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Crisi governo, Conte incassa fiducia al Senato: 156 Sì e 140 No




Aggiornamento – Con 156 sì, il governo Conte incassa la fiducia anche al Senato con la differenza che a Palazzo Madama non ha la maggioranza assoluta ma relativa. Italia Viva si è astenuta (Ma no Nencini, forse). Conte comunque non può sentirsi al sicuro, visto la risicata maggioranza. Con buona probabilità nelle prossime ore salirà al Colle per rendere conte di quanto successo al Presidente Mattarella e con lui valutare il da farsi.


Giuseppe Conte all’esame del Senato. Dopo aver ottenuto la fiducia alla Camera con 321 voti, il presidente del Consiglio si presenta a Palazzo Madama. Le ultime notizie nella giornata cruciale per la crisi di governo.

AGGIORNAMENTO LIVE DA SENATO

21.12 – “Chi ha accusato Conte di aver cambiato maggioranza è stato quello che gli ha offerto la seconda maggioranza dandogli una pacca sulle spalle e sussurrandogli all’orecchio ‘stai sereno’. Aveva promesso ai cittadini italiani che non l’avrebbe più rifatto e l’ha rifatto”. Così il capogruppo M5S al Senato Ettore Licheri, riferendosi a Matteo Renzi durante la dichiarazione di voto.

21.04 – Momenti di tensione in aula al Senato sul finire dell’intervento del leader della Lega. Nel passaggio sui senatori a vita, Matteo Salvini, che in parte citava Beppe Grillo, è incorso nel richiamo del presidente Elisabetta Casellati, che ha detto che le sue osservazioni “non mi sono sembrate appropriate le sue osservazioni”, e poi le ha definite “irrispettose” nei confronti dei senatori a vita. Nel frattempo il clima si surriscaldava nell’emiciclo e Casellati ha ricordato che in oltre dieci ore di seduta tutti hanno finito con il raddoppiare i tempi di intervento ma che a nessuno è stata tolta la parola, data l’importanza della seduta.

20.58 – “Noi per i no, lo dico a Renzi, abbiamo mollato sette poltrone, non due”. Lo ha detto Matteo Salvini, intervenendo in Senato.

20.51 – “Ricordo ai senatori a vita che si apprestano a votare la fiducia, cosa diceva il leader dei 5 Stelle di loro, ‘non muoiono mai o muoiono troppo tardi’”. Lo dice Matteo Salvini, concludendo il suo intervento in Aula, spiegando poi che si tratta di Beppe Grillo.

20.47 – “State facendo quello per cui qualcuno prima è finito addirittura a processo, la compravendita di senatori”. Così Matteo Salvini, parlando in Senato, sulla trattativa dei parlamentari, accusando Conte, spiega che ci sono stati due pesi e due misure. “State cercando dei complici da pagare per mantenere le poltrone”.

20.11 – “C’è un pizzico di malafede in chi non riconosce i risultati” di questo governo. Il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci, si dice ”orgoglioso del lavoro fatto” dal governo, nel corso delle dichiarazioni di voto sulle comunicazioni del premier Conte. E fa un appello: “I parlamentari, in particolare quelli eletti nel Pd, riflettano su dove è giusto andare”.

19.54 – “Lei ha citato Paolo Borsellino, noi abbiamo applaudito un eroe vero, ma questa maggioranza che lo applaude è la stessa che ha aperto le porte delle carceri ai mafiosi”. Lo ha detto Luca Ciriani, capogruppo di Fdi al Senato, nelle sue dichiarazioni di voto.

19.48 – “Nonostante le non verità di cui è piena la sua replica, il nostro è un voto di astensione”, così Bellanova nella dichiarazione di voto in Senato per Iv. “Lei, Signor Presidente, avrebbe dovuto svolgere la sua funzione di massimo responsabile politico, di costruttore di sentimenti comuni. La mediazione è un lavoro duro e complicato. Invece assistiamo alla metamorfosi di un arbitro, Lei Presidente, che diventa giocatore, incurante del rischio enorme a cui espone il Paese”, ha continuato l’ex ministra, aggiungendo: “Si è preferito restare sordi alle ragioni che hanno determinato la nostra scelta. E invece di scegliere la responsabilità per andare avanti attraverso un confronto, lei si è impegnato senza sosta, in prima persona, in una ricerca tartufesca dei cosiddetti responsabili”.

19.39 – “La domanda che risuona è sempre la stessa: si può aprire una crisi in mezzo alla pandemia?”. Lo dice Teresa Bellanova di Iv nelle dichiarazioni di voto in aula al Senato. “Domanda legittima ma fuorviante”. “Può un governo davanti a una pandemia che non accenna a recedere fare dell’emergenza l’unica cifra? Non può essere solo fronteggiare l’emergenza a tenere insieme un governo. Deve essere una visione di futuro a dire se un governo può guidare il Paese” e, sottolinea, “tutto questo nel suo discorso desolatamente manca”.

19.32 – “La Germania ha avuto quasi il doppio dei morti dell’Italia a gennaio, la cito perché è tra i Paesi più virtuosi in Europa”. Così il premier Conte durante la replica al Senato. “Il Covid sta mettendo in ginocchio Paesi più strutturati, che hanno investito più in sanità e che dovevano risultare più resilienti. Ma la contabilità dei morti è delicata, un argomento triste, lasciamola fuori dalla contesa politica e da polemiche poco onorevoli”.

19.31 – “Ho sentito qualche diffidenza sul progetto politico che ho presentato insieme alla forze di maggioranza rimaste a collaborare in modo leale”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nella replica al Senato riferendosi all’intervento del senatore Quagliariello che ha parlato di ‘annessione’. “Il mio invito ai volonterosi, a singoli parlamentari ma anche rappresentanti di nobili tradizioni che si collocano in un perimetro progettuale ben chiaro” non avviene con “nessuna logica di annessione” ma è “un invito franco, fatto in modo trasparente e aperto, davanti al Paese”, la “gravità della situazione è tale che non possiamo permetterci di condurre partite in modo opaco”.

19.30 – “Mi è stata rimproverata l’espressione ho i ministri migliori del mondo. Ma io sono il capitano, ho il dovere di difendere i ministri dagli attacchi strumentali”. Lo ha detto Giuseppe Conte in Senato aggiungendo: “Consideriamo che non ci sono termini di paragone, nessun altro ministro ha attraversato una fase così grave e recessiva nella storia Repubblicana. Poi le opinioni sono aperte, ma tenete conto che l’impegno è stato notevole, non c’è stato risparmio di un briciolo di energie fisiche e intellettive”.

