Meloni: il no all’invio di soldati italiani in Ucraina resta punto fermo
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Il no all’invio di soldati italiani in Ucraina confermato dal governo: vertice a Parigi per discutere sicurezza e territorio
Il no all’invio di soldati italiani in Ucraina rimane una linea invalicabile per il governo italiano, mentre rimane aperta la questione dei territori contesi. Il 6 gennaio a Parigi, su invito del presidente francese Emmanuel Macron, si riuniranno i leader della Coalizione dei Volenterosi per discutere degli impegni a tutela di Kiev in caso di accordo di pace con la Russia.
Palazzo Chigi non ha ancora confermato ufficialmente la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma la posizione italiana è chiara: pieno sostegno politico e diplomatico all’Ucraina senza invio di truppe. La missione in corso a Kiev, guidata dal consigliere diplomatico Fabrizio Saggio, ribadirà la linea italiana nel quadro del coordinamento europeo e atlantico.
Nel corso delle comunicazioni parlamentari, la premier ha sottolineato che il no all’invio di soldati italiani in Ucraina non preclude il contributo del Paese in aiuti, supporto logistico, sanitario e difensivo, né l’eventuale partecipazione a garanzie multilaterali di sicurezza.
Il nodo territoriale resta il principale ostacolo al percorso negoziale: il Donbass è stato indicato come priorità da affrontare direttamente tra le parti, mentre l’Italia conferma di non voler accettare soluzioni che compromettano sovranità e integrità del territorio ucraino.
Il sostegno italiano si traduce anche sul piano operativo: il decreto-legge approvato nell’ultimo Consiglio dei ministri proroga fino al 31 dicembre 2026 la cessione di materiali e mezzi militari, con priorità a forniture logistiche, sanitarie e difensive, e conferma la protezione temporanea per i cittadini ucraini presenti in Italia.
Resta irrisolta la partita diplomatica sulle aree di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, con Washington che propone una linea di contatto di fatto e il Cremlino che rivendica il controllo completo del Donbass. La mediazione internazionale cerca un equilibrio, ma il nodo territoriale continua a frenare il percorso verso la pace.
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(con fonte AdnKronos)
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