraina dopo un cessate il fuoco, in coordinamento con le autorità di Kiev e con il sostegno operativo degli Stati Uniti. In parallelo si lavora a un pacchetto di impegni vincolanti per scoraggiare nuove offensive russe.
La riunione arriva in un clima di forte tensione. Nella notte un attacco ucraino con droni ha colpito la città russa di Tver, causando una vittima e due feriti, secondo le autorità locali. Mosca ha riferito di aver intercettato complessivamente 129 droni in diverse regioni del Paese, incluse aree prossime al confine con l’Ucraina.
Sul fronte interno, il presidente Zelensky ha avviato un rimpasto ai vertici della sicurezza, rimuovendo il capo dell’SBU Vasyl Malyuk, che resterà comunque nell’apparato con un nuovo ruolo. Una mossa che rientra nella strategia di Kiev per rendere più efficiente la risposta militare mentre la guerra continua.
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(con fonte AdnKronos)
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