19.28 – “Anche sulla cabina di regia, avete detto che ‘non era accettabile’, che era ‘indecente’, ma quando mai si è detto che non si poteva discutere? Ma quando mai si è imposto qualcosa a voi?”. Così il premier Giuseppe Conte, rivolgendosi a Iv e a Matteo Renzi in Aula al Senato. “Quando si sceglie la via del dialogo e del confronto voi avete trovato sempre il sottoscritto a difendervi”, quando d’accordo sulle istanze mosse “le ho spesso difese, non avete mai trovato porte chiuse. A un certo punto, diciamolo, avete preso una strada diversa, non leale, di non collaborazione”, costruita su “attacchi mediatici, sul parlare fuori e non dentro. La rispettiamo, ma permetteteci di dire che non è la scelta migliore per il Paese” e che non consente “di investire in futuro come sostenete di voler fare”.

19.27 – “Certo c’è un problema di numeri della maggioranza e se questi numeri non ci sono questo governo va a casa, non va avanti”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nella replica al Senato. “Non mi vergogno di dire che siamo seduti su queste poltrone, non è importante dire non sono interessato a sedere su questa poltrona ma che lo faccio con disciplina e onore”.

18.59 – “Dobbiamo lavorare affinché la scuola resti centrale nell’agenda non del governo, ma del Paese”. E’ quanto ha detto il premier Giuseppe Conte in Senato. “La curva epidemiologica non accenna a migliorare ma continueremo l’impegno a fare di tutto per garantire la didattica in presenza”. Quanto alla “questione”, posta dalla senatrice del gruppo Misto Tiziana Drago, è “serio, il calo demografico è un problema serissimo”.

“E’ destituito di fondamento l’affermazione che l’Italia sia il Paese con meno ristori. Attenzione, non sto dicendo che sono sufficienti, siamo consapevoli della sofferenza delle famiglie”. “Nel 2020 abbiamo approvato misure per aiuti a famiglia e imprese, più 300 miliardi di credito e 150 miliardi di prestiti garantiti”, ha detto il premier.

18.48 – Si è svolta una riunione del gruppo di Italia Viva al Senato. A quanto si apprende, è stata confermata la decisione di astenersi sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte.

18.37 – “Responsabilità è presentare un progetto per il Recovery Plan, come abbiamo fatto noi. Responsabilità è che voteremo i provvedimenti per gli italiani, come i ristori, responsabilità significa chiedere una profonda e netta discontinuità mentre da voi abbiamo sentito solo elenco di titoli di presunti successi. Questo governo non ha avuto una visione e pecca di varie carenze… avete preso coscienza che questa aula è il cuore della democrazia, la verità è che avete paura di andare a casa. La domanda è legittima: non sta sfruttando la crisi per rafforzare il suo consenso e fondare un suo partito? Nella replica dia una risposta a questa domanda. Ora a disastro fatto, lei supplica aiuto. Noi daremo sempre l’aiuto agli italiani ma mai a questo governo”. Lo ha detto la senatrice di Fi, Licia Ronzulli, nel suo intervento in Aula, a palazzo Madama.

18.34 – “L’ideale era solo unirsi contro Salvini, il momento della verità è arrivato con il recovery, corrono a spartirsi il malloppo, non sapendo che devono restituirlo”. Così Alberto Bagnai, senatore e responsabile economico della Lega, intervenendo in Aula, a Palazzo Madama. “Le riforme sono sempre quelle dal 2011, tagli e tasse, in Europa nessuno vi ascolta”, ha detto ancora, aggiungendo: “Ma negli altri paesi il dibattito sulle regole esiste, non come qui, siete arrendevoli”. “Faccio tanti auguri alla maggioranza, voi con i vostri fallimenti ci darete sempre più consenso”, ha concluso.

18.21 – Si raffreddano gli entusiasmi, dopo che la ‘conta’ del Senato sul voto di fiducia al premier Giuseppe Conte aveva segnato, subito dopo ora di pranzo, quota 157-160. Le trattative si sono arenate, il voto di alcuni senatori dato per certo alla fine è tornato sul no, e così ora il pallottoliere -raccontano i pontieri che lavorano freneticamente alle trattative – è fermo a 153 sì.

18.17 – “Alcuni discorsi di senatori ‘in vendita’ davvero imbarazzanti: fuori dal Palazzo gli Italiani hanno testa e cuore a lavoro, scuola e salute, qui dentro c’è gente che per la poltrona farebbe, anzi fa, di tutto”. Lo scrive Matteo Salvini su Facebook, postando una sua foto dall’Aula, ricordando che interverrà intorno alle 19.30.

18.04 – “Lei può trovare una maggioranza, vediamo se arriverà a 161 voti” ma “fate presto. Volete andare avanti con una maggioranza raccogliticcia? Vi auguro sia maggioranza, raccogliticcia sicuro. Ma fate presto”, ha detto ancora Matteo Renzi in aula in Senato. “Noi perderemo tutto? Sì, per noi la politica non è cambiare idea per tenersi le poltrone”, ha aggiunto.

17.55 – Continua l’intervento di Renzi in Senato, che spera come nei prossimi giorni Conte “metta al centro le idee e non solo lo scambio di poltrone perché il Paese non si merita questo mercato indecoroso”. Il premier, dice, “ha cambiato la terza maggioranza in tre anni. Ha governato con Salvini, so che oggi è il punto di riferimento del progressismo ma ha firmato i decreti Salvini. Poi è diventato europeista e ora si appresta a cambiare la terza maggioranza diversa”. E ancora: “Per noi la politica, a differenza degli altri, non è cambiare idee per tenersi la poltrona e quando questa estate ci sarà la scuola politica di Iv i ragazzi avranno un messaggio da Bellanova, Bonetti e Scalfarotto” è cioè “che quando si fa politica si può rinunciare alla poltrona ma non alle idee”. “Quando sono venuto a trovarla, lei mi ha detto con gentilezza se ero interessato a incarichi internazionali. Io, con la stessa gentilezza, ho detto di no, perché in questo momento è in ballo il futuro del Paese non quello di qualcuno di noi”, ha aggiunto.

17.37 – “Noi pensiamo che il suo governo non sia il governo il migliore del mondo. Pensiamo che per la drammaticità della pandemia, per la tragedia in corso ci sia bisogno di un governo più forte”. Lo dice Matteo Renzi intervenendo al Senato, aggiungendo: “Mi sarei aspettato un grande sogno, una visione, un orizzonte”. “Abbiamo un record negativo sull’economia e un secondo elemento drammatico, una crisi sanitaria, l’Italia è il Paese al mondo con il peggior rapporto tra popolazione e decessi per Covid”, continua Renzi, che aggiunge: Conte “ha avuto paura” di salire al Quirinale, “ha scelto un arrocco istituzionale che spero sia utile per lei ma temo sia dannoso per le istituzioni”.

