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Ucraina, risoluzione M5S: “Stop immediato a invio armi da Italia”



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Il M5S chiede lo stop immediato di invio di armi dall’Italia all’Ucraina. Il Movimento guidato da Giuseppe Conte prende posizione con la risoluzione del gruppo parlamentare alla Camera dei deputati sulle comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto sulla proroga all’invio armi all’Ucraina. La risoluzione impegna il governo “a non procedere all’emanazione del sesto decreto interministeriale, citato in premessa, al fine di interrompere immediatamente la fornitura di materiali d’armamento alle autorità governative ucraine, ferme restando le misure destinate agli aiuti umanitari”. All’Esecutivo viene chiesto anche di “comunicare preventivamente al Parlamento l’indirizzo politico da assumere in occasione di consessi internazionali con riferimento all’evoluzione del conflitto Russia-Ucraina”.

Il Gruppo parlamentare chiede inoltre di “voler interpretare l’articolo 1 del decreto-legge 2 dicembre 2022, n. 185, nel senso che il Governo comunica preventivamente alle Aule parlamentari in merito a ciascuna autorizzazione relativa all’invio di armi, al fine di garantire un ampio coinvolgimento delle Camere in merito”; e di “relazionare, nelle opportune sedi, i dettagli in merito alle spese sostenute per le cessioni di forniture militari, nonché illustrare alle Camere la specifica della natura delle somme in entrata derivanti dai decreti interministeriali che definiscono l’elenco dei mezzi, dei materiali e degli equipaggiamenti militari oggetto di cessione all’Ucraina, riassegnate integralmente sui pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero della difesa”.

Infine si chiede l’impegno dell’Esecutivo a “promuovere incisive azioni diplomatiche volte all’immediato cessate il fuoco e all’avvio di negoziati per il raggiungimento di una soluzione politica, giusta, equilibrata, duratura, adoperandosi da subito per una conferenza di pace, da tenersi sotto l’egida delle Nazioni Unite” e ad “adottare le opportune iniziative, anche di carattere normativo, volte a una graduale diminuzione delle spese per i sistemi di armamento, che insistono sul bilancio dello Stato, considerata la grave crisi economica e sociale in atto, conseguenza diretta della recente crisi energetica, al fine di non distrarre le risorse finanziarie necessarie a sostenere il tessuto sociale ed economico del Paese e a garantirne la ripresa”.

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(AdnKronos)