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Tre figure chiave emergono come potenziali successori di Haniyeh: Yahya Sinwar, Khaled Meshaal e Zaher Jabareen. Ognuno con un ruolo cruciale nella futura direzione del gruppo

Con l’eliminazione di Ismail Haniyeh, la guida di Hamas è ora al centro di speculazioni intense. Tre figure principali si contendono la leadership del movimento, ognuna con un profilo distintivo e una visione potenzialmente diversa per il futuro del gruppo.

 

Yahya Sinwar, attualmente alla testa di Hamas nella Striscia di Gaza, è considerato un candidato di peso per la successione. Sinwar, 61 anni, è stato uno dei principali architetti dell’attacco a Israele del 7 ottobre e ha trascorso gran parte della sua vita nel campo profughi di Khan Younis. Il suo passato è segnato da un lungo periodo di detenzione in Israele, da cui è stato liberato nel 2011. Sinwar è stato designato come terrorista dagli Stati Uniti nel 2015 e recentemente è stato accusato di crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale. La sua leadership potrebbe portare a un ulteriore irrigidimento delle posizioni di Hamas.

Khaled Meshaal, ex leader politico di Hamas e cofondatore del gruppo, rappresenta un’alternativa significativa. Meshaal, che ha guidato Hamas dal 1996 al 2017, vive in esilio a Doha dal 2012. Nonostante le sue relazioni tese con l’Iran e il controverso attentato del Mossad del 1997, Meshaal ha recentemente mostrato segnali di apertura verso Israele, pur subordinando il riconoscimento dello Stato a condizioni specifiche, come la fine dell’occupazione dei Territori palestinesi. La sua candidatura potrebbe suggerire un possibile cambio di rotta nella strategia di Hamas.

Zaher Jabareen è un altro potenziale successore, con un focus specifico sulla Cisgiordania. Attualmente membro del politburo di Hamas e delle Brigate Izz al-Din al-Qassam, Jabareen è stato coinvolto in numerosi attacchi contro obiettivi israeliani negli anni Novanta. Attualmente in esilio e ritenuto residente nel campo profughi di Burj al-Shemali in Libano, Jabareen potrebbe avere un ruolo chiave nelle trattative sugli scambi di prigionieri e nella futura politica di Hamas.

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(con fonte AdnKronos)

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