“Sono mesi – dice il leader Iv – che chiediamo una svolta. Non siamo irresponsabili, semmai siamo stati fin troppo pazienti”. E ancora: “Nel mese di luglio io mi sono alzato da questo banco per chiedere di lavorare sul Recovery Plan. Non siamo stati seguiti, non siamo stati ascoltati e quando a dicembre ci è stata presentata una bozza indecente, un suo ministro ha detto ‘Renzi è come Orban'”. “C’è bisogno di dirci le cose in faccia, in modo tranquillo. Non è il momento della crisi? Questo è il momento opportuno, perché ora o mai più si può fare la discussione. Ora ci giochiamo il futuro, non fra sei mesi”, continua Renzi che sottolinea: “Ora o mai più perché c’è un nuovo presidente degli Stati Uniti. Perché Merkel e Macron hanno siglato accordi con la Cina mentre noi siamo rimasti a guardare. Perché questo è l’anno del G20 in Italia. Ora o mai più per il Mes”.

17.17 – “Non ho bloccato Casalino su whatsapp”. Lo dice ai giornalisti Matteo Renzi, in Transatlantico, mentre in Aula è in corso la sanificazione, poco prima il portavoce del premier, Rocco Casalino, era passato a poca distanza, entrando verso l’emiciclo. Nelle scorse ore più articoli di stampa avevano dato per certo lo stop all’account di Casalino da parte del leader di Italia Viva, che ora smentisce.

17.13 – Un cauto ottimismo aleggia tra i membri del governo, mentre va avanti la seduta fiume al Senato sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. I numeri salgono a 157, “ma la forbice arriva, teoricamente, a 160”, dice uno degli uomini più vicini al premier con un occhio vigile sul pallottoliere di Palazzo Madama. Non solo. In queste ore vanno avanti le trattative serrate sulla nascita di un nuovo gruppo al Senato, che consentirebbe di puntellare il governo consentendogli di fare affidamento su una maggioranza salda anche a Palazzo Madama. Chi è impegnato in prima linea spiega all’Adnkronos che si starebbe ‘negoziando’ con due senatori di Iv, tre dell’Udc e addirittura 5 di Fi. Un gruppo che tuttavia non vedrebbe la nascita oggi, ma nei prossimi giorni. Le trattative sarebbero in corso.

16.45 – “Da ora in poi il cammino del governo sarà ancora più condiviso con la sua maggioranza. Gratitudine profonda al Presidente Mattarella per l’equilibro, la saggezza, il rigore con cui assicura al Paese il servizio del suo mandato Dichiarazione della senatrice Caterina Bini, membro della segreteria nazionale del Pd “Una crisi di governo, inattesa, sbagliata nei modi e nei tempi”. Così la senatrice del Pd Caterina Bini, membro della segreteria nazionale del Pd, intervenuta in Aula a Palazzo Madama dopo le Comunicazioni del Presidente Conte.

“In un contesto come quello che stiamo attraversando – sottolinea la parlamentare democratica – non possiamo permetterci una crisi di governo e non perché la pandemia comporti una sorta di sospensione della politica, non perché si debba rinunciare alla critica o alla discussione. Dal segretario Zingaretti al Capodelegazione Franceschini ai capigruppo, è venuta a più riprese la richiesta di correzioni all’azione di governo, e soprattutto la proposta di un patto di legislatura rinnovato che fosse in grado di definire un orizzonte strategico di priorità da portare avanti, non basato sulla gestione dell’emergenza, ma sulla rinascita. La scelta di Renzi di staccare semplicemente la spina è sbagliata, incomprensibile e inaccettabile”.

“Speriamo davvero che il nuovo cammino che ha proposto il presidente Conte – continua Bini – parta su basi nuove, a cominciare da una ritrovata centralità del ruolo del Parlamento. Il nostro auspicio è che quanti si riconoscono in un’identità riformatrice ed europeista uniscano il loro apporto al lavoro del Governo. E’ un appello chiaro e trasparente. E’ il tempo dei costruttori, è il tempo del coraggio e noi non faremo mancare il nostro contributo, convinti che da ora in poi il cammino del governo sarà ancora più condiviso con la sua maggioranza, lealmente”. Infine, conclude Bini: “Un pensiero di gratitudine profonda al Presidente Mattarella per l’equilibro, la saggezza, il rigore con cui assicura al Paese il servizio del suo mandato. A lui, alla sua costante attenzione al bene comune, noi ispiriamo la nostra azione e le nostre scelte”.

16.23 – “Devo ancora decidere. Voterò no o astensione”. Lo dice la senatrice del Misto Tiziana Drago sulla fiducia al governo.

16.15 – ”Avvocato Conte lei è come il trasformista Arturo Brachetti, lei è l’Arturo Brachetti della politica… Lei è come l’omino Playmobil, che potevi trasformare come volevi, in tanti personaggi… Vuoi il premier sovranista, eccolo! Vuoi il premier sceriffo, eccolo indossare i panni del leader con Salvini e via i decreti sicurezza!”. Lo ha detto il senatore Gian Marco Centinaio, nel suo intervento in Aula al Senato rivolto al premier Giuseppe Conte. “Signor Conte -ha tuonato Centinaio- lei è un premier per tutte le stagioni. Nemmeno Crispi e De Pretis sono riusciti a fare tanto, lei è il re del trasformismo…Dovete andare a casa”.

16.05 – I voti di stasera? “La mia previsione è di 156/157, c’è ancora qualcuno esitante, dobbiamo attendere, qualcuno nel Misto”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di ‘Un Giorno da Pecora’, il senatore del gruppo Maie Saverio De Bonis. Gli indecisi sono Martelli, Drago e Ciampolillo? “Sì, sì”. E cosa potrebbe convincerli? “La politica, è gente che vuole delle risposte ben definite. Nell’intervento in aula del premier bisognava forse far riferimento ad alcuni temi che non sono stati sufficientemente toccati”. Quali temi? “Quelli più cari ai tre”. Ad esempio? “Ciampolillo vorrebbe sulla cannabis una politica un po’ più chiara. Drago vuole una politica sulla famiglia più stringente”.

15.53 – C’è una parte del Movimento 5 Stelle “che oggi voterà la fiducia solo perché pienamente consapevole del maggior danno che patirebbero i nostri concittadini se questo governo dovesse cadere”. Lo ha detto il senatore M5S Mattia Crucioli intervenendo in Aula. “Voteremo sì – ha proseguito Crucioli rivolgendosi al premier Conte – ma con estrema preoccupazione sia per l’eterogeneità delle forze a cui lei, presidente, chiede supporto, sia perché abbiamo colti in alcuni passaggi del suo discorso degli accenni di eccessiva fiducia nei confronti della Ue”.

15.28 – “Cosa farò in Aula? La cosa giusta. Lo saprete dopo” dice all’Adnkronos il senatore del gruppo Misto Mario Michele Giarrusso, ex M5S, alla domanda se voterà o meno la fiducia al governo Conte.

15.22 – “Rientro da indipendente nel Pd e voto convintamente la fiducia”. Lo dice il senatore Tommaso Cerno all’Adnkronos. “Quando avevo sentito parlare di ‘responsabili’, ho detto ‘allora è meglio il voto’ se dobbiamo rovinare con questa operazione il governo Pd-M5S che è una formula politica vincente. Ma dopo aver ascoltato Conte noi non solo non roviniamo quella formula politica ma la arricchiamo ponendo come limite valori come la sinistra, il riformismo” e i contenuti ‘green'”.

15.10 – “Stasera mi asterrò, l’astensione è l’unica posizione che ci consente di riannodare i fili del dialogo e del confronto coi nostri colleghi di maggioranza, una cosa di cui c’è bisogno. Se votiamo ‘no’, è finita, ed è un problema per Paese”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il senatore di Italia Viva Eugenio Comincini.

14.56 – “Confermo il mio no alla fiducia, poi dipende da cosa farà il presidente Conte”, dice la senatrice dell’Udc Paola Binetti, interpellata a Palazzo Madama. “Se il presidente del Consiglio decide davvero di intraprendere la via del centro, anche con la prospettiva domani di voler fare un partito di centro, per tutto il Paese si aprono molte strade”.

14.44 – “Siamo compatti nel centrodestra, non mi risultano voti ballerini al Senato” dice Antonio Tajani, lasciando la Camera, dopo il vertice di centrodestra.

14.41 – “Oggi abbiamo riascoltato il discorso di ieri alla Camera da parte di Conte, non mi è piaciuto perché non ha chiarito i problemi che abbiamo posto. Riuniremo il nostro gruppo prima del voto ma l’orientamento unanime è astensione” dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, la senatrice di Iv ed ex ministra Teresa Bellanova. Perché vi astenete? “L’astensione è l’opportunità di dire: se volete riprendere il discorso sui contenuti, sui temi posti anche dal Pd, per noi ok. Se invece si pensa che raccattando un po’ di voti si vada avanti…”. Ma perché non votate no invece che astenervi? “Perché il nostro progetto non era rimettere in discussione il perimetro della maggioranza”.

14.38 – Un governo “Conte la qualunque”, il premier è “uno, nessuno centomila, cambia le maggioranza con la facilità con cui cambia la sua famosa pochette, per rimanere su quella poltrona dove ancora siede”. lo dice la senatrice di Fdi Daniela Santanchè in aula al Senato. Conte, insiste, “non ha a cuore l’interesse degli italiani, il suo interesse è non abbandonare la cadrega”.

14.27 – “Presidente, ma dove vive? Il suo è il governo del salvo intese, dell’incapacità di agire, come fa con un manipolo di responsabili a fare quelle riforme che in un anno e mezzo di tempo non è riuscito a fare? Impossibile”. Lo ha detto Massimiliano Romeo nel suo intervento in aula al Senato.

“Non si può dire prendiamo un voto in più e poi vediamo quello che succede, il Paese ha bisogno di una guida forte, decisa, siamo in pandemia”, ha aggiunto il presidente dei senatori della Lega sottolineando: “Questa maggioranza di governo non c’è più, ne prenda atto e rassegni le dimissioni, a maggior ragione se non arriva a 161 voti, sarebbe un atto politico grave”.

14.18 – Dura replica di Sandra Lonardo, nel suo intervento in Aula al Senato, a Giorgia Meloni, che ieri rivolgendosi al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva affermato “voliamo alto: con la Mastella Airlines”. “Ieri, con fare plateale, ha parlato con disprezzo di una linea aerea della famiglia Mastella. Voglio ricordare -ha affermato la senatrice- che l’onorevole Meloni utilizzò il confortevole aereo Scilipoti per conservare il suo posticino di ministro nel governo Berlusconi”.

14.01 – Il senatore di Italia viva Mauro Marino è assente alla seduta odierna per il Covid. Matteo Renzi riunirà i senatori di Iv dopo il suo intervento in aula previsto intorno alle 15,30 A quanto si apprende da fonti di Iv, i senatori presenti sono 17 e non 18, per la positività di Marino, e sono compatti sull’ astensione.

13.54 – Riprende al Senato la discussione generale sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte. I senatori che stanno intervenendo in Aula alla ripresa dei lavori, Adolfo Urso (Fdi) prima e Giuseppe Mangialavori (Fi-Udc) poi, hanno lamentato l’assenza del premier. Conte, infatti, non è ancora presente nell’emiciclo di Palazzo Chigi, né è rientrato a Palazzo Chigi durante la pausa di poco più di mezz’ora.

13.33 – “Ho lavorato con tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione. Il momento è difficile a causa della pandemia, c’è il Recovery da portare a casa. Sono fiducioso che verrà fuori senso dello Stato. Confido in un risultato solido”. Lo dice all’Adnkronos il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi, senatore del M5S.

13.19 – “La posizione di Iv con l’astensione consente al gruppo di essere granitico oggi. Poi si aprirà una riflessione”. Lo dice all’Adnkronos il senatore di Italia Viva Leonardo Grimani, intercettato in Transatlantico a Palazzo Madama.

13.16 – Incombe sempre lo spetto dei ‘responsabili’ al Senato, mentre è in corso la discussione generale sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte dopo lo strappo di Italia Viva. Dopo il caso dell’azzurra Renata Polverini che ieri ha detto addio a Silvio Berlusconi votando, a sorpresa, alla Camera, la fiducia al governo, resta il timore dei vertici di Forza Italia su nuove defezioni anche a palazzo Madama. Si guarda a quell’area grigia, che a dir la verità riguarda non solo l’Udc, ma i tanti centristi presenti proprio tra gli azzurri. Si tratta di quei parlamentari per lo più moderati, stanchi di un centrodestra a trazione salviniana. Ieri, la presidente dei senatori Anna Maria Bernini, ha riunito i suoi per serrare i ranghi, ribadendo l’importanza in questa fase delicata dell’unità del partito come quella del centrodestra. Allo stato, non ci dovrebbero essere fuoriusciti, il gruppo sembra tenere. Ma come ‘insegna’ Montecitorio con la Polverini, nulla si può escludere fino alla fine. Anche perché le ‘sirene’ di Conte si sarebbero fatte sempre più forti, con telefonate da parte di ‘emissari’ di palazzo Chigi o di parlamentari che si fanno ‘portavoce’ del premier. Si prova, insomma, a resistere ai corteggiamenti sempre più asfissianti. Nonostante le smentite dei veri senatori ‘attenzionati’ o considerati dai rumors ‘tentati’ dall’astensione, la sensazione è che eventuali ‘volenterosi’ forzisti potrebbero uscire allo scoperto solo all’ultimo momento utile e magari fare capolino sul ‘tabellino’ alla fine della conta.

13.15 – E iniziato alla Camera il vertice del centrodestra per fare il punto sulla situazione politica, in vista del voto di stasera in senato. Al tavolo Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Giovanni Toti, gaetano Quagliariello e Maurizio Lupi.

13.13 – “Se oggi è la mia rivincita? Ma cos’è, la finale di Coppa dei Campioni? Potremmo dire anche questo, ma solo per far capire che da che mondo è mondo è sempre così, non si cambia. In Italia, ahimè, è così”. Così l’ex senatore Antonio Razzi, rispondendo all’Adnkronos in Transatlantico a Palazzo Madama. Se oggi fosse in Parlamento voterebbe la fiducia a Conte? “Avrei votato come il mio partito. Se Forza Italia dice no, voto no. Io sono fedele a chi mi ha nominato. Il 2010? Beh, l’altra volta ero stato votato con le mie preferenze, non ero nominato. Quelli che erano nominati se ne sono andati molto prima di me dal partito”. Le piace il termine ‘costruttori’? “Io ho una casa in campagna, la strada non è finita. Speriamo che me la finiscano, se sono costruttori”, ironizza l’ex parlamentare che nel 2010 lasciò l’Italia dei Valori per votare la fiducia al governo Berlusconi. “E comunque – aggiunge – preferisco la parola ‘responsabile’, perché si è responsabili verso se stessi e verso i cittadini. Costruttori, scusate l’espressione, mi sembra una presa per il culo…”.

13.02 – “Non è in discussione” la posizione del gruppo di Italia viva al Senato sul governo. Salvo stravolgimenti, sarà quindi astensione. Una scelta “compatta” da parte dei renziani. Lo dicono più senatori di Iv dopo aver ascoltato l’intervento del premier in aula, identico a quello di ieri, nella pausa dei lavori del Senato. Potrebbe anche essere una riunione di gruppo, ma i senatori di Iv attendono l’intervento di Matteo Renzi in aula fissato per le 15,30. Non mancano però in queste ore, come ieri a Montecitorio, le valutazioni più dure di alcuni senatori che hanno espresso le loro idee a sostegno di un no alla fiducia.

13.00 – “Credo che ci sarà il voto del Senato stasera, non credo che si andrà al voto nel paese”. Così Giovanni Toti, presidente della Liguria, entrando alla Camera per il vertice del centrodestra.

12.49 – “Voterò la fiducia al governo. L’esecutivo si è impegnato a mettere in atto un’operazione di soccorso alla popolazione, grazie alla predisposizione di strutture di prossimità per effettuare test rapidi anti-Covid”. Lo dice il senatore Gregorio De Falco, intercettato in Transatlantico a Palazzo Madama.

12.38 – Aula del Senato sospesa per la sanificazione. La seduta riprenderà alle 13,35.

12.36 – “Credo sia il momento meno adatto per mettersi a giocare all’apprendista stregone, dato che non sarà un sortilegio a farci uscire dalla pandemia”. Lo ha detto in Aula il senatore M5S Primo Di Nicola, riferendosi al leader di Iv Matteo Renzi. “Voltare pagina significa soprattutto archiviare il brutto incubo che il senatore Renzi sta facendo vivere agli italiani recuperando il tempo che ci ha fatto perdere”, ha proseguito.

12.35 – “Dalla nostra componente c’è forte convinzione di dare sostegno a lei e a questo governo. Avanti così, massima fiducia in lei, c”è volontà di collaborazione”. Lo ha detto nel suo intervento in aula al Senato Maurizio Buccarella, del Maie, dopo le comunicazioni del premier Conte.

12.30 – “Solo chi – come il presidente Conte – è riuscito con impegno e serietà a riconquistare all’Italia la credibilità internazionale necessaria per negoziare sui tavoli europei, e per continuare il cambiamento intrapreso nelle politiche europee che non stento a definire epocale, può guidare il Paese. Non pensino i moderati liberali che si definiscono europeisti di poter ottenere ascolto in Europa presentandosi con i sovranisti, con quelli che, loro sì, giravano con la mascherina di Trump sulla faccia, salvo poi strapparsela velocemente dal volto quando le immagini di Capitol Hill hanno cominciato a fare il giro de mondo. Troppo tardi: la macchia di quella mascherina sul volto resterà per molto, moltissimo tempo! Il mondo si è polarizzato ed ora da una parte c’è il Movimento 5 Stelle con il presidente Conte e con le forze democratiche e progressiste, dall’altra c’è il negazionismo, l’antiscientismo, il sovranismo cieco e il fanatismo oscurantista. Ora è il momento di scegliere da che parte stare. Voltiamo pagina, e guardiamo avanti”. Così la senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino nel corso del suo intervento in aula al Senato.

12.29 – “In questi tempi serve un governo forte e responsabile e il suo non lo era prima e a maggior ragione non lo sarà domani”. Lo ha affermato Emma Bonino, intervenendo nell’Aula del Senato dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Voglio dedicare questo intervento -ha aggiunto- a Emanuele Macaluso che ci ha lasciato questa mattina, perché la sua provenienza dal Partito comunista non gli ha mai impedito, anzi gli ha consentito, di praticare dialoghi e confronti con esponenti di altri partiti e di pensare e di valorizzare che contano le idee in politica e non solo l’aritmertica, non solo i numeri”. “Per questo non voterò la fiducia. Non ho atteggiamenti nè preclusivi nè demagogici, quando avete fatto iniziative che ho condiviso su tutta la filiera europea vi ho sostenuto con grandissima convinzione, però temo che sprecherete questa occasione. E’ il mio più grande timore -ha concluso Bonino- perché lo spreca il Paese, non il governo”.

12.22 – “L’Italia, grazie al suo grande lavoro presidente Conte, è tornata centrale sullo scenario europeo facendosi portatrice di un cambiamento storico dell’Europa che il M5S chiedeva da anni: non più una fredda unione finanziaria basata sul fallimentare dogma dell’austerity, bensì una comunità di popoli solidale e proiettata verso il futuro. Il Recovery Fund, il grande Piano Marshall europeo del terzo millennio, esiste grazie a lei presidente ed è grazie a lei e all’azione costruttrice di questo governo se il nostro Paese è quello che riceverà più fondi di tutti gli altri”. Lo ha dichiarato intervenendo nell’aula di Palazzo Madama durante le comunicazioni del presidente Conte il senatore Gianluca Ferrara, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Esteri.

12.21 – “Le accuse di mercato delle vacche sono ridicole. Chi parla di mercato delle vacche in questo momento tradisce l’abitudine a gestire le crisi in questo modo. Per quanto mi riguarda resto in linea con il pensiero del presidente Conte: ritengo che i numeri siano importanti ma che prima di tutto c’è il progetto politico, che deve essere solido e forte. Abbiamo bisogno di rilanciare l’Italia a partire dalle imprese e dagli imprenditori, proteggendo le partite Iva, tutelando le famiglie e l’occupazione dei cittadini che si aspettano dal governo di vedere risolti i propri problemi, oggi aggravati sensibilmente dalla crisi sanitaria”. E’ quanto scrive il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia su facebook.

12.10 – Fi “voterà compatta, vedo tutti i senatori sereni”. Così Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, rispondendo ai cronisti in transatlantico al Senato, mentre in Aula va avanti il dibattito dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte sulla fiducia. A chi gli domanda se Fi non rischi di perdere pezzi, come ieri alla Camera con l’uscita ‘di peso’ di Renata Polverini, “un’uscita pesante? Be’, Polverini non è stata mai eletta con le preferenze a dire il vero. Ma deve comunque rispondere agli elettori che hanno barrato la casella di Fi. Io sono comunque convinto fermamente che chi cambia partito sia destinato a scomparire dalla politica, è sempre stato così. In bocca al lupo alla Polverini…”.

12.07 – “Non si può stare in una coalizione senza essere coerenti con i propri principi. Io 40 anni fa chiedevo un’Europa solidale, oggi non si può sfilare con alleati che chiedono l’Italexit”. Lo ha detto il senatore del Maie Raffaele Fantetti in aula al Senato annunciando il suo sì alla fiducia al governo.

12.05 – “Il discorso di Conte è stato molto lungo, molto deludente e privo di contenuti. Tutto rivolto soltanto a garantirsi il voto di qualche trasformista e di qualche ex di qualsiasi cosa. La richiesta di Fratelli d’Italia rimane sempre la stessa, cioè ritornare al voto. Vediamo quale sarà l’esito della chiama, ma nel caso la maggioranza non sia autosufficiente chiediamo al Presidente della Repubblica di valutare se una maggioranza così risicata possa governare il Paese in un momento così tragico”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia in Senato, Luca Ciriani, commenta con i giornalisti a Palazzo Madama l’intervento del presidente del Consiglio in Aula.

12.04 – “Non possiamo non condividere l’appello di Conte alla responsabilità democratica cui oggi il Parlamento è chiamato. Siamo a un passaggio politicamente difficile, il Paese non ci chiede una crisi di governo, una resa dei conti. Ci chiede una guida sicura, una direzione di marcia chiara, un governo stabile sorretto da una maggioranza solida e animata da una visione del presente e del futuro prossimo dell’Italia e da quella che i latini chiamavano gravitas, cioè la consapevolezza del compito arduo dinnanzi a noi: venire fuori dalla pandemia e superare l’emergenza economica, aggredendo finalmente criticità storiche del Paese”. Lo ha detto in Aula il senatore Gianni Pittella, vicepresidente del gruppo del Senato. “Il Senato deve affrontare la prova odierna con la giusta consapevolezza della poderosità del compito e con lungimiranza. Sarebbe un errore concentrare gli sforzi sul pallottoliere. Dobbiamo essere all’altezza della sfida, ma questo richiede più energie e non meno, basi politiche salde e non fragili. Non coltivare illusioni di autosufficienza, ma riannodare i fili del dialogo politico per fare unicamente il fine supremo del bene del Paese”, ha concluso Pittella.

12.02 – “Oggi non siamo in grado di prevedere come evolverà una crisi di governo incomprensibile, sbagliata e di cui non si avvertiva il bisogno” ma quello che è certo è che “quel confronto che si è interrotto negli ultimi mesi contestualmente alla presentazione dei progetti sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, va ripreso. E’ in discussione il futuro del Paese, della democrazia e della società. E le parti sociali devono essere protagoniste di questo confronto: per tutti è il momento della responsabilità”. Così’ il leader Cgil, Maurizio Landini all’Adnkronos nel corso di un’intervista rilasciata in occasione dei 100 anni del Pci.

12.01 – “Oggi il premier Conte al Senato ha intonato la ninna nanna all’asinello, come quella che Fedez suona in una pubblicità virale in rete: solo in Parlamento di questi tempi in cui tutto è concesso si può assistere a un discorso come quello pronunciato dal premier Conte. Impossibile, assurdo, ancora alla ricerca di voti, rivolto a liberali, socialisti, costruttori, volenterosi e responsabili… Il Parlamento trasformato a un asinello spaurito che ascolta la ninna nanna della democrazia e l’apoteosi del trasformismo”. Lo afferma il responsabile dei Dipartimenti e portavoce dei gruppi Fi di Camera e Senato, Giorgio Mulé.

11.51 – “Se stasera Conte otterrà una maggioranza raccogliticcia consegnerà all’Italia un governo più debole e ostaggio, in questo ramo del Parlamento, di Italia Viva”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Alberto Balboni, nel suo intervento in discussione sulle comunicazioni del premier Conte in aula. “L’avvocato Conte – sottolinea Balboni – potrà vantarsi di aver governato con tre maggioranze diverse in una unica legislatura, un record negativo per il peggior governo della storia repubblicana. Mi sono illuso della coerenza di Conte, che sei giorni fa aveva affermato, come fanno i veri uomini di Stato, di voler governare con il sostegno di tutte le forze della maggioranza. Ma questa coerenza è durata solo 24 ore, dopodiché l’avvocato Conte ha mostrato il suo vero volto, il volto di chi vuole governare secondo una linea del tutto personalistica”. “La natura di Conte è liquida – conclude Balboni – ha la forma dell’acqua che si adatta a qualsiasi situazione, si basa sull’opportunismo. Si è lanciato alla pesca dei cosiddetti responsabili, quelli che Guareschi avrebbe chiamato ‘utili idioti’. I veri vietcong da domani non saranno i responsabili ma i parlamentari di Iv, e da oggi Conte si consegna in ostaggio a Renzi che muoverà una guerriglia ad un governo debole nel momento in cui dovrebbe essere più forte”.

11.42 – “Caro Giuseppe Conte alle persone con disabilità non servono costanti attenzioni ma fatti concreti Che non abbiamo ancora visto! Ti ricordo che si tratta di una tua delega che non stai esercitando efficacemente!”. Lo ha scritto su Twitter Vincenzo Zoccano, già viceministro alla Disabilità.

11.35 – ”Dobbiamo renderci più aperti, non coltivare illusioni di autosufficienza, dobbiamo provare ad essere all’altezza della fase storica a cui siamo chiamati e riannodare i fili del dialogo politico all’interno e all’esterno della maggioranza per fare unicamente il fine supremo del bene del nostro Paese”. Lo ha detto Gianni Pittella, senatore del Pd, nel suo intervento a palazzo Madama,

11.29 – “La realtà desolante e deprimente è sotto gli occhi di tutti, sotto gli occhi degli italiani. Purtroppo siamo alle solite. Nelle varie stagioni della politica ognuno ha addotto sempre problemi da fronteggiare: una volta era l’emergenza economica, prima ancora del terrorismo, prima ancora della mafia, oggi l’emergenza sanitaria. Ma un’emergenza vale l’altra e alla fine rimane sempre un’immagine deleteria per le istituzioni agli occhi degli italiani. Cambiano i volti ma la condotta rimane uguale, solo che una volta si cercavano i ‘responsabili’, ora sono diventati ‘costruttori’. Insomma, cambia l’etichetta ma la sostanza desolante e deprimente è sempre la stessa”. A dirlo all’AdnKronos è l’ex pm Antonio Ingroia, commentando quanto sta avvenendo intorno alla crisi politica e parlando del tentativo della maggioranza di conquistare la fiducia anche al Senato ottenendo il voto dei cosiddetti “responsabili”.

Ingroia, poi, parlando delle similitudini con un noto precedente, quello di Scilipoti, aggiunge: “Con tutto il rispetto, il fatto che personaggi come Mastella tornino a giganteggiare nel mercato della politica di oggi, mi pare sia abbastanza indicativo”. Quanto alla possibilità che il governo possa ottenere la fiducia, Ingroia chiosa: “Temo di sì, che ce le faranno. Io non mi auguro che si vada a votare, però il modo in cui si sta arrivando a una tenuta del governo mi fa dire, appunto, tempo di sì”.

11.25 – “Noi socialisti valuteremo a tempo il suo proposito, tendendo conto che in questi mesi abbiamo sostenuto il governo da apolidi. Ci sta a cuore solo un progetto di rinascita per l’Italia”. Lo ha detto Riccardo Nencini in aula al Senato dopo le comunicazioni del premier.

11.22 – “Il Senato, con riferimento alle comunicazioni del presidente del Consiglio, le approva”. E’ il testo della risoluzioni presentata a palazzo Madama dalla maggioranza e sottoscritta dai capigruppo del Pd, Andrea Marcucci, del Movimento 5 stelle, Ettore Licheri, delle Autonomie, Julia Unterberger, e da Loredana De Petris, di Leu.

11.15 – “Non vuole essere polemica” ma “in questi giorni abbiamo sentito pronunciare spesso e in modo inappropriato e retorico la parola ‘costruttori’. Non voglio entrare nel merito delle vicende nazionali ma mi auguro che questa fase di profonda incertezza finisca al più presto, perché il governo del nostro Paese non può permettersi questa debolezza”. Lo ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana, aprendo i lavori del consiglio regionale. Quindi, parlando della Regione che amministra, ha ricordato Fontana: “Noi, da lombardi, ci siamo rimboccati le maniche le sfide che ci attendono sono molto impegnative ma le affrontiamo nella consapevolezza che tutti insieme possiamo farcela. La Lombardia è il suo sistema economico, il suo tessuto produttivo, la sua anima sociale, la resilienza dei suoi cittadini e su questi pilasti fondamentali poggia la sua ripartenza. Costruire il futuro significa saper affrontare alcuni grandi cambiamenti in atto nel contesto di una nuova normalità che ha cambiato e cambierà profondamente il nostro modo di vivere”.

11.14 – “Annuncio il mio voto di fiducia, non porto voti se non il mio. E il mio è un voto di fiducia, come sempre, libero e condizionato a quelli che saranno i provvedimenti e se corrisponderanno a quelle che sono le mie convinzioni. Se così sarà in futuro, non solo appoggerò ma mi adopererò presso l’opinione pubblica, inclusa quella internazionale, per sostenere ciò che verrà fatto” dal governo. Lo ha annunciato, intervenendo in Aula, l’ex presidente del Consiglio e senatore a vita Mario Monti.

11.05 – Striscione a sostegno del premier Giuseppe Conte nel piazzale antistante Montecitorio. Mentre il presidente del Consiglio è impegnato al Senato nelle comunicazioni per il voto di fiducia, oggi decisivo, davanti alla Camera è apparso uno striscione bianco con su scritto: ‘Presidente Giuseppe Conte l’Italia ti ama!’.

11.04 – ”Nell’annunciare il mio voto favorevole, manifesto il mio rispetto per il presidente del Consiglio e i ministri. Credo che abbiate fatte un buon lavoro, soprattutto nella prima fase e penso che le sue parole, presidente Conte, sono state parole di verità. Questo è stato quello che avete potuto fare. Credo che nessuno possa avere il pregio dell’infallibilità davanti una vicenda drammatica come questa”. Lo ha detto il senatore Pier Ferdinando Casini nel suo intervento a palazzo Madama sulla crisi del governo Conte.

11.01 – Applauso dell’assemblea di palazzo Madama per Liliana Segre in occasione della discussione generale sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte sulla crisi di governo dopo lo strappo di Iv. E’ Pier Ferdinando Casini, il primo a intervenire, a ‘chiamare’ il saluto per Segre appena arrivata in Aula, che viene applaudita da tutti i senatori e tutti membri i del governo in piedi.

11.00 – Lungo applauso per Giuseppe Conte dai banchi della maggioranza al termine dell’intervento in Aula, a Palazzo Madama, del presidente del Consiglio. Non sono mancate polemiche da parte dell’opposizione quando il premier ha rivolto un appello ai parlamentari per aiutare il governo. “Mastella-Mastella” hanno scandito i senatori leghisti.

10.59 – “Le nostre energie dovrebbero essere tutte e sempre concentrate sulle risposte urgenti alla crisi che attanaglia il Paese, mentre invece così, agli occhi di chi ci guarda, dei cittadini in particolare, appaiono dissipate in contrappunti polemici e spesso sterili, del tutto incomprensibili rispetto a chi ogni giorno si misura con la paura della malattia, con lo spettro dell’impoverimento, con il disagio sociale, con l’angoscia del futuro. Rischiamo così tutti di perdere il contatto con la realtà. C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No. E, infatti, i ministri e gli alleati di governo che hanno potuto seguire da vicino le vicende di queste ultime settimane sono testimoni del fatto che abbiamo compiuto ogni sforzo, con la massima disponibilità, per evitare che questa crisi, ormai latente, potesse esplodere”. Lo ribadisce il premier Giuseppe Conte, in Aula al Senato.

10.50 – “Al culmine di alcune settimane di attacchi anche mediatici molto aspri, devo dirlo a volte anche scomposti, alcuni esponenti di Italia Viva hanno anticipato e poi confermato di volersi smarcare da questo percorso comune”. Così il premier Giuseppe Conte, in un passaggio del suo intervento in Aula al Senato.

10.42 – “In una fase come questa, più la coalizione è stabile e larga e meglio è. Io, però, sono concentrato sulle vicende della Toscana. Faccio il tifo perché ci sia un governo stabile e duraturo”. Così Eugenio Giani, presidente della Toscana, oggi a Firenze, a margine della riapertura del Giardino di Boboli, parlando del governo, che oggi è atteso alla prova della fiducia in Senato.

10.40 – “Questo è un passaggio fondamentale nella vita istituzionale del nostro Paese. I numeri sono importanti, oggi lo sono in modo particolare, ma ancor più importante è la qualità del progetto politico. Chiediamo a tutte le forze politiche: ‘aiutateci a ripartire con la massima celerità, a rimarginare la ferita profonda che la crisi ha creato nel patto di fiducia con cittadini”. Così il premier Giuseppe Conte, in un passaggio delle sue comunicazioni al Senato sulla fiducia.

10.13 – E’ “molto complicato governare con chi dissemina mine”. Con chi “ti accusa di immobilismo e di correre troppo, di non decidere e di decidere troppo: è davvero difficile governare in queste condizioni”. Così il premier Giuseppe Conte, in Aula al Senato.

10.11 – “Se in Senato il governo Conte non dovesse raggiungere la maggioranza assoluta, il Presidente della Repubblica agirà coerentemente con quanto fatto all’inizio di questa legislatura: il centrodestra vinse le elezioni ma Mattarella sottolineò che le maggioranze devono essere solide. Se non ci dovessero essere le condizioni per un esecutivo forte si deve tornare al voto per permettere agli italiani di scegliere chi deve guidare la nave fuori dalla tempesta”. Lo ha detto intervenendo a “Unomattina” il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

“Noi siamo di fronte ad un’anomalia: partiti divisi alle scorse elezioni, con programmi alternativi e diversi per valori e proposte, si ritrovano insieme per cercare voti solo per tenersi la poltrona. Assistiamo a un mercimonio inguardabile da parte di chi, il M5S, parlava di vincolo di mandato”, ha concluso Lollobrigida.

10.06 – “Sento crescere la critica, anche ieri alla Camera, sul fatto che le opere sono bloccate da due mesi per mancanza di commissari. Non è vero, a parte che la lista dei commissari è pronta, le opere sono state bloccate perchè abbiamo applicato l’articolo 2 del Dl semplificazioni che dà poteri speciali ai commissari”. Lo ha detto Giuseppe Conte al Senato.

10.01 – Senato gremito per le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che siede tra i ministri Alfonso Bonafede e Dario Franceschini ai banchi del governo. Sono presenti in Aula anche i leader di Lega e Italia Viva, Matteo Salvini e Matteo Renzi. L’ex ministro dell’Interno interverrà in dichiarazione di voto mentre Renzi parlerà durante la discussione generale.

9.53 – “Abbiamo operato sempre le scelte migliori? Abbiamo assunto sempre le decisioni più giuste? Ciascuno esprimerà le proprie valutazioni. Siamo nell’opinabile”. Lo ha detto Giuseppe Conte al Senato. Con le parole pronunciate ieri in Aula alla Camera, ha precisato il premier, “non intendevo dire che i ristori sono sufficienti a compensare le perdite subite”.

9.49 – Secondo quanto apprende l’Adnkronos da fonti M5S, il numero dei voti a sostegno del governo a Palazzo Madama sarebbe salito, nelle ultime ore, a quota 155. C’è ottimismo per il sì del senatore Mario Michele Giarrusso (esponente del Gruppo Misto, ex M5S) e si spera nell’ok di altri due ex pentastellati, Tiziana Drago e Alfonso Ciampolillo.

9.42 – Sono iniziate in aula al Senato le comunicazioni del premier Giuseppe Conte sulla situazione politica. Dopo l’intervento del premier sono previste due delle cinque ore complessive per la discussione generale e una pausa attorno alle 12,30. La discussione riprenderà verso le 13,30, per tre ore. Dopo un’ora di pausa, è prevista la replica del premier, quindi un’ora e mezza per le dichiarazioni di voto. Le procedure di voto dovrebbero iniziare verso le 19,30. L’esito dopo un’ora circa.

9.34 – Il premier Giuseppe Conte è arrivato al Senato dove tra qualche minuto interverrà per le comunicazioni sulla situazione politica, sulle quali si voterà la fiducia al governo.

9.10 – “Per correttezza istituzionale dirò in aula come voterò”. Lo ha ribadito in un’intervista a Radio 24, il senatore a vita Mario Monti che nei giorni passati aveva più volte dichiarato di voler ascoltare le comunicazioni del presidente del Consiglio prima di esprimere il proprio orientamento sulla fiducia al governo. “Ho sentito Conte ieri e mi ha convinto soprattutto l’ancoraggio all’Europa e su diversi altri aspetti”, come “guidare la maturazione del Paese nei prossimi due anni”, ha aggiunto Monti.

8.44 – La decisione di Renata Polverini di votare a favore della fiducia al governo Conte “è stata fatta con trasparenza. Va dato atto all’onorevole Polverini di essere stata molto coerente. E’ giusto secondo me votare secondo coscienza, pensando soltanto a fare il bene del Paese. Penso che al Senato vedremo altre novità. Ad esempio alcuni senatori di Italia viva credo voteranno diversamente dalle indicazioni del proprio gruppo, che ha deciso di astenersi”. Lo ha detto il deputato Pd, Andrea Romano, ospite del programma “L’imprenditore e gli altri” su Cusano Italia Tv.

8.32 – Al discorso del premier “darei la sufficienza”, ma non voterò la fiducia al governo, “perché Conte chiede un voto sulla storia dell’esecutivo Conte II”. Lo dice al Corriere della Sera Paola Binetti, senatrice ed esponente dell’Udc, sottolineando che “non c’è stato un riferimento all’allargamento della maggioranza a un nuovo soggetto centrista. Il Paese ha bisogno di un partito di centro”. “Conte può essere una parte importante di questo nuovo progetto”, afferma la Binetti, precisando di “non aver ricevuto chiamate da Palazzo Chigi” per sostenere l’esecutivo. Quanto al voto in Senato, pronostica, “il governo non avrà la maggioranza assoluta”.

8.16 – “Nessuno di Forza Italia voterà la fiducia”. Sono le parole di Maurizio Gasparri ad Agorà. “La Polverini ha votato in dissenso sulla famiglia, sull’immigrazione. Incontrò il premier Conte, il suo voto unico era largamente atteso, preceduto da tradimenti palesi rispetto ai voti di Forza Italia alla Camera”, dice riferendosi al voto espresso ieri da Renata Polverini, che ha detto sì alla fiducia al governo.

7.25 – “Renzi all’inizio della carriera politica mi piaceva. Ma per mia natura non apprezzo le persone troppo spregiudicate e le espressioni eccessive di cinismo e di inaffidabilità, neanche in politica, dove pure in un certo grado sono fisiologiche. Comunque il mio parere non conta, ma temo che ormai non sia simpatico a una buona parte degli italiani”. Così al Corriere della Sera Valentina Fico, ex moglie di Giuseppe Conte.

7.03 – “Questa non è una questione personale, in ballo c’è l’Italia. Abbiamo posto i temi di cui nessuno parla: soldi per la sanità attraverso il Mes, riapertura delle scuole, incentivi per il lavoro anziché sussidi”. Così al Corriere della Sera Maria Elena Boschi sulla proposta di confronto di Italia Viva con il Governo. “L’Italia si gioca il futuro adesso – aggiunge – non tra un anno. Adesso bisogna spendere bene i soldi del Recovery plan, rimandare i ragazzi a scuola, vaccinare le persone, sbloccare i cantieri, sostenere le realtà economiche chiuse. Adesso. Abbiamo chiesto al governo una visione per i prossimi anni, ci hanno risposto con la caccia ai responsabili. Noi vogliamo risolvere la crisi economica, sociale e sanitaria. Se il governo ha altre idee o vuole perseguirle con altre maggioranze vada pure avanti senza di noi”.

(AdnKronos)

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